Cosa voteremo alle elezioni regionali in Emilia-Romagna

Le elezioni regionali in Emilia-Romagna sono state caratterizzate a sinistra dalla logica del “meno peggio”. Tutto va bene, basta sconfiggere la Lega.

Non siamo disponibili a piegarci a tale logica.
Se si guarda i programmi dei due schieramenti principali, non si trovano differenze fondamentali. Sia Bonaccini che Borgonzoni vogliono aprire ancora di più ai privati nella sanità e nei servizi sociali, precarizzare il lavoro, spalancare le porte alla speculazione edilizia, avviare l’autonomia differenziata.

Nelle liste a sostegno di Bonaccini non mancano i fans della Fornero e “imprenditori” senza scrupoli autori di licenziamenti di massa tramite sms.

Le liste che presentano candidati di sinistra alternativi a Bonaccini sono tutte ben lontane dallo sviluppare l’alternativa necessaria, quella di un partito di classe, che difenda le istanze della classe lavoratrice e una rottura col sistema. Il loro programma non si discosta da un generico riformismo di sinistra, che sogna un ritorno ai bei tempi andati, quelli dell’Emilia-Romagna terra del “compromesso sociale avanzato” tra capitale e lavoro.

Ciononostante, invitiamo a sostenere una di queste tre liste che troverete sulla scheda nell’urna: la nostra opposizione a Salvini e alle destre non può essere sommata, in questa competizione elettorale, a Bonaccini e alle sue politiche padronali.

La vera partita si aprirà il 27 gennaio quando, qualunque sia il responso delle urne, il movimento operaio e giovanile dovrà rispondere con la lotta agli attacchi ai nostri diritti che verranno scatenati a livello regionale e nazionale.

 

Leggi anche:

Articoli correlati

Politica generale

I lavoratori hanno bisogno di un partito!

Il ribaltone dal governo giallo-verde al Conte bis ha messo in luce una volta di più l’assenza di una forza politica che rappresenti gli interessi della classe lavoratrice. Nel rumoroso concerto di accuse e controaccuse che tutti si sono scagliati addosso, mancava una voce che esprimesse il punto di vista dei lavoratori.

Politica generale

Le illusioni di settembre del governo Conte – Il bilancio del voto regionale e del referendum

Il risultato delle elezioni regionali e della consultazione referendaria rafforza temporaneamente il governo e mette in difficoltà l’opposizione di destra. Ciò che salta agli occhi è che, ancora una volta, Salvini non ha avuto l’agognata spallata al governo.

Politica generale

La destra si combatte nelle piazze

Sono passati pochi giorni dal voto ma già il copione del prossimo governo inizia a profilarsi. Ci sono tre padroni che hanno in mano un bel guinzaglio: l’imperialismo USA, l’Unione Europea con la BCE e il padronato italiano. E sono fiduciosi di poter facilmente guidare Giorgia Meloni e i suoi alleati facendone in poco tempo dei cagnolini presentabili nei salotti buoni.

Politica generale

Solo la lotta di classe può portare il cambiamento!

La politica economica del governo è ancora completamente avvolta nella nebbia. La confusione è il frutto di un dato politico fondamentale: il governo giallo-verde è fermamente intenzionato a fare una manovra che non tocchi gli interessi consolidati.

Politica generale

Il debito di Roma non va ricontrattato né pagato!

Lo strumento del debito pubblico (a livello statale o di enti locali) è la clava che negli ultimi 10 anni la classe dominante ha utilizzato per spezzare ogni politica di welfare a sostegno della popolazione. La sua morsa stringe da anni anche la Capitale.

Politica generale

È saltato il tappo

Dopo il 4 dicembre il tappo è saltato. Quel tappo di un’apparente invincibilità di Renzi e del Partito democratico che rendeva ardua l’idea nella mente di migliaia di attivisti, di lavoratori e di giovani che fosse possibile resistere e rispondere agli attacchi di governo e padronato. La crisi politica italiana entra dunque in una nuova fase, turbolenta, ma lo fa a un livello superiore. La classe operaia italiana ha compiuto il primo passo.