2 Settembre 2022 Sinistra classe rivoluzione Trieste

Difendere la Wärtsilä – Unire le lotte per il lavoro

Questo è il testo del volantino che Sinistra classe rivoluzione Trieste diffonderà domani al corteo “Tutti in piazza per Trieste” contro i licenziamenti alla Wärtsilä e per difendere l’occupazione in città.
Scendi in piazza con noi!

 

 

La lotta della Wartsila deve diventare la battaglia di tutti i lavoratori!
Due settimane fa davanti al Prefetto i vertici di Daewoo sono stati chiari sulle proprie intenzioni quando hanno “richiamato l’esistenza di leggi a tutela della proprietà privata” (Il Piccolo, 18 agosto).
Una chiarezza da parte aziendale a cui i lavoratori devono saper rispondere e che impone un salto di qualità nel metodo e nel merito della vertenza.
La compattezza dei lavoratori ha permesso che questo attacco non passasse impunemente: è da qui che dobbiamo partire. Troppe volte in questi anni abbiamo visto anche nel nostro territorio vertenze nelle quali i lavoratori sono stati tenuti nella condizione di spettatori, chiamati periodicamente in piazza ma poi esclusi da scelte prese altrove. Questa lotta può e deve prendere un’altra strada: quella del coinvolgimento diretto e consapevole in ogni decisione.
La rete di solidarietà cittadina, costruita innanzitutto con i lavoratori del Porto, deve trovare nel presidio di Bagnoli un punto di incontro e discussione, dal quale coordinare ogni aspetto della battaglia: il blocco dei motori, i tentativi dell’azienda di aggirare gli scioperi, l’autofinanziamento della lotta, le parole d’ordine. L’unità delle categorie dei metalmeccanici e dei trasporti è un grande
passo avanti e può essere estesa fino alla convocazione di uno sciopero generale in tutta la provincia
in difesa dei posti di lavoro minacciati non solo in Wartsila, ma anche alla Flex e in tutte le altre realtà in crisi.

A quella dei metodi serve affiancare la chiarezza sulle prospettive. Se è vero, come ci hanno ricordato i vertici Daewoo, che la difesa di migliaia di posti di lavoro è incompatibile con la tutela degli affari privati di una manciata di ultra-ricchi, la garanzia della continuità produttiva di Wartsila non può che avvenire al di fuori dei meccanismi del profitto privato. In altre parole, l’azienda va
nazionalizzata. Dobbiamo rivendicare una nazionalizzazione senza indennizzo (di soldi pubblici ad azionisti e manager ne abbiamo dati fin troppi) e difendere la parola d’ordine del controllo operaio sulla produzione. La nazionalizzazione di Wartsila ha infatti un senso nel quadro di un largo processo di
espropri, a partire delle aziende del settore energetico, e di una conduzione pianificata democraticamente della produzione industriale orientata al soddisfacimento dei bisogni reali dei lavoratori e al rispetto dell’ambiente.
La vertenza Wartsila è un’anticipazione delle mobilitazioni che ci aspettano in quest’autunno di crisi economica ed energetica: organizziamoci per farla vincere!

-Gestione democratica e partecipata delle vertenze sindacali. La fiducia nelle RSU non sia una delega in bianco. I lavoratori devono essere coinvolti ad ogni passaggio.

– Estensione a livello provinciale della vertenza tramite la convocazione di uno sciopero del settore privato. La solidarietà tra lavoratori è la nostra arma più forte, uniti possiamo difendere la fabbrica dallo smantellamento. Blocco ad oltranza, neanche un bullone deve uscire o deve essere imbarcato

– Nazionalizzazione sotto controllo operaio e senza indennizzi della Wartsila e di tutte le aziende in crisi o che minacciano licenziamenti!

-Esproprio delle aziende del settore energetico.

-Il sindacato convochi un’assemblea nazionale dei lavoratori delle aziende in crisi per coordinare la lotta contro licenziamenti e delocalizzazioni

 

Scarica questo volantino in formato pdf

 

Articoli correlati

Metalmeccanici

“Non possiamo cogestire questa fase di crisi” – L’intervento di Paolo Brini al CC Fiom

Pubblichiamo l’intervento di Paolo Brini al Comitato centrale della Fiom Cgil, svoltosi lo scorso 15 luglio.

Metalmeccanici

Fiom – Un errore non proclamare lo sciopero a luglio

Martedì 21 giugno si è riunito il Comitato centrale della Fiom-Cgil. All’ordine del giorno, la discussione su come proseguire la mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici. Pubblichiamo l’intervento di Paolo Brini

Metalmeccanici

CONTRATTO METALMECCANICI: 1,7 euro lordi di aumento è un insulto!

Come spesso accade la realtà è più grottesca delle previsioni. Per i metalmeccanici ci si aspettava infatti quest’anno un aumento salariale di una cifra irrisoria attorno ai 9 euro lordi. Invece l’Istat ha reso noto il dato del cosiddetto indice IPCA reale secondo cui l’inflazione sarebbe cresciuta nel 2016 dello 0,1%. Questo significa che, in base a quanto previsto dal contratto nazionale appena firmato non solo da Fim e Uilm ma anche dalla Fiom, l’aumento mensile in busta paga per i lavoratori sarà di 1,7 euro lordi al 5° livello (1,5 euro per un 3° livello).

Metalmeccanici

“No alla proposta di Federmeccanica. Sì al diritto di critica in Fiom”

Il comitato Centrale di giovedì 29 settembre si è concluso con la presentazione di due dispositivi finali contrapposti che alleghiamo. Quello approvato dalla maggioranza e quello proposto dall’area il Sindacato è un’altra cosa.

Metalmeccanici

Solidarietà ai delegati della Fca di Termoli

La settimana scorsa la maggioranza dei delegati Rsa dello stabilimento Fca di Termoli ha convocato uno sciopero dello straordinario per sabato 21 novembre.

Metalmeccanici

Dalla Wartsila alla GKN – Nazionalizzare per salvare il lavoro!

Chiusa la parentesi elettorale, ripartono i tavoli sulle crisi industriali. Più di 70 pratiche giacciono in attesa sui tavoli del Ministero dello sviluppo economico.
Ci sono la Wartsila, l’ex GKN, la Whirlpool, la Jabil e tantissime altre, la lista continua ad allungarsi. Decine di migliaia di posti di lavoro che si stanno perdendo a causa di delocalizzazioni, privatizzazioni selvagge e crisi economica.