16 novembre 2015

Francia: cosa significa lo stato di emergenza

Francois Hollande ha proclamato lo stato di emergenza in Francia, in seguito agli attentati del 13 novembre. La ragione addotta, naturalmente, è quella della difesa della democrazia e della libertà dalla “minaccia del terrorismo”.

In realtà il provvedimento, adottato per la prima volta nella storia su tutto il territorio francese, limiterà pesantemente proprio i diritti democratici di tutti i cittadini d’Oltralpe. Nel 2005 infatti, dopo la rivolta delle banlieue, solo alcune province ne furono interessate.

La dichiarazione di stato di emergenza fornisce pieni poteri ai prefetti nominati dal governo. Possono dichiarare il coprifuoco e interrompere la libera circolazione ( “vietare la circolazione delle persone o dei veicoli nei luoghi e alle ore stabilite”). Possono impedire la dimora o il soggiorno in un dipartimento di “chiunque cerchi di ostacolare, in qualunque maniera, l’azione dei poteri pubblici”.

Tale potere si può esercitare su un singolo o su una lista si persone. Si può sostanzialmente espellere da una città un intero gruppo politico o di altro genere.

Chiunque la cui l’attività si riveli pericolosa per la sicurezza e l’ordine pubblico” potrà essere posto agli arresti domiciliari.

Non è più necessario un mandato dell’autorità giudiziaria per entrare nelle abitazioni private (“si conferisce il potere di ordinare perquisizioni domiciliari di giorno e di notte”)

Sono limitati anche i diritti di riunione e di organizzazione collettiva. I prefetti “possono ordinare la chiusura provvisoria di sale di spettacolo, rivenditori di alcolici e luoghi di riunione di qualsiasi natura” nelle zone sotto la loro autorità.

Anche la stampa, le radio e le tv vengono poste sotto tutela. L’autorità può “prendere ogni misura per assicurare il controllo della stampa e delle pubblicazioni di qualsiasi natura oltre a quello delle trasmissioni radiofoniche, delle proiezioni cinematografiche e delle rappresentazioni teatrali”.

Giornali e radio non graditi al governo possono dunque essere chiusi d’autorità.

La legge del 1955 (tutte le citazioni sono tradotte da liberation.fr e da Paris-luttes.info) prevedeva un massimo di 12 giorni per la durata dello Stato d’emergenza. Ora il “socialista” Hollande vuole estenderla a tre mesi, applaudito da tutti i governi “democratici” occidentali.

Gli attentati di Parigi vengono presi a pretesto per attaccare chiunque dissenta. Le misure restrittive potrebbero essere adottate anche contro dei lavoratori in sciopero (vedi ad esempio il recente caso di Air France) o contro qualunque corteo o voce critica.

Vediamo dunque il vero volto della democrazia in questo sistema capitalista. E questo nella patria della rivoluzione borghese, quella del motto “libertè, egalitè, fraternitè” che studiamo da generazioni a scuola.

Si dimostra che le libertà di cui godiamo quotidianamentre sono a termine ed esistono solo per gentile concessione dei governi e delle classi dominanti.

L’azione di Hollande rivela inoltre che il terrorismo è un metodo di lotta che favorisce unicamente la repressione da parte dello stato nei confronti di tutti gli oppressi.

La borghesia smaschera il suo vero volto. Oggi più che mai la lotta per la difesa dei diritti democratici è legata in maniera indissolubile alla lotta rivoluzionaria contro il sistema capitalista e contro tutte le guerre, le disuguaglianze e le miserie che esso genera.

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