26 Ottobre 2015

Elezioni in Canada – Respinta l’austerità dei Conservatori, umiliato il New Democratic Party.

I canadesi hanno votato il cambiamento e respinto l’austerità dei Conservatori di Harper. Dopo un decennio al potere e una campagna di lunghezza storica, l’era dei Conservatori, un’era di tagli e divisioni, è finita. Comunque, il partito tradizionale dei lavoratori canadesi, l’Ndp (New Democratic party), non si è avvantaggiato da questo clima anti-austerità.

Sotto la direzione dell’ex liberale Tom Mulcair, il partito si è spostato a destra e ha adottato toni estremamente moderati. Questo ha disilluso la popolazione che cercava un cambiamento e ha permesso ai Liberali di Justin Trudeau di riempire il vuoto retorico a sinistra. Sono riusciti a entrare in contatto con il clima anti-conservatore e anti-austerità e hanno fatto un balzo dal terzo posto alla conquista di un governo di maggioranza.

Risultati:

Partito                          Seggi                      %

Liberali                          184 (+150)        39.5% (+20.6)

Conservatori                  99 (-67)             31.9% (-7.7)

NPD                              44 (-59)             19.7% (-10.9)

Blocco del Quebec        10 (+6)                4.7% (-1.2)

Verdi                               1 (+0)                 3.4% (-0.5)

Ai primi di agosto, quando è iniziata la campagna, c’era una speranza reale che il Ndp potesse arrivare a un successo storico e vincere per la prima volta le elezioni federali. L’NPD stava crescendo sulla base dell’opposizione al “Bill C-51”, una legge antiterrorismo che limita fortemente le libertà civili, portata avanti dai Conservatori e sostenuta dai Liberali di Trudeau. C’era un clima di rabbia crescente per la corruzione e gli attacchi del governo conservatore di Harper. Dall’eliminazione del servizio di posta a domicilio, alle continue storie di corriuzione di senatori conservatori, la popolazione voleva un cambiamento.

Il Ndp era arrivato al secondo posto nelle elezioni federali del 2011 sospinto dall’”onda arancione” in Québec, dove aveva conquistato 59 seggi nella provincia. Ma dopo la morte del segretario Jack Layton, Tony Munclair, un ex dei Liberali del Québec, conquistò la leadership e spostò il partito a destra. Nel 2013, il partito votò la rimozione di qualunque menzione del socialismo dallo statuto del partito e specificatamente l’impegno per la proprietà sociale. Questo portò a una serie di sconfitte alle elezioni straordinarie e alle provinciali e fece ritornare il livello del sostegno al partito al tradizionale 20% nei sondaggi.

Comunque, nell’autunno del 2014, il gruppo di lavoro sul programma dell’NPD decise di spostarsi a sinistra. Proposero il salario minimo a 15$, un piano per un’assistenza all’infanzia da 15$ al giorno, l’aumento delle imposte sul reddito d’impresa, l’opposizione alla missione anti-ISIS in Siria e al già menzionato “Bill C-51” anti terrorismo. Questo ha spinto il partito al primo posto nei sondaggi. All’inizio della campagna elettorale ad agosto la questione principale era lo scandalo del Senato che ha macchiato sia i Conservatori che i Liberali. Nel momento migliore, alcuni sondaggi davano l’NPD al 40%, abbastanza per formare un governo monocolore.

A questo punto, la burocrazia ai vertici del partito è ritornata al suo programma moderato. Invece che parlare alla gente comune, ai lavoratori, hanno rivolto le loro parole a Bay Street – sede della Borsa di Toronto e delle maggiori banche e aziende canadesi. Quando è stato pubblicato un vecchio discorso di Mulcair, in cui celebrava Margaret Thatcher, i pezzi grossi del partito lo hanno accolto come prova dell’affidabilità fiscale del proprio leader! A ciò è seguito l’impegno di portare avanti quattro pareggi di bilancio, basati sulle finanziarie di Stephen Harper. Le persone hanno iniziato a chiedersi se le riforme dell’NPD sarebbero state possibile in questa ristretta cornice fiscale.

