È disponibile la “Storia del bolscevismo” di Alan Woods

Volume 1 – Dalla nascita del marxismo russo alla rivoluzione del 1905

È ora disponibile il primo volume dell’edizione italiana di Alan Woods Bolshevism, the Road to Revolution con il titolo Storia del bolscevismo. Il libro prende le mosse dall’atto di nascita del marxismo russo con la fondazione del Gruppo per l’Emancipazione del lavoro, nel 1883, e si chiude con la rivoluzione dell’ottobre 1917. A questo primo volume, che copre il periodo 1880-1905 seguiranno il secondo (Gli anni della reazione e la ripresa rivoluzionaria, 1906-14) e il terzo (Dalla guerra mondiale alla rivoluzione d’ottobre), la cui pubblicazione è prevista nell’anno in corso.

Circostanze storiche specifiche costrinsero il marxismo russo a discutere nella maniera più acuta tutti i problemi che la lotta di classe poneva di fronte ai rivoluzionari, spingendoli ad elaborare risposte che avrebbero dimostrato la loro validità anche di fronte a un “marxismo” sempre più scolastico che si andava affermando ai vertici della Seconda internazionale nei paesi dell’Europa occidentale e in particolare in Germania. Dalle iniziali polemiche con i populisti, alle discussioni decisive sullo sviluppo del capitalismo in Russia e sulla natura e il carattere della futura rivoluzione, ai rapporti tra il partito e la classe operaia, tra teoria e pratica, la questione nazionale e quella contadina… Con una narrazione semplice e affascinante unita alla profondità e al rigore teorico, il testo ci guida in questo lungo percorso.

Oltre alla validità intrinseca del testo, abbiamo un interesse specifico nel proporne oggi la traduzione e la discussione. Il modello di militanza politica, di militanza di partito che esso descrive e che noi difendiamo è da molti anni sottoposto ad una critica concentrica nella sinistra. La necessità che la classe lavoratrice si doti di un proprio partito indipendente, che il programma si fondi non su “quello che vuole la gente” o su “quello che realisticamente si può ottenere”, ma su un’analisi scientifica delle contraddizioni della società e della condizione dei lavoratori come classe, in rapporto a tutte le altre classi sociali, sono probabilmente fra quelli più duramente criticati.

Il ruolo del partito rivoluzionario

In nome del “fare”, dell’attivismo cieco o delle lotte strettamente limitate al terreno economico-sindacale (sia nella versione riformista che in quella radicale) si tenta di svilire l’idea del partito di classe, del partito rivoluzionario come mezzo imprescindibile per una lotta vittoriosa contro il sistema capitalista. Questi temi vennero discussi appassionatamente, e talvolta violentemente, anche nei lunghi anni formativi del bolscevismo.

Anche il ruolo dei piccoli gruppi, delle avanguardie unite sulla base di una consapevolezza teorica e ideologica, emerge con forza dirompente. Le minoranze oscure, emarginate, talvolta ridotte a poche decine o centinaia di militanti dispersi tra l’esilio, le galere e l’immensità di un impero di 160 milioni di abitanti, che potevano parere velleitarie agli occhi dei politici “pratici” e “realisti”, svolsero un ruolo gigantesco quando le masse operaie e contadine si risvegliarono nella lotta contro il regime zarista, un regime nel quale la tradizionale barbarie feudale si intrecciava con le nuove contraddizioni generate dallo sviluppo capitalistico. Furono una direzione politica ineguagliata nella storia proprio perché la loro teoria era saldamente fondata e affinata nei lunghi anni di preparazione, dibattito e accumulo di forze che avevano alle spalle.

1905: nascono i soviet

Il primo volume copre anche la rivoluzione del 1905, la “prova generale” della rivoluzione d’ottobre, nella quale comparve per la prima volta l’embrione del potere operaio sotto la forma dei soviet: consigli eletti democraticamente dagli operai nelle fabbriche e nelle officine che 12 anni dopo, nel 1917, avrebbero costituito lo strumento della democrazia operaia e del potere rivoluzionario.

Nell’introduzione Alan Woods cita Oliver Cromwell, che al pittore che si accingeva a ritrarlo intimò: “Dipingetemi come sono: con le verruche e tutto il resto!”. Il partito bolscevico descritto in questo libro non era certo il demone sanguinario e dittatoriale descritto dalla propaganda borghese per oltre un secolo, né il santino stilizzato della falsa storiografia stalinista e dei suoi epigoni. Fu invece una adunata di militanti uniti da una scelta consapevole, da una disciplina volontaria e dallo spirito rivoluzionario che li spinse ad abbracciare la teoria marxista come strumento d’avanguardia per rovesciare un’oppressione intollerabile.

Siamo sicuri che chiunque senta oggi la necessità della stessa lotta per cambiare il mondo, leggendolo potrà non solo apprendere, ma anche riconoscersi e fondare saldamente una scelta di militanza e di lotta consapevole e collettiva.

Il volume è disponibile al prezzo di 12 euro
scrivendo a [email protected] oppure telefonando allo 0266107298

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