2 Marzo 2023 Epanastasi, da Atene

Disastro ferroviario in Grecia – Morti sull’altare del profitto!

Abbiamo davanti agli occhi le immagini del disastro ferroviario avvenuto in Grecia, a Tempi vicino a Larissa, costato oltre 40 morti e 100 feriti. Governo e mass media hanno trovato un capro espiatorio, il capostazione di Larissa e parlano di “errore umano”.

La realtà, spiegata dai nostri compagni di Kommunistiki Tasi, è che le ferrovie greche si trovano da molti anni in uno stato di completo abbandono, frutto di tagli ai finanziamenti e della privatizzazione. La responsabilità è anche italiana, visto che le ferrovie sono di proprietà del gruppo FS. Una tragedia annunciata dunque, sull’altare del profitto!

 

Come già noto, nella serata di martedì 28 febbraio, a Tempi si sono scontrati un treno merci e uno passeggeri. Il risultato è stato la peggiore tragedia ferroviaria nella storia del Paese, con almeno 36 morti e 130 feriti.

Infatti quello che è successo a Tempe non è stato un incidente ma un delitto premeditato. Come ha spiegato al canale televisivo ERT il presidente del sindacato dei macchinisti di OSE (la sigla delle rete ferroviaria greca, ndt), uno dei motivi principali dello scontro è stato il fatto che il sistema elettronico di controllo del traffico non funzionava da tempo, nonostante le forti proteste dei macchinisti. “Non funziona, come vi dico!”, ha detto ai giornalisti, aggiungendo: “Non funzionano né gli indicatori, né i semafori, né il sistema di controllo del traffico! Se funzionassero, i macchinisti vedrebbero il segnale rosso e i treni si fermerebbero a meno di 500 metri l’uno dall’altro”.

E questo è solo uno dei tanti problemi disarmanti che la rete ferroviaria del paese deve affrontare. È tipico che solo pochi mesi fa, dopo ripetuti deragliamenti e incidenti, i lavoratori di OSE abbiano inviato una lettera a OSE e al Ministero delle Infrastrutture sottolineando che la carenza di personale e i tagli ai finanziamenti hanno raggiunto livelli pericolosi e chiedendo misure di sostegno immediate per evitare tragedie – come quella che alla fine è avvenuta.

La disorganizzazione dell’OSE è il risultato di tagli sistematici e delle privatizzazioni, presentati come innovazioni dai vari governi borghesi e dal memorandum imposto dall’Unione europea degli ultimi anni. Nel 2013, il governo di coalizione ND-PASOK aveva trasferito l’OSE al fondo d’intesa per la vendita di proprietà pubbliche, TAIPED. Nel 2017 durante il governo del memorandum SYRIZA-ANEL, TRAINOSE è stata acquistata dal Gruppo Ferrovie dello Stato italiano (FS) per l’umiliante cifra di 45 milioni di euro, in un accordo segreto che non è mai stato pubblicato.

Da allora, infatti, la privata TRAINOSE (ora HELLENIC TRAIN) riceveva dallo Stato greco un sussidio di 30 milioni annui per il mantenimento delle tratte sui “rami secchi”, che con un nuovo contratto sono recentemente aumentati a 50. Tale contratto prevede come “ramo secco” anche la stessa linea Atene-Salonicco. In altre parole prevede, di fatto, la sovvenzione di HELLENIC TRAIN da parte dello Stato per quasi tutte le tratte che percorre! Il debito dell’OSE (pari a 14,3 miliardi di euro), invece, è passato al debito dello Stato e ai contribuenti.

Già molto prima che arrivassimo alla privatizzazione, avevamo la ben nota tattica del sottofinanziamento, della carenza di personale e della rete obsoleta che stava preparando la privatizzazione. La divisione di OSE in società minori (ERGOSE, TRAINOSE, GAIAOSE, ecc.) si stava muovendo in questa direzione nel periodo 2000-2010 con l’obiettivo di una vendita-spezzatino.

Con la privatizzazione è arrivato l’estremo aggravamento del problema della carenza di personale. Secondo il Sindacato panellenico delle ferrovie, oggi solo 880 dipendenti prestano servizio in OSE contro circa 2.100 posizioni in organico! Per comprendere l’entità della carenza di personale basti considerare che all’inizio del 2000 OSE contava 12.500 dipendenti, mentre oggi l’organico complessivo delle società emerse da OSE (ovvero OSE e TRAINOSE) è di circa 2.000 persone! Per far fronte alle esigenze, questi lavoratori sono costretti ogni giorno a straordinari e turni massacranti, rendendo così più probabili gli incidenti.

Il sangue delle vittime di questa tragedia senza precedenti è nelle mani del governo ND, dei precedenti governi commemorativi e, naturalmente, dei proprietari – predatori di Hellenic Train. Ma ora non è il momento delle lacrime ma di una lotta di massa per non piangere più vittime innocenti di passeggeri e ferrovieri. Il movimento operaio e giovanile guidato dai ferrovieri e con l’azione attiva e il sostegno di tutta la sinistra deve rispondere immediatamente con scioperi combattivi, sit-in e manifestazioni rivemdicando:

• La punizione esemplare di tutti coloro che hanno oggi la responsabilità politica e amministrativa centrale del trasporto ferroviario, ma anche la condivisione delle responsabilità per tutto il periodo dall’inizio dello scioglimento dell’OSE unica, con pubblicazione immediata del contratto segreto di privatizzazione TRAINOSE !

• Abbasso il governo di ND. responsabile di sanguinose privatizzazioni!

• Lottiamo per un governo di sinistra che proceda alla rinazionalizzazione del trasporto ferroviario con il controllo dei lavoratori e degli studenti e stabilisca una pianificazione centralizzata che abbia come fine la sicurezza e il servizio ai passeggeri!

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Ieri in Grecia si sono svolte una serie di manifestazioni, che hanno coinvolto principalmente studenti e insegnanti, contro le misure reazionarie che il governo di Nuova Democrazia sta cercando di far passare nelle università e nelle scuole. Più di 4.000 manifestanti sono scesi in piazza ad Atene. Ci sono state anche manifestazioni a Salonicco e in altre città della Grecia, sfidando i divieti imposti dal governo.

La manifestazione è avvenuta nonostante il fatto che in Grecia è in vigore il lockdown e nonostante il fatto che il governo abbia proibito qualsiasi riunione pubblica per la durata di una settimana. Il governo ha usato la scusa della pandemia per vietare qualsiasi manifestazione, minacciando l’intervento delle forze dell’ordine e multe contro i manifestanti.

Questo ha fatto infuriare i giovani, che sono scesi in strada senza paura. Il sindacato degli insegnanti OLME e il sindacato dei dipendenti pubblici ADEDY hanno chiesto apertamente ai lavoratori e ai giovani di sfidare i divieti e di scendere in piazza.

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(ndt:
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