28 Luglio 2015

EMIGRAZIONE: la colpa è del sistema

Questo è quanto emerge da una recente analisi del centro d’indagine Coldiretti: il 51% dei giovani del nostro paese è pronto ad emigrare. Le cause sono evidenti: la disoccupazione giovanile  ha ormai raggiunto il 42%. Ma quali sono le condizioni in cui vivono i giovani migranti italiani? Ad esempio in Australia, in cui si trovano attualmente più di 15mila italiani, le condizioni di lavoro sono di aperto sfruttamento. Secondo uno studio riportato anche sul Corriere della sera (fatto ovviamente passare in sordina) principalmente si finisce a lavorare nelle “farm”, le aziende agricole dell’entroterra, dove per tre mesi si raccolgono patate, manghi e uva. Diversi ragazzi inglesi e asiatici hanno raccontato storie di molestie, abusi e violenze sessuali.
Secondo i dati del Dipartimento per l’immigrazione, nel giugno dell’anno scorso in Australia c’erano più di 145mila ragazzi con il visto “Vacanza lavoro” ed il nostro è uno dei paesi da cui arriva anche il maggior numero di richieste per il rinnovo del visto per un secondo anno. Per ottenerlo questi giovani hanno bisogno di un documento che attesti che hanno lavorato per tre mesi nelle zone rurali dell’Australia: pur di averlo farebbero di tutto. Alcuni datori di lavoro pagano meno di quanto era stato pattuito e, se qualcuno protesta, minacciano di non firmare il documento per il rinnovo del visto. Altri padroni invece fanno bonifici regolari per sembrare in regola, ma poi obbligano i lavoratori a restituire i soldi. Quanto sono diverse le condizioni di questi emigranti da quelle degli immigrati in Italia, costretti a lavorare in nero, sottopagati, in condizioni che sfiorano lo schiavismo, nei campi di pomodori del Sud Italia come nelle grandi aziende del Nord del paese? La realtà è che la società, in Italia come in Australia, è divisa in sfruttati e sfuttatori.


Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /home/rivoluzione/public_html/wp-content/themes/trendyblog-theme/includes/single/post-tags-categories.php on line 7

Articoli correlati

L’Europa del Capitale è a pezzi

La fine della libera circolazione delle persone e delle merci, il crollo dell’euro… Ben poco resterebbe dell’Unione europea così come la conosciamo. E’ una prospettiva del tutto possibile nell’immediato futuro.

Un No contro Renzi e i suoi padroni – Il volantino verso il 4 dicembre

Il volantino di Sinistra classe rivoluzione riguardo al referendum costituzionale del 4 dicembre prossimo. Puoi anche scaricarlo qui, in formato Pdf.   Leggi anche: La democrazia che vogliamo    

La democrazia che vogliamo

Il 4 dicembre è stato convocato un referendum sulle riforme costituzionali proposte dal governo Renzi e approvate dalla maggioranza del Parlamento. I cambiamenti apportati alla Costituzione vanno tutti in un’unica direzione: quello di aumentare i poteri dell’esecutivo e diminuire quelli del Parlamento.

Solo la lotta di classe può portare il cambiamento!

La politica economica del governo è ancora completamente avvolta nella nebbia. La confusione è il frutto di un dato politico fondamentale: il governo giallo-verde è fermamente intenzionato a fare una manovra che non tocchi gli interessi consolidati.

EXPO 2015 – Affamare e sfruttare il pianeta!

La lunga attesa è dunque finita. Dopo tre anni di cantieri, “forse non tutto sarà finito per l’inaugurazione, ma sarà pronto e visitabile tutto il bello di Expo”, il sindaco

I fantastici numeri di Expo

• 1,3 miliardi (inizialmente 1,6) di euro investiti da Expo Spa, azienda compartecipata di enti pubblici, che organizza l’evento; • 900 milioni che comuni, province e regioni investiranno in infrastrutture