6 Aprile 2020

Dopo Pasqua, un test e si torna in fabbrica! La fame di profitto dei padroni a Bologna

La regione Emilia Romagna ha deciso di avviare una strategia di campionamento della popolazione a cui sottoporre il test sierologico in modo tale da permettere la graduale riapertura delle attività economiche.

Contemporaneamente sul Corriere di Bologna del 2 aprile, Claudio Domenicali, AD di Ducati Motor, lancia l’allarme per riaprire urgentemente la produzione delle moto crollata al 10% in marzo, perché primavera ed estate sono le stagioni di maggiori vendite e i mercati di Cina e Giappone sono aperti. Per questo la fabbrica delle superbike, così come altre aziende metalmeccaniche di punta di Bologna (si citano Bonfiglioli, IMA, Datalogic, Euroricambi) si sono già date disponibili a fare test sierologici in azienda. “Paghiamo i test agli operai e riapriamo” dichiara Domenicali. L’obiettivo è riaprire subito dopo Pasqua.

La richiesta di piani dei test sierologici per “far ripartire l’economia” esprimono una evidente impazienza delle aziende di riaprire dopo Pasqua.

La chiusura delle aziende e di ogni attività non essenziali è necessaria per ridurre le occasioni di diffusione del coronavirus. Sono essenziali le moto Ducati? Lo sono i lettori di codici a barre della Datalogic i cui lavoratori pochi giorni fa hanno scioperato contro la mancata chiusura in quanto attività non essenziale? Ha senso allargare la produzione alla Bonfiglioli dove l’unica essenziale che si riesce a portare avanti occupa solo il 10% degli operai? Euroricambi produce solo per autoveicoli utili per l’emergenza sanitaria? Crediamo proprio di no.

Un discorso particolare vale per le aziende del packaging come IMA e tutto il settore delle macchine automatiche per l’industria farmaceutica ed alimentare, quindi produzioni essenziali ma con tempi per l’installazione e l’entrata in produzione di nuovi impianti spesso di mesi se non anni. Per rispondere alle reali urgenze farmaceutiche – che vanno oltre il coronavirus – in questo periodo non basterebbe limitare le attività all’assistenza, manutenzione e implementazioni degli impianti esistenti per assicurarne la continuità produttiva?

La Cgil tutta con le sue strutture e delegati dovrebbe sottrarsi all’alternativa imposta dal padronato, dal governo e, come in questo caso, dalla Regione Emilia Romagna: o il lavoro o la salute. Per molti lavoratori poter fare il test sierologico, gratuitamente, può essere allettante, un modo con cui tranquillizzare se stessi e le persone con cui si vive. E rientrare al lavoro diventa l’unico modo per portare a casa un salario decente che non assicurano gli accordi sulla cassa integrazione per Covid-19. Ma i rischi per la salute dei lavoratori sono elevati e questo va impedito. Si deve rivendicare la totale chiusura delle aziende e attività non essenziali e il pagamento pieno del salario ai lavoratori che devono stare a casa.

Ancora una volta vediamo il cinismo e l’ipocrisia dei padroni. Occuparsi della salute dei “propri” lavoratori in funzione del profitto non supera la contraddizione ma la rende più evidente. Per superarla serve un sistema in cui produzione e sanità siano in mano ai lavoratori.

Va detto chiaramente, innanzitutto, che i test sierologici sono ancora in fase di studio e sperimentazione. Sono sicuramente uno strumento importante nella lotta al contagio, ma ad oggi le incognite sono ancora numerose.

Che un campionamento della popolazione sia utile per ridurre la diffusione del contagio non è in discussione, ma deve essere effettuato non per consentire il mantenimento della produzione non essenziale, ma ai fini di una vera prevenzione e per il contenimento della diffusione del virus e senza alcun costo per i lavoratori.

I test vanno quindi usati prioritariamente per:

1) Migliorare la sicurezza dei lavoratori dei servizi essenziali: i lavoratori della sanità, della distribuzione di farmaci, dei generi alimentari e dei beni e servizi di prima necessità, dell’assistenza alle persone , ecc.

2) Tracciare più accuratamente il contagio a partire dalle realtà a maggiore rischio, in modo da calibrare meglio le restrizioni al movimento e migliorare la comprensione sulla diffusione del contagio.

3) Migliorare la comprensione degli effetti delle diverse terapie.

Queste sono le reali priorità, i padroni contegano le loro smanie e si mettano in coda.

I controlli inoltre devono essere eseguiti a cura del servizio sanitario pubblico, sulla base di un piano complessivo che risponda a questi criteri, con l’ausilio della protezione civile e sotto il controllo dei rappresentanti dei lavoratori e, nel caso dei servizi e dei supermercati, della cittadinanza a livello comunale o di quartiere, dei veri e propri comitati i cui componenti siano eletti e possano essere revocati da chi rappresentano.

Articoli correlati

Poclain (Modena): gli operai alzano la testa!

Da oltre una settimana, alla Poclain di Gaggio in Piano, nella provincia di Modena, gli oltre cento lavoratori sono in lotta per il rinnovo del contratto aziendale, scaduto da tre anni nei quali è stato valido un ormai lunghissimo accordo ‘ponte’.

Almaviva: la resa dei conti tra azienda e lavoratori è solo rimandata

Dopo oltre due mesi e mezzo di lotta la vertenza Almaviva si chiude con un accordo firmato dall’azienda con il governo e i sindacati. Quello firmato all’alba del 31 maggio non è una vittoria per i lavoratori, è un accordo che non risolve del tutto e strutturalmente la crisi del settore

Solidarietà ai lavoratori Si.Cobas

Esprimiamo la massima solidarietà e partecipazione al movimento di lotta dei lavoratori nella difesa dei loro diritti e della propria organizzazione, che in questo momento manifestano sotto al carcere di Modena chiedendo il rilascio immediato di Aldo Milani.

La STM di Agrate Brianza non chiude, mentre il virus uccide

Il Coronavirus miete vittime anche tra i lavoratori!
Sono tre i lavoratori metalmeccanici scomparsi in questi giorni per complicazioni da covid-19 tra Milano e la Brianza, uno all’Engie, uno alla Rcs Thales di Gorgonzola e infine un lavoratore della ST Microelectronics di Agrate Brianza.

Modena – Le lotte operaie non si processano!

Sabato 3 ottobre saremo in piazza a Modena alla manifestazione nazionale convocata dal Si-Cobas contro la repressione e la criminalizzazione di importanti lotte operaie scoppiate negli ultimi anni nella nostra provincia. Mentre invitiamo tutti a partecipare, questo è il testo del volantino che diffonderemo.

Modena – I lavoratori Italpizza non solo soli!

Un appello di delegati e lavoratori a sostegno della lotta di Italpizza