A peggiorare la situazione, la direzione del partito ha proposto di gettare al vento 250 milioni di dollari per aumentare le forze di polizia una riduzione del 2% delle tasse per le piccole imprese, e ha iniziato ad oscurare ogni candidato che criticasse le azioni omicide dello Stato di Israele. L’ipocrisia è venuta ancor più alla luce quando è stato successivamente rivelato che un candidato dell’NPD era contrario all’aborto e al matrimonio gay, ma non era stato tolto dalle liste perché “il candidato in questione stava esprimendo un’opinione personale”!

Dopo il Labour Day (festività nazionale dei lavoratori che si celebra ai primi di settembre, ndt), la battaglia dei proclami elettorali è cominciata veramente. Un partito ha pubblicato un annuncio che diceva: “Alzare le tasse per l’1% più ricco, e tagliarle per la classe media”. Quello di un altro partito diceva “Leader con esperienza. Progetti concreti.” Quale dei due è stato rilasciato dal partito “socialista” fondato dai sindacati? Naturalmente, quello più insipido e privo di contenuti: il secondo.

I Liberali, il cosiddetto “partito naturale di governo” del Canada, avevano fatto l’errore strategico di mostrare da che parte stavano realmente sostenendo il Bill C-51. Ma poi hanno avuto l’opportunità del secolo di mettere in atto il loro trucco preferito, fare campagna a sinistra prima di governare secondo gli interessi di Bay Street. Trudeau ha anche cercato di prendere il posto di Tommy Douglas, dirigente e fondatore dell’NPD e fondatore di Medicare (sistema medico pubblico canadese, ndt) , che era stato eletto come “Il Più Grande Canadese”, dicendo “non puoi essere  Tommy Douglas con il portafoglio di Stephen Harper”.

I Liberali hanno adottato una retorica anti-austerità e hanno proposto incentivi per l’economia e una politica di deficit di bilancio. La loro propaganda diceva: “L’idea di Stephen Harper di dare benefici ai ricchi e tagliare a tutti gli altri hanno reso la vita più difficile alle persone. E Mulcair promette altri tagli. Adesso non è il momento per i tagli.”

Mulcair ha risposto criticando Trudeau da destra per l’avventatezza della sua proposta di un bilancio in deficit. Andrew Thomson, ex ministro delle finanze di Saskatchewan e candidato favorito dell’area di Toronto, è arrivato a dire che alcuni tagli sono “inevitabili”.

I dettagli del programma di riforme dell’NPD sono stati pubblicati e si è scoperto che, basandosi sul pareggio di bilancio di Harper, non sarebbero state attuate per un bel po’ di tempo. I Liberali hanno sfruttato il vantaggio rispondendo “Le idee del Npd per la nostra economia verranno realizzate 8,10 o 20 anni. Perché, come Harper, vuole puntare al pareggio di bilancio immediato.” Questo ha avuto conseguenze disastrose in Quebec, dove i lavoratori e giovani stanno lottando da tempo contro l’austerità locale e non hanno intenzione di aspettare anni per vedere un cambiamento. Da metà settembre, l’NPD è entrato in un declino inarrestabile nei sondaggi.

Forse noi marxisti siamo troppo duri con la dirigenza NPD e stiamo presentando un’analisi che ci fa comodo? Beh, non siamo i soli a pensarla così, come si vede dai seguenti ritagli di giornale:

La disastrosa mossa dell’NPD verso il centro moderato:

“L’esempio migliore della volontà di Mulcair di dare un segnale ma di non portare necessariamente il cambiamento è nella sua cinica linea del pareggio di bilancio. Come abbiamo visto per molti anni nell’ultima decade, i canadesi accetteranno di avere un deficit di bilancio se i politici spiegheranno perché sia necessario. La posizione rispetto al bilancio dell’NPD fa intendere che non si potrà cambiare molto rispetto alle attuali spese del governo in carica, o che il partito pensa di tenere questa posizione così da essere preso sul serio.”

