8 Febbraio 2016

Diritti civili: li vogliamo ma non ci bastano!

Il dibattito sul disegno di legge Cirinnà è un piccolo passo in avanti in materia di diritto delle coppie omosessuali frutto di una mediazione a ribasso, l’unica possibile per il Partito democratico. Il decreto equipara l’unione civile al matrimonio, non parla d’adozione eccetto la stepchild adoption: una misura di buon senso che consente all’“unito” di adottare il figlio naturale del partner.

È vergognoso l’atteggiamento ideologico dello schieramento politico cattolico, compreso quello interno al Pd, che, con argomenti pieni di ipocrisia quali l’utero in affitto, si contrappone ad una misura che regolarizza e dà una stuttura normativa ad una situazione diffusa che riguarda 100mila minori in Italia. Perché i cattolici hanno bisogno di esprimere una contrapposizione ideologica così forte che contrasta nettamente con un dato sociale così esteso? La chiesa cattolica vorrebbe avere il controllo totale delle nostre vite e, peraltro, un fedele ligio ai dogmi della chiesa è più docile anche ai “dogmi” del capitalismo. La difesa della “famiglia naturale” (concetto falso e inesistente da un punto di vista storico e antropologico), anche per la “nuova” Chiesa di Bergoglio, sembra voler occultare che i figli sono una possibilità negata o comunque piena di ostacoli per le classi oppresse. È significativamente peggiorata la qualità della vita delle famiglie con la crisi; il 23,4% delle famiglie per un totale di 14,6 milioni di individui vive un serio disagio economico (Istat, 2013).

La soluzione proposta da Renzi? La farsa degli ottanta euro del bonus bebè… Il rispecchiarsi nella famiglia classica è comunque un retaggio del passato  ed è sempre più messo in discussione.  Le nuove generazioni spesso riconoscono i propri affetti fuori dalla famiglia d’origine, soprattutto quando questa è teatro di repressione, abusi e “invivibilità’”.

Nei servizi sociali territoriali si registrino casi di bambini affidati a coppie “estranee a vincoli di sangue” o affidi temporanei  a coppie omosessuali. I criteri non sono  quelli della famiglia composta da padre e madre, ma la stabilità affettiva,  adeguatezza a garantire riferimenti e vivibilità. Decisione del genere sono state prese da decine di Tribunali per i Minorenni in Italia. Questo basta a spazzar via tutta la propaganda bigotta e oscurantista andata in scena allo scorso family day . Tra l’altro, l’idea che un bambino allevato da una coppia omosessuale  possa rischiare uno sviluppo della personalità non equilibrato è contraddetto da diverse ricerche, oltre che da basilari ragionamenti razionali.  Chi nega un’infanzia serena non sono certo i fautori della stepchild adoption ma chi taglia gli asili nido, priva di un reddito e di un lavoro i genitori, cancella il diritto al futuro! E quindi anche tanti di quei paladini dei diritti civili della domenica, che siedono sui banchi del governo e  in parlamento e magari il 23 gennaio erano in piazza.

Quel giorno decine di migliaia di persone in novantotto piazze hanno rivendicato la necessità di  “svegliarsi”. Siamo contro ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale ma è necessario che la battaglia per i diritti civili si leghi a una lotta più generale per nuove conquiste sociali. I diritti formali devono diventare sostanziali!

Dobbiamo rifiutare l’idea di settorializzare la lotta, prospettiva spesso assunta dalle organizzazioni che difendono i diritti Lgbtq. Un omosessuale è un giovane, un lavoratore, uno studente: lotta per i diritti civili  è legata a quella per una scuola pubblica, una casa, uno stato sociale dignitoso, un lavoro soddisfacente.  L’unità della classe deve rafforzarsi superando divisioni basate sull’orientamento sessuale o di genere. La lotta contro il capitalismo mira ad una trasformazione sociale e collettiva che include l’eliminazione di tutte le forme di oppressione ciò che oggi impediscono di esprimere appieno la propria umanità.

 

Articoli correlati

La democrazia che vogliamo

Il 4 dicembre è stato convocato un referendum sulle riforme costituzionali proposte dal governo Renzi e approvate dalla maggioranza del Parlamento. I cambiamenti apportati alla Costituzione vanno tutti in un’unica direzione: quello di aumentare i poteri dell’esecutivo e diminuire quelli del Parlamento.

EXPO 2015 – Affamare e sfruttare il pianeta!

La lunga attesa è dunque finita. Dopo tre anni di cantieri, “forse non tutto sarà finito per l’inaugurazione, ma sarà pronto e visitabile tutto il bello di Expo”, il sindaco

È saltato il tappo

Dopo il 4 dicembre il tappo è saltato. Quel tappo di un’apparente invincibilità di Renzi e del Partito democratico che rendeva ardua l’idea nella mente di migliaia di attivisti, di lavoratori e di giovani che fosse possibile resistere e rispondere agli attacchi di governo e padronato. La crisi politica italiana entra dunque in una nuova fase, turbolenta, ma lo fa a un livello superiore. La classe operaia italiana ha compiuto il primo passo.

La “finanziaria del popolo” è una presa in giro!

Dopo una notte rocambolesca, tra il 29 e il 30 dicembre il parlamento ha approvato la cosiddetta “finanziaria del popolo”. Secondo Salvini e Di Maio segna il riscatto sociale tanto atteso, ma ancora una volta la realtà è tutta un’altra cosa.

Unioni civili – Traditi da tutti, conquistiamo i diritti con la lotta!

La battaglia in senato è stata campale, il risultato è senza appello. Di tutte le persone e partiti in cui il movimento Lgbt aveva riposto le sue speranze per una legge almeno progressiva, tutti hanno tradito.

Mandiamolo a fondo!

Il 9 luglio l’Economist di Londra usciva con una copertina intitolata “The Italian Job” che ritraeva l’Italia come un autobus sull’orlo di un precipizio nel quale era già precipitata una Gran Bretagna simboleggiata da un taxi londinese. La crisi italiana è matura e può scoppiare in qualsiasi momento.