28 Aprile 2015

Elezioni dipartimentali in Francia: un rigetto del sistema

Il 23 marzo scorso i candidati dell’Unione di destra, alleati attorno all’Ump di Sarkozy, hanno ampiamente vinto le elezioni amministrative in Francia. Il Partito socialista al governo crolla, perdendo metà delle province che governava. Anche il Fronte di sinistra (Fdg) perde consensi e consiglieri provinciali – rimanendo però la terza forza in termini di consiglieri eletti. Diversa la dinamica per il Front national (Fn), partito di estrema destra, che conquista 400mila voti in più rispetto alle europee 2014 nonostante la forte astensione.
Per Sarkozy si tratta di una vittoria “per default”: 5,9 milioni di voti, niente rispetto al primo turno delle presidenziali 2012 (13 milioni di voti). La situazione è chiara: come alle elezioni europee, il rigetto delle politiche di austerità del governo Hollande e del ceto politico tradizionale si è espresso attraverso l’astensione e, in misura minore, con il voto al Fn. Un elettore su due non è andato a votare e c’è stato un numero considerevole di schede bianche o nulle (8,3 per cento al secondo turno). Si tratta di un ulteriore sintomo del profondo discredito per la democrazia borghese.

È evidente che la confusione e l’incoerenza politica nelle alleanze non hanno permesso agli elettori di identificare chiaramente il Fdg come un’alternativa di sinistra al governo. Questo è particolarmente vero per la direzione del Partito comunista (Pcf), incapace di rompere politicamente col Ps. I socialisti hanno rinnegato le loro promesse elettorali, impongono l’austerità alla grande maggioranza della popolazione, moltiplicano i regali al padronato; insomma, conducono una politica di destra. Il Partito di sinistra di Mélenchon – l’altro pilastro del Fdg – pur essendo a parole più radicale, si accoda ai Verdi (al governo fino a pochi mesi fa).

Nel frattempo il Fn è parso come l’unico partito critico del Ps e dell’Ump, un’opposizione sistematica riassunta dall’uso del termine “Umps” per designare la loro uguaglianza politica. Insomma, la direzione del Pcf e del Fdg abbandona ai demagoghi reazionari del Fn il ruolo di critici senza illusioni della classe dominante. Il Fdg deve rifiutare le alleanze con forze che difendono politiche filo-padronali, e deve diventare il campione della lotta contro il sistema.

Articoli correlati

Le elezioni in Andalusia e Podemos

Il banco di prova per Podemos parte dalle elezioni regionali tenutesi in Andalusia lo scorso marzo. Podemos, seppur terza forza dopo il Psoe e il Pp, esce rafforzato da questo

Il declino degli Usa e il ginepraio mediorientale

Dal 30 marzo l’Arabia saudita, a capo di una coalizione di stati arabi, ha lanciato un attacco aereo contro i ribelli Houthi, di religione sciita. La missione che ha come

Rivoluzione mondiale

“Uno spettro si aggira per l’Europa”. Gli autori del Manifesto del Partito Comunista proclamavano con questa frase celebre l’alba di una nuova fase per la storia dell’umanità. Questo avveniva nel 1848, un anno di insurrezioni rivoluzionarie in Europa. Ma ora questo spettro si aggira, non soltanto in Europa, ma in tutto il mondo. È lo spettro della rivoluzione mondiale.

Pandemia di Covid-19: la catastrofe imminente e come combatterla

La seguente dichiarazione della Tendenza Marxista Internazionale spiega come il capitalismo abbia completamente fallito nell’affrontare la crisi del coronavirus e stia mettendo a rischio la vita di milioni di persone. In una situazione del genere, è inutile adottare mezze misure o cercare un compromesso con il sistema. Solo misure drastiche saranno efficaci per scongiurare l’imminente disastro.

Grecia – si sviluppa la trappola della borghesia internazionale

Negli ultimi mesi il governo di Syriza in Grecia non ha compiuto sostanziali passi avanti sulla strada delle riforme. Invece, i passi indietro e le concessioni alla Troika sono per

Convulsioni di un sistema in crisi

Il caos mondiale nel quale il sistema capitalista sta precipitando non può essere curato con prediche e appelli alla ragionevolezza. Quello capitalista è un sistema malato che si dibatte per sopravvivere a se stesso. Il movimento operaio ha il dovere di sfruttare a proprio vantaggio le convulsioni di questa crisi per porsi come punto di riferimento rivoluzionario per tutti gli sfruttati che ne subiscono le conseguenze.