28 Aprile 2015

EXPO 2015 – Affamare e sfruttare il pianeta!

La lunga attesa è dunque finita. Dopo tre anni di cantieri, “forse non tutto sarà finito per l’inaugurazione, ma sarà pronto e visitabile tutto il bello di Expo”, il sindaco di Milano Pisapia, conclude con questa frase la sua visita ai cantieri di Expo del giorno di Pasquetta, con il commissario unico di Expo Giuseppe Sala a fare da guida. Quest’ultimo, orgogliosamente, fa notare che i lavori non si sono fermati neanche per le festività pasquali e che in questo rush finale tutto precede a ritmi molto positivi.
Ovviamente! Dato che per ultimare tutto entro il Primo maggio ormai si lavora anche di notte, con turni oltre le venti ore. E a preoccupare lorsignori non sono certo la salute o i contratti regolari o meno degli operai sfiancati da turni massacranti. Sono invece gli extracosti: il Padiglione Italia, quello per cui si sta lavorando a questi ritmi forsennati, aveva un costo iniziale di 63 milioni di euro, diventati negli ultimi due mesi 92 milioni. Meno male che 18.500 lavoratori durante l’esposizione non saranno pagati così, forse, Expo Spa riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio. 
C’è anche tutta la partita della vendita dei biglietti d’ingresso: le prospettive più rosee parlano di 20 milioni di tagliandi staccati. I più importanti tour operator mondiali sono all’opera già da tempo per raggiungere questo obiettivo, mentre in Italia non solo le agenzie turistiche si stanno adoperando per tagliare questo traguardo: anche il Pd milanese fa la parte del bagarino! Da aprile 2015, i giovani milanesi che si iscriveranno al Pd potranno ottenere il 50 per cento di sconto sul biglietto d’ingresso. Non ci si può aspettare altro, d’altronde, da un partito ormai totalmente invischiato nelle logiche del grande capitale e che ha completamente voltato le spalle ai lavoratori e ai giovani. Non a caso è uno dei principali ed entusiasti promotori del volontariato per Expo.

Per permettere tutto questo, i governi nazionali e locali che si sono susseguiti, sono passati sopra tutto e tutti, modificando leggi e regolamenti ogni qualvolta ce n’è stato bisogno, come ad esempio la legge sul consumo di suolo in Lombardia che permetterà a palazzinari e speculatori di cementificare 55mila ettari di suolo in più (alla faccia della sostenibilità ambientale, tanto cara, a parole, a Expo Spa). O modificando ad hoc per i sei mesi dell’esposizione i contratti dei lavoratori dei trasporti, della ristorazione e di quanti saranno utili per far funzionare la baracca. Oppure, ancora, come quando sono stati chiusi entrambi gli occhi davanti alle aziende appaltatrici dei lavori invischiate fino al collo con organizzazioni mafiose e che se ne infischiamo dei più elementari diritti dei lavoratori, mentre questi ultimi rischiano la vita per costruire le futuristiche strutture di Expo disegnate dalle ben note archistar.

Lo Stato per l’ennesima occasione volta le spalle a tutti, inchinandosi di fronte al grande capitale.
E allora il problema non è della disorganizzazione e della corruzione “all’italiana”, ma di un sistema che mette la logica del profitto sopra di tutto. Indicateci infatti, una grande multinazionale che non ha le mani in pasta nell’Expo.
Forse tutto il “bello” di Expo sarà visitabile, ma anche tutto il “brutto” si vede eccome e già da tempo.

Articoli correlati

Macron – Un altro burattino dei padroni

L’uomo della Provvidenza, il favorito dai Mercati, Emmanuel Macron, ha vinto le presidenziali francesi. Un ottimismo primaverile contagia le classi dominanti di tutta Europa, ma questa “riscossa liberale” non porterà nulla di buono ai lavoratori del Vecchio continente.

Ambiente, lavoro, pensioni, reddito, diritti – Il mercato delle promesse tradite

Nel consumarsi dell’illusione populista deve maturare la consapevolezza che gli interessi dei lavoratori e degli sfruttati si possono difendere solo costruendo un partito che ne sia diretta espressione: il partito di classe che oggi manca. A questo dobbiamo lavorare, nelle piazze e nella battaglia politica di ogni giorno.

Conto alla rovescia per Renzi?

Il vento sta cambiando, e non solo in Gran Bretagna. La situazione di instabilità globale, amplificata dal voto sulla Brexit, si riverbera anche in Italia.

La Lega – Da sempre forti con i deboli e deboli con i forti

In queste settimane preelettorali la Lega per raccattare voti si propone come paladina a difesa dei lavoratori e degli interessi del made in Italy nella lotta contro l’austerità imposta dall’Ue. Sotto la veste del severo padre di famiglia (o della patria, padana o italica essa sia) che lotta per il bene degli italiani (prima il bene era riservato solo ai padani…), il programma di Salvini è reazionario ed intriso di razzismo.

Mandiamolo a fondo!

Il 9 luglio l’Economist di Londra usciva con una copertina intitolata “The Italian Job” che ritraeva l’Italia come un autobus sull’orlo di un precipizio nel quale era già precipitata una Gran Bretagna simboleggiata da un taxi londinese. La crisi italiana è matura e può scoppiare in qualsiasi momento.

NO TAV – Condannata per una tesi di laurea

Negli ultimi mesi abbiamo visto l’inasprirsi della repressione contro il movimento No Tav in Val Susa. Tale repressione colpisce anche studenti universitari che si trovano in valle a fini di ricerca. È il caso di Roberta Chiroli, laureata in antropologia alla Ca’ Foscari di Venezia, che noi abbiamo intervistato: