21 Gennaio 2021 Juan de la Cruz (da bloquepopularjuvenil.org)

El Salvador – Espropriare e nazionalizzare Florenzi Industries sotto controllo operaio!

I lavoratori della Florenzi Industries in El Salvador stanno lottando contro il padronato e le istituzioni statali contro la chiusura della fabbrica e il mancato pagamento dei salari. Invia un tuo messaggio di sostegno a [email protected] e pubblica messaggi di solidarietà sui social media con l’hashtag #SolidaridadObrerasFlorenzi, insieme a immagini e video.

Il 16 marzo 2020, in El Salvador è stato decretato un lockdown nazionale, il che ha comportato riduzioni salariali, mancato rispetto dei pagamenti dei contributi e persino la chiusura totale di alcune fabbriche. È stato il caso di Florenzi Industries, di proprietà di Sergio López, che ha mandato a casa tutta la sua forza lavoro per la chiusura (più di 200 lavoratori). Questi lavoratori non sono stati pagati per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno. Il primo luglio sono stati licenziati e la società ha chiuso tutte le attività, non avendo corrisposto, secondo i lavoratori, tra risarcimenti e salari una cifra di mezzo milione di dollari,.

Il 17 luglio gli operai hanno rilevato la fabbrica come garanzia, dato il debito dei datori di lavoro nei loro confronti. Mentre il processo legale era in corso nei ministeri e nei tribunali, i lavoratori hanno occupato il cancello principale della fabbrica per più di sei mesi, senza che nessun ministero o tribunale si pronunciasse a loro favore fino ad oggi. Ciò dimostra che le istituzioni borghesi sono ideate a beneficio dei padroni, costringendo così i lavoratori alla miseria, alla precarietà e alla malattia. Fino ad oggi, i lavoratori sono riusciti a sopravvivere per tutto questo tempo solo sulla base della solidarietà della classe operaia, che dimostra i legami che esistono tra le classi oppresse e che si esprimono nei momenti più difficili della lotta di classe.

La lotta ha esaurito tutte le vie legali e le richieste dei lavoratori hanno incontrato ostacoli burocratici da parte dello Stato. L’atmosfera tra i lavoratori è già abbastanza delicata e devono affrontare la pressione aggiuntiva operata da parte delle banche e dei proprietari immobiliari. Alcuni dei lavoratori non riescono più a trovare un altro lavoro a causa di malattie croniche, degli alti livelli di disoccupazione nel paese e della loro età avanzata (alcuni lavorano in questa azienda dal 1985).

 

I lavoratori in sciopero della fame

Di fronte a questa situazione disperata e senza avere altre opzioni legali, l’8 gennaio quattro lavoratori (tre donne e un uomo) hanno iniziato uno sciopero della fame, che il 19 gennaio è arrivato al dodicesimo giorno, senza ricevere alcuna risposta dalle autorità.

La lotta degli operai della Florenzi rivela il fallimento e la demagogia del governo Nayib Bukele, che non solo ha abbandonato ma ha anche attaccato la lotta operaia. Distorcendo la realtà attraverso il suo ministro del lavoro Rolando Castro, il governo ha accusato le donne sui social di essere guidate dall’opposizione: un atto reazionario e spudorato.

D’altra parte, la lotta dei lavoratori rivela il carattere reazionario delle istituzioni e del quadro giuridico dello Stato borghese, che per oltre sei mesi ha costretto i lavoratori a condizioni miserevoli, tutelando gli interessi degli sfruttatori: questo è il vero volto del sistema capitalista, delle sue istituzioni e delle sue leggi, un sistema su misura per i grandi capitalisti.

Organizzazioni giovanili, femministe e sindacati si stanno mobilitando a sostegno della lotta dei lavoratori. Purtroppo una buona parte dei sindacati è sul libro paga del governo Bukele e non si sono pronunciati rispetto alla lotta. Alcuni di questi leader sindacali hanno persino consigliato ai compagni di abbandonare la loro lotta, avvertendo che non ne valeva la pena e che era destinata al fallimento.

La Coordinadora Sindical Salvadoreña ha mantenuto un sostegno ininterrotto e militante alla lotta dei compagni, da molto prima che questa particolare battaglia iniziasse. D’altra parte, la sinistra parlamentare rappresentata nell’FMLN ha formulato tiepide interpellanze nell’Assemblea legislativa (il Parlamento), fidandosi ciecamente delle istituzioni e della legalità borghese, senza fare appello alla solidarietà né alla lotta fuori dal parlamento.