Trudeau probabilmente è l’unico che possa vincere le elezioni

“Ciò che ha veramente pregiudicato la campagna di Mulcair è stato un eccesso di prudenza e l’incapacità di promuovere il partito come un efficace, convincente agente del cambiamento. Perciò, i Liberali non hanno tolto il terreno da sotto ai piedi dei Nuovi Democratici. Il terreno era stato lasciato vuoto e Trudeau l’ha occupato.”

Mulcair non comprende l’elettorato e disperde l’appoggio

“Spostandosi al centro nella speranza di rassicurare la preoccupazione degli elettori sul fatto che all’NPD potessero essere o meno lasciate in mano le finanze statali, il partito ha lasciato scopero il fianco sinistro. Questo ha creato uno spazio che i Liberali hanno sfruttato.”

IL programma fiscale di Mulcair? Un po’ troppo moderato.

“Jim Flaherty (Ministro delle Finanze conservatore, ndt) avrebbe potuto firmare il programma che l’NPD ha presentato mercoledì. È più quello che prende dal budget dell’ultimo ministro delle finanze che il contenuto originale che offre…

È difficile unire abbastanza puntini da ottenere un’idea solida della grande immagine del primo governo federale dell’NPD. Ma leggendo tra le righe della struttura fiscale, questo governo difficilmente risponderà alle attese, lunghe sessant’anni, della sinistra canadese.”

Quando è stata presentata questa raccolta di commenti, i pennivendoli dell’NPD hanno risposto che era tutta una cospirazione del sistema mediatico a favore dei Liberali. Ma anche l’Economist di Londra ha commentato che “Il fattore decisivo nelle elezioni è stato il crollo del Partito dell’Npd, che all’inizio era in testa. La campagna molto cauta dell’NPD ha spostato i voti di chi cercava un cambiamento nel campo liberale.”

Anche i sondaggi confermano questa analisi. Abacus Data (agenzia dei sondaggi canadesi, ndt) il 29 Settembre ha pubblicato un sondaggio dove si scopre che il 76% dell’elettorato voleva un cambiamento e che “tra gli elettori che sceglieranno soltanto tra l’NPD e i Liberali, il 57% vuole un cambiamento ambizioso, mentre il 43% vuole un cambiamento moderato.”

Prosegue, “La maggioranza (58%) è a favore di un cambiamento che si senta subito, piuttosto che uno graduale (42%). Questa è l’idea dominante in tutte e tre le province a più alto numero di seggi. Tra gli elettori che oscillano tra l’NPD e i Liberali, il 65% preferisce un cambiamento più immediato rispetto a uno che avvenga più tardi.

Justin Trudeau è visto come il leader che rappresenta il cambiamento ambizioso (63%) e il cambiamento che si sentirà subito (60%). Thomas Mulcair è più identificato con il cambiamento moderato (60%) che avverrà più gradualmente (59%).

Questo ha messo il leader dell’NPD in una posizione di svantaggio rispetto a Trudeau tra gli elettori che oscillano tra i loro due partiti.”

E tuttavia, dopo una bastonata senza precedenti, perdendo ogni seggio nelle province del Canada atlantico, ogni seggio a Toronto compreso il distretto storico di Jack Layton, Toronto Danforth, più dei due terzi dei seggi del Québec, la cricca destrorsa dei dirigenti di partito si rifiuta di riconoscere la realtà. La mattina dopo la sconfitta c’è stato un diktat che proibiva agli ex parlamentari nell’NPD di apparire nei media. Invece, a Toronto hanno tirato in ballo Andrew Thomson, favorevole ai tagli, per dire che non erano stati fatti errori e che non c’era niente di sbagliato nella piattaforma del partito. Questo nonostante il fatto che questo candidato, stella nascente dell’NPD, ha preso solamente il 6% dei voti! Mulcair è andato a nascondersi e rifiuta di dimettersi, proprio come l’ex leader liberale Michael Ignatieff dopo la sconfitta elettorale del 2011. Se perdere il 60% dei tuoi seggi e il 40% nei sondaggi non è un motivo per dimettersi, allora non sappiamo quale potrebbe esserlo. Perfino i Conservatori hanno mostrato un livello più alto di responsabilità e autocritica, con le dimissioni di Harper e la richiesta di Kenny di una “responsabilità collettiva” della sconfitta.

