25 Maggio 2016

Direttivo nazionale Cgil: L’intervento di Mario Iavazzi

Ieri, 24 maggio, si è svolto il direttivo nazionale della Cgil. Pubblichiamo l’intervento di Mario Iavazzi, dirigente dell’area Il sindacato è un’altra cosa

Il direttivo nazionale si è concluso con un voto su un ordine del giorno presentato dalla segreteria nazionale sul referendum costituzionale. I compagni dell’area di opposizione hanno votato contro in quanto la Cgil decide di non orientarsi con una posizione chiaramente per il N20111205181275835900o al referendum.

Mi sembra doveroso cominciare il mio intervento mettendo in evidenza la vicenda che ha coinvolto Il Sindacato è un’altra cosa, l’attacco che ha subito e la scelta di alcuni compagni di lasciare la Cgil a partire dall’ex portavoce. Credo sia stata una delle pagine più brutte della storia di questa organizzazione. Aldilà di come ognuno di voi sia orientato nel dibattito interno credo che debbano far riflettere due aspetti della questione: il grave precedente di una scelta che ha colpito il coordinatore di un’area e l’uscita di delegati sindacali molto rappresentativi nel proprio posto di lavoro, capaci di organizzare e sostenere lotte significative. Ad ogni modo continueremo a costruire e rilanciare l’opposizione in Cgil perché penso che non solo restino tutte le ragioni che ci hanno indotto a presentare una posizione alternativa all’ultimo congresso ma che ve ne siano ancor di più oggi e i lavoratori abbiano bisogno come il pane di un’area che si oppone alle scelte politiche della maggioranza e che li organizza.

A proposito di lotte, mi pare evidente che il dibattito di oggi non è attraversato da quello che sta succedendo in Francia. E’ davvero sorprendente sentire che la Camusso cita la Francia solo per ricordare lo spostamento a destra delle ultime elezioni. Ma quello è accaduto mesi fa. Oggi in Francia c’è la lotta, e che lotta! La destra, il populismo, le posizioni reazionarie e xenofobe crescono in assenza delle lotte. Le recenti notizie mostrano dei lavoratori che bloccano tutte le raffinerie, c’è uno scontro di classe vero in ogni città della Francia. La lotta contro il jobs act alla francese non ha nulla a che vedere con la lotta appena cominciata contro il jobs act all’italiana circa un anno e mezzo fa e subito chiusa. Spero vivamente che l’esito di quello scontro in Francia possa dimostrare a tutti noi che solo con una lotta così dura sarebbe possibile fermare qualsiasi tipo di attacco del governo anche qui da noi. La Cgt quella lotta la sta sostenendo, seppur con molti limiti e titubanze, infatti cresce il settore della classe che chiede lo sciopero ad oltranza, qui di lotta, quella vera, non se ne parla.

E proprio di quello che sta succedendo in Italia volevo parlare. La Segretaria Generale ha ricordato le mobilitazioni in corso. Giusto. Quelle dei metalmeccanici, passando per la grande distribuzione e il turismo, il lavoro pubblico. Scioperi molto riusciti. Come lo sciopero regionale oggi dei lavoratori dei servizi pubblici in Emilia Romagna, che ha visto una grande partecipazione come le giornate di sciopero in altre regioni dove si è già svolto. Parliamo di milioni di lavoratori che hanno un blocco contrattuale da 7 anni. I lavoratori della sanità privata sono senza contratto ormai da oltre 100 mesi.

La Camusso dice che bisogna unificare le lotte, è giusto, ma poi la montagna partorisce un topolino: la proposta è un’assemblea nazionale di delegate e delegati per lanciare un percorso di mobilitazione generale dopo le ferie. Alle calende greche, insomma. E poi che vuol dire “percorso di mobilitazione”? Tutto e niente. La Cgt in Francia viene, giustamente, criticata perché convoca uno sciopero ogni tre settimane qui ci riduciamo all’assemblea nazionale dei delegati? Ci vuole la proclamazione di uno sciopero generale subito e un vasto ed incisivo percorso di mobilitazione diffusa che blocchi il paese. Proprio come in Francia.

Non mi è rimasto più tempo ma concedetemi un commento sul referendum costituzionale e sul monito lanciato dalla Segretaria rispetto ai soggetti esterni alla nostra organizzazione che tenteranno strumentalmente di inserirsi nel nostro dibattito. Non c’è miglior ricetta per evitare questo rischio e questi tentativi di avere una posizione chiara e un orientamento deciso per il No al referendum, ancor di più visto la politicizzazione che sta imprimendo lo stesso Renzi. L’Anpi ha risposto a chi  sta provando a creare contraddizioni con un netto “abbiamo già deciso”, penso che sia quello che dovrebbe fare anche la Cgil.

Articoli correlati

Sul Coordinamento Nazionale del Sindacato è un’altra cosa del 14 Giugno

Il 14 Giugno si è tenuta la prima riunione del Coordinamento nazionale del Sindacato è un’altra Cosa dopo l’uscita dell’ex portavoce e di altri compagni dall’Area. Al Coordinamento, dopo una

XVIII Congresso della Cgil – Sostieni il documento “Riconquistiamo tutto”!

Come iscritti alla Cgil riteniamo che l’operato del nostro sindacato in questi anni, nella crisi economica più dura di sempre, l’operato del gruppo dirigente della CGIL sia stato fallimentare. Per questo motivo abbiamo presentato un documento alternativo e per lo stesso motivo l’abbiamo intitolato Riconquistiamo tutto!

Non è ancora tempo di tornare al lavoro: andate voi a farvi contagiare!

Il decreto del 25 marzo, accettato anche dai sindacati, che doveva imporre la chiusura di tutte le aziende non essenziali si è dimostrato una grande presa in giro. Poche delle aziende che hanno chiuso lo hanno fatto per il decreto. La maggioranza hanno dovuto chiudere per la mobilitazione dei lavoratori o per la mancanza di ordini.

Arianna Mancini: le ragioni della mia uscita dall’USB

Con questa lettera mi rivolgo ai tanti delegati e lavoratori che in questi anni ho avuto modo di incrociare nel mio percorso, con i quali ho collaborato e che considero onesti politicamente, a loro intendo spiegare i motivi per i quali ritengo conclusa la mia esperienza nell’Unione Sindacale di Base nella speranza che condividano l’analisi e le conclusioni che ne traggo e che vogliano sottoscrivere il presente comunicato, per dare un segnale ad una dirigenza autoritaria e incapace di svolgere il suo ruolo di direzione di un sindacato di classe.

Tesi approvate alla Conferenza dei Lavoratori di SCR

Pubblichiamo di seguito le tesi sul sindacato approvate alla Conferenza nazionale dei lavoratori di Sinistra, Classe, Rivoluzione che si è svolta il 13 e 14 Febbraio 2016 a Reggio Emilia.

Grande successo dell’appello internazionale “Dai lavoratori italiani ai lavoratori del mondo”

L’appello internazionale in soli dieci giorni sta già avendo un grande impatto e abbiamo ricevuto già centinaia di sottoscrizioni da attivisti sindacali e lavoratori dai cinque continenti!