1 Giugno 2021 Antonio Forlano (direttivo nazionale Filt-Cgil)

Diciamo NO al contratto merci e logistica!

Avevamo fiutato giusto quando, a seguito del grande sciopero del settore (29 marzo) tutto era rientrato in un grande silenzio indecifrabile. Forse questa espressione di forza e determinazione ha spaventato un po’ tutti per la grande ripresa di protagonismo del movimento dei lavoratori. Come risposta, le segreterie sindacali si sono chiuse in una trattativa nel completo silenzio, trattative al vertice, nessun coinvolgimento dei delegati e lavoratori. Non è certo una novità, è un metodo che abbiamo contestato da sempre, ma che oggi arriva alle estreme conseguenze. Queste si riassumono in due punti:

1) Il peggior aumento salariale da 25 anni, con la durata del contratto che passa da 3 a 4 anni. L’aumento medio è sceso dal 13,4% del rinnovo 2004 al 5,94 dell’attuale.

2) Su tutto il resto (orari, flessibilità, penalità, inquadramenti, ecc.) ci dobbiamo tenere il pessimo contratto 2016. Poi, a giugno, si aprirà una trattativa senza piattaforma, senza scadenza, senza nessuna trasparenza, su questi capitoli. Più che una promessa, una minaccia.

Per il nostro settore il covid-19 è stato uno “stress test” che ha reso strategico il ruolo della classe lavoratrice del settore, dichiarato “essenziale” perché ha sostenuto l’intera economia con le sue competenze e sacrifici. Ma quando si tratta di “quantificare”, la proposta economica è una presa in giro.

Ci parlano di 104 euro a fine 2024. In verità saranno 90, perché avremo 10 euro come edr (elemento distinto della retribuzione) per 13 mensilità… che poi spariranno! Più 4 euro per Sanità integrativa ed ente bilaterale, la cui utilità è sempre sospetta!

Per ben 17 mesi di vacanza contrattuale (il contratto era scaduto a fine 2019) si erogano 230 euro, e neppure subito! Un dato che mostra come il valore una tantum ha un valore mese standard: 13 euro/mese che rimangono inchiodati da oltre 10 anni (ultimi tre rinnovi).

E sui diritti e le tante aspettative dei lavoratori? Continueremo a bere calici amari! n cambio di questi 4 spiccioli resteremo tutti vincolati al contratto 2016! 44 ore, penali, clausole sociali monche, flessibilità, quote di precarietà, salario, inquadramenti superati ecc…

Firmare questo accordo per poi aprire tavoli su tutti questi capitoli significa che il contratto nazionale sparisce come strumento di difesa generale della categoria, diventa un cantiere sempre aperto alle incursioni delle aziende, che hanno già reso chiaro a inizio trattativa dove vogliono arrivare: la politica di Amazon fa da apripista!

Per questi motivi abbiamo promosso un appello di delegati e lavoratori del settore merci, in opposizione a questa ipotesi di accordo. Un primo momento di mobilitazione e confronto è stato organizzato con l’assemblea nazionale del 22 maggio.

Basta trattative sulla testa dei lavoratori, basta regali ad aziende che stanno macinando profitti! Pretendiamo assemblee in tutti i luoghi di lavoro e una vera mobilitazione! Salario e diritti per tutti, per un vero contratto nazionale!

Clicca per scaricare il volantino del COMITATO PER IL NO AL RINNOVO DEL CCNL.

Articoli correlati

Trasporti

Bologna – Aumenti Tper: il frutto avvelenato dell’ipocrisia PD

Partiranno dal 1 Agosto le nuove tariffe Tper, che porteranno il costo del biglietto da 1,30 a 1,50 euro, se acquistato a terra, e da 1,50 a ben 2 euro se il biglietto verrà acquistato in vettura: come ogni politica antipopolare che si rispetti anche questa colpirà i cittadini mentre sono in vacanza. Contentino : il prezzo degli abbonamenti rimarrà invariato.

Trasporti

La vicenda Uber rivela la natura marcia del capitalismo

In questo articolo Laura Perez, della sezione canadese della Tendenza marxista internazionale, analizza l’ascesa di Uber all’interno dell’industria dei taxi e le sue conseguenze sul mercato del lavoro. A perderci sono sempre i lavoratori, e gli unici a guadagnarci, in ultima analisi, è sempre il grande monopolio capitalista.

Trasporti

Alitalia: i lavoratori respingono il ricatto padronale

Il 24 aprile si è chiuso il referendum imposto ai lavoratori Alitalia sulla vergognosa pre-intesa firmato il 14 aprile da sindacati, governo e azienda. Il risultato è stato netto, su 11.673 lavoratori aventi diritto hanno votato in 10.184, quasi il 90%. Di questi il 67% ha bocciato la pre-intesa.

Repressione

Lavoratore morto a Novara, solo lo sciopero generale può fermare omicidi e repressione!

Sinistra classe rivoluzione aderisce al corteo di domani 19 giugno a Roma e a tutte le altre manifestazioni di protesta contro questo omicidio.
Di seguito, il comunicato di Giornate di Marzo, area d’alternativa in Cgil.

Trasporti

Sciopero logistica: una giornata di lotta ai cancelli di Ups Milano!

Dopo lo sciopero nazionale in Amazon del 22 marzo, che ha visto una partecipazione più che soddisfacente, il 29 marzo è stata la volta di tutto il settore merci e logistica per il rinnovo del contratto nazionale.

Trasporti

Trasporto pubblico – Gli scioperi che spaventano padroni e governo

Il 16 giugno i lavoratori si sono mobilitati in difesa dei loro diritti con uno sciopero nazionale promosso da Cub, Sgb, Orsa, Cobas lavoro privato e Usb; l’adesione maggiore è stata a Roma dove da anni le condizioni di lavoro degli addetti ATAC e TPL sono insostenibili.