19 dicembre 2015

Due Spagne‭ ‬allo scontro

Le elezioni del‭ ‬20‭ ‬dicembre cadranno nel periodo più turbolento della storia spagnola sin dalla fine della Transizione‭ (‬1978‭) dalla dittatura di Franco‬.‭ ‬Il governo di destra di Rajoy è il più antioperaio e corrotto da decenni.‭ ‬In questi anni,‭ ‬le condizioni di vita dei lavoratori sono peggiorate a causa di tagli nella sanità,‭ ‬aumenti dell‭’‬80%‭ ‬delle tasse universitarie e del‭ ‬20%‭ ‬dell’energia elettrica‭; ‬il salario medio è ai livelli del‭ ‬2004‭ ‬e i disoccupati restano‭ ‬4‭ ‬milioni.‭ ‬Al contrario,‭ ‬le‭ ‬35‭ ‬aziende più importanti godono di una tassazione ridicola‭ (‬7%‭)‬,‭ ‬addirittura un quarto di ciò che pagano le altre aziende.
La campagna elettorale fotografa due Spagne che si oppongono implacabilmente.‭ ‬La borghesia spagnola ricorda le mobilitazioni di questi anni e usa tutti gli strumenti di cui dispone per impedire che quelle lotte trovino un’espressione politica ed elettorale maggioritaria nel paese.‭ ‬Il Partito Popolare‭ (‬PP‭) ‬porta avanti una propaganda berlusconiana,‭ ‬promettendo crescita economica,‭ ‬aumento delle pensioni e riduzioni delle tasse.‭ ‬I proprietari della grande industria capiscono però che Rajoy è troppo screditato per ottenere la maggioranza assoluta e non è casuale che il principale organo della borghesia,‭ ‬El Pais,‭ ‬sostenga la formazione di destra‭ ‬Ciudadanos‭ (‬Cittadini‭)‬,‭ ‬nella speranza che dopo le elezioni formi una coalizione col PP.‭ ‬L’obiettivo è proseguire l’austerità e sbarrare la strada a Podemos.
In questa polarizzazione crescente,‭ ‬il partito socialista‭ (‬PSOE‭) ‬prova maldestramente a recuperare una veste di sinistra ma in realtà perde consenso in tutte le direzioni.
Il cuore politico di queste elezioni è l’ascesa di Podemos.‭ ‬Dopo un periodo di difficoltà ed annacquamento del programma,‭ ‬la popolarità del partito di Pablo Iglesias è di nuovo in crescita.‭ ‬Il no chiaro all’intervento spagnolo in Siria ed il riferimento al movimento degli‭ “‬Indignati‭”  ‬si connettono naturalmente con le aspettative di settori crescenti della popolazione.‭ ‬Il programma di Podemos prevede l’abolizione della controriforma del lavoro ed una serie di riforme sociali,‭ ‬tra cui l’aumento del salario minimo,‭ ‬finanziate con l’aumento della tassazione per le grandi imprese ed i ricchi.‭
Un ulteriore fattore dell’ascesa di Podemos è la questione nazionale,‭ ‬tema decisivo in questa campagna elettorale.‭ ‬Podemos,‭ ‬infatti,‭ ‬è l’unica forza politica nazionale favorevole al diritto all’autodeterminazione.‭ ‬Ciò sta catalizzando enormi simpatie in Catalogna ed anche in Galizia e Navarra.‭ ‬In Catalogna,‭ ‬nella regione di Valencia ed in Galizia,‭ ‬inoltre,‭ ‬Podemos si presenterà con una coalizione elettorale comprendente numerosi movimenti sociali,‭ ‬come quello contro gli sfratti del sindaco di Barcellona Ada Colau,‭ ‬ed anche la sinistra storica.
L’enorme polarizzazione sta‭ ‬facendo aumentare l’entusiasmo per Podemos,‭ ‬lasciando ai margini la sinistra storica di Izquierda Unida,‭ ‬incapace di svilupparsi oltre un settore ristretto di attivisti malgrado lo spostamento a sinistra del suo segretario Garzon.
Le presenze ai comizi di Podemos aumentano esponenzialmente,‭ ‬assieme alla convinzione che un cambiamento sia possibile.‭ ‬È questo desiderio di cambiamento a spingere avanti Podemos e non il suo programma o il suo leader.‭ ‬Dopo aver provato la strada della mobilitazione‭ ‬,‭ ‬le masse spagnole mettono il loro peso anche sul piano elettorale e politico per cercare una via d’uscita alla crisi della società.‭ ‬E qualunque sia l’esito elettorale,‭ ‬la Spagna si‭ ‬prepara‭ ‬a‭ ‬un ritorno alla mobilitazione e al conflitto sociale‭ ‬.

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