Francia – Dopo il secondo turno, preparare la controffensiva al governo Macron !

Lo scorso fine settimana in Francia, durante il secondo turno delle elezioni legislative, il 57,4% degli elettori non si è recato alle urne. Il dato non ci sorprende: nella maggior parte delle circoscrizioni gli elettori avrebbero dovuto scegliere tra “scheda nulla o bianca”, dove c’erano solo candidati di destra o  “socialisti”.
La composizione della nuova Assemblea Nazionale è più che mai slegata dalla realtà politica del paese. Dopo aver ottenuto 8,6 milioni di voti al primo turno delle presidenziali, Macron potrà appoggiarsi su una maggioranza assoluta di 350 deputati. Dal canto suo Mélenchon aveva raccolto circa 7 milioni di voti alle presidenziali, ma in parlamento ci saranno soltanto 27 deputati della France Insoumise e del PCF.
Sicuramente Fi e PCF avrebbero avuto più deputati se si fossero coalizzati al primo turno. Ma resta enorme la differenza tra il numero di voti raccolti da Macron e Mélenchon e il numero di deputati corrispondenti.
Questo è vero anche per il Front National: 7,6 milioni di voti alle presidenziali e 8 deputati in parlamento. Invece il Partito socialista si ritrova nettamente sovrarappresentato, avendo ottenuto solo 2,3 milioni di voti alle presidenziali con Hamon candidato presidente, si ritrova con ben 44 deputati.  Cosi’ l’assemblea nazionale non riflette in alcun modo le elezioni presidenziali, le quali già si erano caratterizzate come una deformazione di ciò delle reali tendenze in atto nella società (vedi il risultato del FN, che aveva nascosto il suo programma). La “rappresentatività nazionale” non  è mai stata così lontana dalla realtà nella storia della quinta repubblica. Con il 57,4 % d’astensione, possiamo parlare di un vero boicottaggio delle elezioni. Mélenchon ha evocato “lo sciopero generale civico” e afferma che l’astensione ha avuto un significato “di lotta politica”. È vero, in una certa misura. Mélenchon aggiunge: “Io vedo in quest’astensione un’energia disponibile, se noi riuscissimo a farvi appello nella lotta […] questa forza potrebbe espandersi e passare dall’astensione all’offensiva. È quello di cui abbiamo bisogno”. È esattamente questa la posta in gioco nella prossima fase. La lotta contro la politica del governo Macron deve essere organizzata immediatamente. In effetti è già cominciata attorno alle mobilitazioni del 18 giugno in tutto il paese, organizzate dal “Front Social” (il Fronte Sociale), che raggruppa diverse strutture e attivisti sindacali (anche della CGT).
La durezza della nuova “loi travail” sarà il metro di quello che esige la classe dirigente francese: un’accelerazione delle contro-riforme messe in atto dai governi precedenti. Questa corrisponde ai bisogni oggettivi dei grandi capitalisti. Macron è il loro alfiere, ha come missione quella di attaccare brutalmente l’insieme delle conquiste sociali ottenute dal movimento operaio nel corso dei decenni in seguito alla seconda guerra mondiale. Tuttavia la borghesia ha un problema: mettere in atto queste politiche sarà impossibile senza provocare, prima o poi, delle grandi mobilitazioni sociali.
Il Fronte Sociale
Grandi lotte sono all’ordine del giorno. Tuttavia, il movimento operaio deve trarre degli insegnamenti dalle mobilitazioni di questi ultimi anni. Di fronte alle determinazione del padronato e del suo governo, la strategia delle “giornate d’azione” sindacali non funzionerà. Solo la costruzione di uno sciopero generale ad oltranza potrà far arretrare Macron. Un numero crescente di attivisti sindacali lo comprende e spinge in questo senso, come si è visto nell’ultimo congresso della CGT. Ma le direzioni sindacali non riflettono la radicalità che si esprime alla base. I vertici subiscono la pressione della borghesia e aspirano alla concertazione con il governo per limitarne gli attacchi. Ciò è completamente illusorio e controproduttivo: la debolezza invita all’aggressione.
L’emergere del Fronte Sociale è la conseguenza dello scarto che esiste tra la base e i vertici del movimento sindacale. Il Fronte sociale cerca di dare un’espressione alla combattività della base. È difficile affermare con esattezza se questo movimento proseguirà la sua ascesa, ma sicuramente in questo momento ci indica la strada. Potrà giocare un ruolo importante nello sviluppo di una strategia di lotta più radicale, cioè conforme a ciò che è necessario.
Non c’è più tempo per l’attendismo o per le pseudo-trattative con il governo che prepara nuovi e più pesanti attacchi alle nostre condizioni di vita e di lavoro. È tempo di organizzare la controffensiva da parte del movimento operaio e giovanile. Sul piano sindacale, è necessaria l’organizzazione di uno sciopero generale ad oltranza che coinvolga il più largo settore di lavoratori possibile. Sul piano politico, ciò suppone l’adozione di un programma di rottura con il capitalismo in crisi, il quale non offre alcuna prospettiva oltre alla regressione sociale permanente.

Articoli correlati

Francia

Francia – Lo sciopero del 5 dicembre: bilancio e prospettive

Lo sciopero del 5 dicembre ha mobilitato un numero di dimostranti che non si vedeva in Francia sin dalle grandi lotte dell’autunno 2010. Mancano dati precisi sul numero di scioperanti, ma è probabile che dal dicembre 1995 nessuno sciopero interprofessionale abbia mai avuto un tale impatto sull’economia del paese.

Francia

Elezioni in Francia: France Insoumise – su cosa siamo d’accordo e su cosa è necessario andare oltre!

A due giorni dal primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, una cosa è certa: Jean-Luc Mélenchon è l’unico candidato di sinistra con qualche speranza di arrivare al secondo turno. In poche settimane, è passato dal 10% al 16% nei sondaggi. Révolution, la sezione francese della Tendenza marxista internazionale, ha sostenuto in modo critico la candidatura di Jean-Luc Mélenchon della France. In questo articolo (scritto all’inizio dell’anno, il testo in francese è qui), spiegano la loro posizione.

Francia

Francia – I “gilet gialli”, Lenin e la direzione della CGT

La mobilitazione dei “gilet gialli” segna una fase importante nello sviluppo della lotta di classe in Francia. Senza partito, senza sindacato, senza alcuna forma di organizzazione preesistente, centinaia di migliaia di persone hanno partecipato a blocchi stradali e di distributori di benzina, spazzando via le minacce e le pseudo-concessioni del governo.

Francia

Francia – Sull’orlo di una crisi rivoluzionaria

La situazione sociale e politica in Francia evolve ad altissima velocità. In meno di un mese, lo svilupparsi del movimento dei gilet gialli ha posto il paese sull’orlo di una crisi rivoluzionaria. Nei prossimi giorni questo limite può essere oltrepassato. Che cosa determinerà questo passo in avanti?

Francia

Francia – Gli studenti di Nanterre in sciopero solidarizzano con i gilet gialli!

Dopo la mozione (presentata dai nostri compagni) che è stata approvata a grande maggioranza dalle assemblee studentesche presso l’université Paul-Valéry-Montpellier e Tolosa, un’altra risoluzione estremamente radicale è stata adottata dall’Università di Paris Nanterre.

Francia

Elezioni legislative in Francia – Fra astensione di massa e crescita della sinistra

Il primo turno delle elezioni legislative è stato caratterizzato da un’astensione record: 52,5%, rispetto al 51,3% del 2017 e al 42,8% del 2012. Un livello così alto di astensione costituisce l’aspetto più significativo della tornata elettorale.