 

Estendere la solidarietà dei lavoratori

Come Bloque Popular Juvenil / Tendenza Marxista Internazionale, dal luglio dello scorso anno siamo stati solidali con la lotta dei lavoratori Florenzi, diffondendo il messaggio dei compagni, scrivendo della loro lotta e collegandola per quanto possibile a tanti sindacati e organizzazioni a livello nazionale e centroamericano. In ogni assemblea, attività e incontro tra reti di organizzazioni abbiamo fatto propaganda per la solidarietà e denunciato le violazioni dei diritti del lavoro nei confronti dei lavoratori Florenzi, rivelando l’ipocrisia del sistema e delle sue leggi e istituzioni, e continueremo a farlo incessantemente fino a quando i lavoratori non avranno ottenuto la vittoria.

Per fortuna i lavoratori Florenzi non sono soli nella loro lotta e hanno enormi riserve di appoggio tra tanti giovani, attivisti sindacali e lavoratori, non solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale: la solidarietà dei lavoratori si sta diffondendo sempre di più in tutto il mondo.

 

Controllo operaio per fermare i licenziamenti di massa

Di fronte all’attuale crisi del capitalismo, in cui si prevede che molte aziende cesseranno la produzione, l’esempio degli operai Florenzi mostra la via della resistenza e della lotta operaia. Dobbiamo lanciare lo slogan: “Fabbrica chiusa, fabbrica occupata!” I lavoratori delle aziende in cassa integrazione devono impedire a tutti i costi i licenziamenti, a fronte di ogni minaccia di chiusura. Deve essere richiesta l’espropriazione e la nazionalizzazione sotto il controllo dei lavoratori delle aziende in questione ed estendere queste lotte a una rete sempre crescente di fabbriche occupate sotto il controllo dei lavoratori. È l’unico modo per difendere i nostri posti di lavoro.

La vittoria o la sconfitta della lotta operaia Florenzi dipende anche da noi e il risultato finale di questa lotta inciderà positivamente o negativamente su tutti il movimento operaio. Pertanto, tutte le forze rivoluzionarie e progressiste devono garantire il successo della lotta, combattendo e mostrando la nostra solidarietà da qualsiasi parte del mondo ci troviamo.

  • Unità della classe operaia!
  • Espropriazione e nazionalizzazione sotto il controllo operaio dell’industria Florenzi!
  • Alziamo la bandiera della solidarietà internazionale dei lavoratori!
  • La lotta dei compagni di Florenzi è la lotta di tutti gli oppressi!
  • Una vittoria dei compagni della Florenzi è una vittoria dell’intera classe operaia!

 

Come si può contribuire alla campagna:

Invia dichiarazioni, video o fotografie della tua organizzazione a [email protected]

Diffondere dichiarazioni di solidarietà, video o immagini con l’hashtag #SolidaridadObrerasFlorenzi

Articoli correlati

Internazionale

Contagio, crisi e rivolte nei paesi ex coloniali

In questi mesi di pandemia sono circolate immagini drammatiche e rappresentative del fallimento di questo sistema nel garantire il diritto alla salute, soprattutto nei paesi ex coloniali, dove il dramma tocca il suo più alto picco e il sistema sanitario è già al collasso.

America Latina

Haiti in rivolta! Sciopero generale contro l’aumento del prezzo del carburante

Una protesta di massa è scoppiata lo scorso venerdì 6 luglio in tutta Haiti in opposizione al piano del governo di taglio ai sussidi al carburante. Il presidente Jovenel Moïse in un primo momento è apparso determinato ad andare avanti, incurante dalle proteste ma, con le manifestazioni in aumento per dimensioni e portata, sabato il governo ha fatto marcia indietro e ha annunciato una sospensione temporanea del rialzo dei prezzi.

Honduras

Honduras: solo l’azione delle masse può garantire la cacciata di JOH

Il 26 novembre si sono tenute le elezioni politiche in Honduras. In queste elezioni si sono visti fronteggiarsi due schieramenti: quelli che hanno sostenuto l’attuale presidente Juan Orlando Hernández (JOH), che è in cerca della rielezione e quelli che hanno sostenuto il candidato dell’Alleanza Contro il Colpo di stato, Salvador Nasralla.

America Latina

Sciopero generale ad oltranza nella Guyana francese!

La Guyana francese (dipartimento d’oltremare francese) ha recentemente assistito alla più grande mobilitazione nella storia del paese. Sabato scorso, 37 sindacati organizzati nell’Unione dei Lavoratori della Guyana (UTG), hanno deciso di convocare uno sciopero generale ad oltranza a partire da lunedì, 27 marzo.