19 Febbraio 2021 Jacopo Renda*

Fermare le minacce del Presidente Maduro contro l’APR e la sinistra rivoluzionaria!

Lo scorso 6 Dicembre il Partito Socialista Unificato del Venezuela (Psuv) guidato dal presidente Nicolàs Maduro ha vinto le elezioni politiche garantendosi un’ampia maggioranza nell’assemblea nazionale. In un quadro segnato dalla crisi economica, la pandemia ed una bassa partecipazione alle urne, complice anche il boicottaggio di una parte dell’opposizione di destra, Maduro può contare su una maggioranza dei seggi senza precedenti che arriva a circa 91%, potendo contare su 253 dei 277 deputati di cui è composta l’Assemblea Nazionale.

L’Alternativa Popolare Rivoluzionaria (APR), che ha svolto la campagna elettorale in condizioni difficili, oscurata dai media e sotto la scure della repressione di stato ha eletto un solo deputato, il segretario del Partito Comunista Venezuelano (PCV) Oscar Figuera.

L’ampia maggioranza parlamentare e la crisi dell’opposizione golpista guidata da Guaido, divisa e demoralizzata dopo il fallito tentativo di dare la spallata al regime di Maduro, dovrebbe consentire al Presidente ed ai suoi accoliti una maggiore tranquillità nella gestione della prossima fase.

In futuro le forze legate all’imperialismo potranno nuovamente tentare di rovesciare Maduro ma oggi questa strada è momentaneamente messa in secondo piano.

Il processo di spostamento a destra di Maduro si approfondisce ogni giorno di più come si evidenzia dai compromessi con Fedecamaras o dal silenzio del governo davanti alle migliaia di licenziamenti diretti ed indiretti del gruppo Polar.

Anche la sconfitta di Trump fa pensare al governo venezuelano che si possa aprire un “nuovo cammino” delle relazioni con l’imperialismo Usa come annunciato dal Presidente in un comizio lo scorso 23 Gennaio, poi rilanciato sul suo profilo twitter. Maduro ha proposto a Biden di “voltare pagina” e “percorrere un nuovo percorso sulla base del rispetto reciproco, del dialogo, della comunicazione, della comprensione e dell’interesse reciproco”.

Non è certamente casuale che nello stesso comizio in cui apriva all’imperialismo americano Maduro abbia attaccato l’APR. Mentre si sta compiendo una svolta a destra sul piano nazionale ed internazionale il pericolo maggiore per il Gran Polo Patriottico viene da sinistra . È questa la lettura che dobbiamo dare dell’attacco e delle vere e proprie minacce che Maduro ha rivolto ai “divisionisti” accusati di essere manovrati dall’imperialismo, una “sinistra obsoleta, la sinistra che divide, il male, l’egoismo, la perversità, la meschinità e la bassezza morale.”

Ci sono alcuni divisionisti là fuori che cercano di danneggiare il chavismo dall’interno, lo avverto. Lo avverto per la prima volta Attenti ai divisionisti che cercano di definirsi marxisti-leninisti e che dicono di essere più chavisti di Chavez. Stiamo attenti perché dietro c’è la mano dell’imperialismo statunitense. Prestiamo attenzione nei quartieri, nelle università, nelle strade.” ha continuato Maduro.

Mentre l’inflazione erode i salari ogni giorno, le divisioni di classe e la miseria crescono il governo non deve solo dimostrarsi affidabile agli occhi del grande capitale e delle multinazionali ma ha anche l’obbiettivo di prevenire con la repressione possibili proteste che vengano da sinistra. Lo ha fatto durante la campagna elettorale con arresti, licenziamenti ed intimidazioni e lo farà ancora di più nella prossima fase. Le minacce di Maduro, che ha chiesto di isole i rivoluzionari nelle fabbriche , nelle università e nelle piazze sono state ripresi dal presidente dell’Assemblea Nazionale, Jorge Rodriguez.

Il 4 Febbraio scorso nella seduta parlamentare dedicate alla commemorazione dell’insurrezione civico militare del 1992 il dirigente del Psuv ha attaccato pubblicamente l’APR.

Il Psuv infatti intendeva celebrare gli avvenimenti del 1992 come ulteriore passaggio del processo di riconciliazione con la borghesia venezuelana attraverso la “riconciliazione nazionale”.

L’intervento critico di Oscar Figuera a nome del PCV-APR ha provocato un lungo e veemente attacco da parte di Jorge Rodriguez che ha accusato Figuera di essere la quinta colonna dell’imperialismo golpista tra gli applausi e le grida dei deputati filogovernativi. “ O si sta con la patria o contro la patria, o si sta con la vita o contro la vita” ha sentenziato il Presidente dell’Assemblea nazionale.

Il video dell’intervento di Figuera e la risposta di Rodriguez

Nel suo attacco Rodriguez ha usato strumentalmente una intervista rilasciata dal reazionario statunitense Elliot Abrams, che non ha nessuna relazione con l’APR, in cui si faceva riferimento a settori di sinistra che criticano il governo Maduro per la sua discontinuità con Chavez.

Mentre il governo venezuelano con la sua politica economica in favore del grande capitale aumenta le divisioni di classe nella società lo stesso accusa i settori critici e la sinistra rivoluzionaria di essere “divisionisti” prestando il fianco all’imperialismo golpista.

L’atteggiamento del PSUV, che oggi non è diventato altro che un’appendice dello stato borghese, nega il grande spirito di confronto, apertura e libertà di critica nel movimento bolivariano che è stato una delle caratteristiche fondamentali del metodo di Hugo Chavez.

I nostri compagni della Corrente Marxista “Lucha de Clases” hanno denunciato l’inizio di una campagna di menzogne costruite ad arte da parte del governo madurista contro l’APR e il PCV come parte di una caccia alle streghe contro la sinistra rivoluzionaria venezuelana.

La svolta a destra sul piano economico e la repressione sistematica contro i settori in lotta da parte del governo Maduro sono la dimostrazione della rottura dello stesso con il processo della rivoluzione bolivariana. Il movimento rivoluzionario internazionale deve costruire una campagna di solidarietà con l’APR ed al PCV aprendo un confronto tra tutte le forze che hanno sostenuto la rivoluzione venezuelana. La vera divisione è quella di classe! Basta minacce e repressione contro la sinistra rivoluzionaria!

 

*sulla base degli articoli dei compagni venezuelani di Luchadeclases

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