Tornando alla campagna elettorale, annusando la sconfitta, i Conservatori di Harper hanno deciso di usare l’islamofobia e il razzismo per provare a salvare il loro governo. Hanno parlato di canadesi “vecchio stampo” e hanno montato l’isteria riguardo alle donne musulmani che indossano il niqab, il velo sul viso, durante le cerimonie cittadine. Schifosamente, il Bloc Quebecois (il principale partito borghese francofono, ndt) si è unito a loro in questa filippica, che ha portato ad abusi e attacchi contro donne musulmane. Correttamente , l’NPD si è opposto a questa deliberata follia che ha colpito solo due donne. Qualcuno tra i consulenti per il programma del partito ha incolpato questa presa di posizione del calo di consensi per l’NPD, ma questo non spiega come mai i Liberali, che pure si sono opposti all’islamofobia, siano stati capace di guadagnare sia dentro che fuori dal Québec. In generale, questa tattica dei Conservatori è stata vista come un disperato tentativo di salvare la pelle, e alla fine si è ritorta contro di loro quando Harper ha iniziato a parlare di rendere più duro il divieto di portare il velo per i dipendenti pubblici.

L’atto finale delle elezioni è stata la firma del Trattato Transpcifico sul commercio e gli investimenti (TPP) nelle settimane finali della campagna. In un momento di redenzione finale, l’NPD si è opposto all’accordo, che rinforza il potere delle multinazionali contro gli interessi dei lavoratori in Canada e in tutta la regione. C’è stato un piccolo rimbalzo nel sostegno all’NPD, che avrebbe potuto aiutare a salvare qualche seggio nelle zone industriali del Sud Ontario , ma non è stato sufficiente. Nonostante il tacito sostegno dei Liberali al TPP non c’è stato abbastanza tempo per spiegare la questione agli elettori. Ci si potrebbe anche chiedere se la direzione del partito avrebbe preso una posizione così chiara se il TPP fosse stato rilasciato ad Agosto, mentre l’NPD cercava di compiacere Bay Street, invece che in Ottobre quando si stava affannando su ogni questione per recuperare sui Liberali.

L’ultima settimana della campagna è stata dominata dall’idea del “tutti ma non Harper” e dai discorsi sul voto utile. I sondaggi stimano che almeno il 30% dell’elettorato ha votato “in maniera utile” per qualunque partito che potesse sconfiggere i Conservatori. C’era un crescente entusiasmo all’idea di buttare fuori i Tories, come mostrato dall’aumento del 7% dell’affluenza, che ha raggiunto il 68%. Dopo il fallimento dell’NPD nel proporre un cambiamento immediato, questo voto si è aggregato attorno a Trudeau, riportando il Npd al voto pre-2011, al di sotto del 20%.

Un’opportunità storica è stata persa. I pennivendoli dell’NPD si lamentano dell’opposizione delle multinazionali dei media, o della mancanza della rappresentanza proporzionale, ma questi non sono elementi nuovi, sono soltanto le regole attuale del gioco politico. È come lamentarsi di aver perso a scacchi perché non si stava giocando a dama. Hanno riconosciuto che il voto si è aggregato attorno a Trudeau che rappresentava il cambiamento – ma non comprendono che sarebbe stato perfettamente possibile per l’NPD paggregare attorno a sé questo voto. Avrebbe fatto una grande differenza se le riforme proposte dal partito, l’assistenza all’infanzia, le agevolazioni per i farmaci, il salario minimo, etc, fossero state pensate per essere attuate immediatamente piuttosto che in un futuro lontano.

