Crema: successo dell’assemblea “Nel 2016 la donna è libera?”

Si è svolta il 20 Febbraio a Crema un’assemblea pubblica organizzata dal locale collettivo Sempre in lotta sulla condizione della donna nel 2016 e intitolata significativamente: “Nel 2016 le donne sono libere?”.
Presenti una trentina di persone circa, certo non si tratta di masse, ma comunque di un risultato che ci lascia molto soddisfatti. In platea soprattutto ragazze, nella grande maggioranza studentesse e lavoratrici, soprattutto giovani e molto giovani.
L’assemblea, partendo dalla relazione di Sonia Previato, registra una condizione della donna che è peggiorata e probabilmente retrocessa ad una situazione precedente alle grandi lotte degli anni ’70.
12705180_534331870069582_377562915344079120_n
Il dibattito dell’assemblea è stato enormemente partecipato, la relazione introduttiva ha scoperchiato un vaso di Pandora, dalla quale è emerso un quadro di sfruttamento e discriminazione con la quale ancora, sin dall’infanzia le donne si confrontano. Ma soprattutto sono venuti a galla la rabbia e l’entusiasmo delle compagne più giovani, per le quali, quasi istintivamente, la lotta per la liberazione della donna, in una fase di violenta offensiva della classe dominante, non può limitarsi alla sola difesa di pochi diritti, ma deve necessariamente mettere in discussioni le basi stesse della discriminazione di genere: la proprietà privata dei mezzi di produzione, la società divisa in classi.
Una volta di più si è dimostrata la disponibilità delle giovani generazioni verso idee rivoluzionarie. Certo, si tratta di piccoli gruppi, di avanguardie. I media parlano di una gioventù senza interessi e sfiduciata dalla politica e dalle istituzioni e hanno proprio ragione: disinteressata delle loro falsità, delusa dalla politica che non li rappresenta e nemica di istituzioni che non gli appartengono. La radicalizzazione dei giovani nasce proprio qui e mette in discussione non solo la propria condizione, ma tutto l’impianto del sistema capitalista.
Nel 2016 le donne sono libere? No, decisamente no. Ma scegliere di dedicare la propria vita alla lotta per una società senza violenza e sfruttamento è un grande passo in avanti.

Articoli correlati

Donne

Le donne, prime vittime della barbarie capitalista

MESSICO – Secondo i dati dell’Instituto nacional de estadística y geografía (Inegi) dal 2005 al 2010 in Messico sono state uccise 9.385 donne, nel solo 2010 si registrano 6,4 presunti

Donne

La realtà delle lavoratrici della ristorazione: il piatto piange

L’8 marzo è alle porte, peccato che le donne non abbiano proprio nulla da festeggiare. A tal proposito proprio un settore particolarmente a rischio è quello della ristorazione/mense collettive di cui l’80% della manodopera è femminile.

Donne

Donne, pandemia e crisi economica – Più colpite, ma anche più combattive

I dati della attuale crisi economica in relazione all’occupazione sono impietosi. Rispetto al periodo pre-Covid si stima a 10 milioni il calo di occupati in Europa, con una previsione di 12 milioni entro la fine dell’anno. Ma all’interno di questo dato sta emergendo nelle ultime settimane un’ulteriore carneficina. E cioè che questa crisi sta pesantemente facendo regredire in particolare la condizione delle lavoratrici.

Donne

Fertility Day – Le offese e le provocazioni del governo contro la donna

Fertility Day. Questa è l’idea imbarazzante proposta dalla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin e dal governo Renzi. Il 22 settembre è stata istituita una giornata promossa dal Ministero durante le quale saranno realizzate iniziative finalizzate a far riflettere i cittadini sul “pericolo della denatalità nel nostro paese” invitando, quindi, i giovani a diventare presto genitori

Donne

Schiave d’Italia – Donne, caporali e sfruttamento disumano

Quando si parla di lavoro agricolo si pensa ad un’occupazione prevalentemente maschile. La realtà è tutt’altra. Le braccianti costituiscono un segmento significativo e certamente più sfruttato rispetto agli uomini. In particolare se ci riferiamo alle straniere, che sono in assoluto il settore più oppresso del proletariato di casa nostra.

Donne

Gran Bretagna, il caso Sarah Everard – Basta con la violenza contro le donne! Basta con il capitalismo!

La scomparsa e l’omicidio di Sarah, fin dall’inizio delle ricerche, hanno provocato un’ondata di rabbia, e riacceso il dibattito sulla sicurezza delle donne nelle strade, la violenza di genere e i femminicidi, ma anche sulla brutalità e gli scandali della polizia.
Pubblichiamo la dichiarazione dei compagni di Socialist Appeal, la sezione britannica della Tendenza Marxista Internazionale