Mulcair cerca di rimanere leader dell’NPD e non è difficile capire perché. Sia l’ala destra che l’ala sinistra del movimento hanno imparato dalla vittoria senza precedenti del socialista Jeremy Corbyn nel Partito Laburista britannico. I blairisti hanno fatto l’errore di permettere a Corbyn di candidarsi e hanno scatenato forze che non potevano controllare. I blairisti canadesi preferiscono mantenere la stretta letale sul partito e continuare con la strategia fallimentare della moderazione piuttosto che lasciare una qualunque possibilità a un’alternativa di sinistra di presentarsi alle primarie. Se l’NPD deve essere salvato, esponenti di sinistra come Niki Ashton e Jennyy Kwan devono farsi avanti e pretendere una svolta a sinistra e un rinnovo della dirigenza. Anche Alexandre Boulerice a Montreal è stato rieletto e in qualche modo si è accostato alla sinistra. Erin Weir nel Saskatchewan potrebbe giocare un ruolo analogo. Naomi Klein ha twittato, “I Liberali hanno svoltato a sinistra e sono cresciuti. L’NPD si è spostato a destra ed è crollato. Ora è la base che deve trasformare la cinica strategia in azione”. Continuare sulla strada moderata promette una crescente irrilevanza e in ultima analisi il declino dell’NPD. Solo una svolta a sinistra può salvare il partito negli anni di crisi capitalista e di nuova austerità liberale che verranno.

Il discorso per la vittoria di Justin Trudeau è stato nauseante e insulso. I Liberali hanno vinto sulla base di un voto anti austerità, ma non sono un partito anti-austerità. Seguiranno la tattica dei Liberali dell’Ontario, che hanno vinto con una campagna a sinistra per mettere all’angolo l’NPD dell’Ontario, e ora stanno attuando privatizzazioni e tagli. Gli incentivi all’economia di Trudeau sono basati sulla collaborazione tra pubblico e privato e sulle privatizzazioni. Firmerà il TTPI, che minerà la manifattura canadese, e il Bill C-51, che minerà i diritti civili. Prima o poi questa realtà si manifesterà in uno shock per coloro che hanno votato i Liberali.

Trudeau probabilmente avrà una luna di miele di un annetto. La cancellazione degli aspetti più vergognosi del regime di Harper sarà probabilmente molto popolare ,così come vedere facce nuove dopo un decennio di latrati reazionari dei Conservatori “vecchio stampo”. Ma prima o poi la realtà politica ed economica predominerà. Verso la fine della campagna è diventato chiaro che il vecchio Partito Liberale – il partito dello scandalo della sponsorizzazione e delle lobby corporative – è ancora vivo e vegeto. Negli ultimi giorni, il braccio destro di Trudeau, Dan Gagnier, è stato costretto a dimettersi  dopo che si è scoperto che aveva mandato un’e-mail dettagliata alla TransCanada Corp., l’organizzazione dietro al progetto per l’oleodotto Energy East, con consigli su come e quando fare pressione sul nuovo governo. Il vecchio club è di nuovo alla caccia di denaro pubblico.

Il Canada si trova ancora in mezzo tra recessione e stagnazione. L’economia mondiale è sull’orlo di un nuovo crollo, scatenato dalla Cina e dalla Grecia. Nonostante tutte le chiacchiere di Trudeau contro i tagli, il suo piano è di tenere seriamente a freno la spesa dopo qualche anno di incentivi parziali. In altre parole, dopo aver aumentato il debito, i liberali intendono far pagare ai lavoratori i propri “investimenti”. Questa è una ricetta perfetta per avere una significativa lotta di classe non appena la popolazione reagirà, arrabbiata per il tradimento subito. “Non abbiamo votato per questo”, diranno le persone. L’obiettivo immediato è la lotta per salvare le organizzazioni dei lavoratori, compreso l’NPD, dal vicolo cieco dei moderati che ha portato solo alla sconfitta. Mulcair deve dimettersi e il partito deve adottare un programma socialista che possa realmente opporsi all’austerità. Quando i brillantini scivoleranno via dalla bacchetta magica di Trudeau, le persone dovranno affrontare la dura realtà del governo liberale. Quando ciò accadrà dovrà esserci un movimento che abbia le idee per presentare una reale opposizione al Canada delle grandi imprese. In Gran Bretagna, la vittoria del movimento di Corbyn ha mostrato che questo è possibile. Ci rivolgiamo a tutti coloro che cercano un’alternativa socialista all’austerità: unitevi a noi per preparare le forze per l’inevitabile contrattacco negli anni a venire.

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