25 gennaio 2017

Congresso di Sinistra Classe Rivoluzione – I marxisti al passo con la nuova epoca

Partecipazione record al congresso della sezione italiana della Tendenza marxista internazionale. Il movimento politico Sinistra Classe Rivoluzione ha tenuto il suo XIX congresso dal 6 all’8 gennaio scorso a Bologna con oltre 150 compagne e compagni provenienti da 25 città. Come da tradizione, è stato presente il rappresentante della nostra Internazionale, il compagno Fred Weston che ha introdotto il dibattito sui rapporti mondiali. Viviamo in un’epoca eccezionale, nella quale le certezze della classe dominante stanno crollando una dopo l’altra. Weston ha ricordato come il debito mondiale ha raggiunto la sbalorditiva cifra del 325% di quanto si produce nel mondo, percentuale in costante crescita. Quale classe sociale deve pagare questo debito? Lo scontro generato da questa semplice domanda è all’origine della crisi del sistema politico borghese.

Tutti i partiti tradizionali, sia di centro destra che di centro sinistra sono in crisi nel mondo, come effetto della feroce polarizzazione nella società e appaiono fenomeni originali a destra e a sinistra.

La vittoria di Trump, del Brexit, così come la nascita di Podemos o la rivoluzione nel Partito laburista inglese, sono parte di questo processo. Il dibattito ha arricchito il quadro offerto da Weston. Per citarne alcuni, Bellotti ha sottolineato come l’intervento russo in Siria, il crollo dell’Isis e i nuovi rapporti gettano le basi per una ripresa della rivoluzione araba. Capodicasa ha evidenziato come la crescita delle forze populiste, a partire dalla Afd in Germania, siano l’espressione della furia popolare contro tutto l’establishment. Bavila ha ricordato che gli Usa vedono ridimensionato il loro ruolo, tanto che hanno perso persino un alleato storico come le Filippine e che le contraddizioni fondamentali si sviluppano nell’area del Pacifico, proprio dove maggiore è stato il rafforzamento del proletariato. La classe operaia è maggioritaria nel mondo e la crisi ideologica delle sue organizzazioni non può fermare la sua ascesa, davanti alla necessità di reagire alla barbarie capitalista si produrranno differenziazioni politiche e l’inevitabile crescita della tendenza rivoluzionaria.

Il giorno successivo è stata la volta del dibattito sulla situazione politica italiana, introdotta dal compagno Alessandro Giardiello: in Italia il 90% delle famiglie ha subito un calo del reddito, a fronte di una media europea del 70%. Questa condizione materiale è la base della vittoria del No al referendum del 4 dicembre che ha portato alla caduta di Renzi e a un rinnovato protagonismo delle masse. Manca una espressione politica della classe lavoratrice, il segretario della Fiom, Landini, che aveva suscitato aspettative, vede la sua autorevolezza crollare: dopo la clamorosa firma unitaria sul contratto dei metalmeccanici, i lavoratori delle grandi fabbriche hanno rotto gli indugi votandogli contro nella consultazione. Tuttavia fintanto che non ci sarà una mobilitazione generale della classe, vedremo mobilitazioni di carattere secondario ma non per questo meno importanti. Il governo in carica è debole e sottoposto a contrastanti pressioni, il prossimo scontro elettorale vedrà una rinnovata partecipazione popolare pur di mandare a casa le formazioni dominanti. Il movimento 5 stelle non è un’alternativa, la prova dei fatti lo dimostrerà. Le forze che si richiamano come noi alla lotta contro il capitalismo, alternative al Pd, devono presentare la propria alternativa anche sul terreno elettorale.

Anche qui il dibattito ha approfondito la lettura degli avvenimenti, Iavazzi ha sottolineato che c’è una forte accelerazione e un profondo odio di classe verso il potere, Fiorini ha raccontato la vicenda di Monfalcone, città ancillare a Fincantieri, storicamente a guida comunista, poi centrosinistra. Per la prima volta dal ’45 Monfalcone passa alla destra con un sindaco della Lega Nord. Poi quegli stessi operai, al referendum sul contratto dei metalmeccanici votano in massa contro la proposta di Landini e il no vince con il 75%: la rabbia operaia per le proprie condizioni peggiorate non trova una espressione politica nella sinistra, ma ciò non significa che sia meno forte. Antonio Erpice ha citato l’esperienza di sinistra e alternativa al Pd del sindaco De Magistris, la cui associazione politica è diventata movimento politico e comincia a darsi obiettivi a livello regionale e nazionale.

L’ultimo giorno è stata la volta del dibattito sullo stato della nostra organizzazione, introdotto da Alessio Marconi il quale ha precisato il nostro rapporto con le altre forze di sinistra nel movimento giovanile e sindacale e la natura della nostra battaglia per costruire oggi una forza autenticamente rivoluzionaria. A conclusione del dibattito, è stato eletto il nuovo Coordinamento nazionale di Scr.

Oltre ai dibattiti in plenaria, le commissioni sul lavoro giovanile, sull’attività sindacale e sulle nostre fonti di autofinanziamento hanno consentito ai compagni di dibattere e di precisare i nostri compiti in tutti i campi di intervento.

Abbiamo approvato una risoluzione che definisce il nostro orientamento: facciamo appello a tutte le organizzazioni che hanno fatto campagna per il No al referendum costituzionale a mettere in campo una mobilitazione contro questo governo e per elezioni immediate; a causa  della paralisi della burocrazia sindacale indichiamo come possibile strutturazione di un movimento la forma delle assemblee popolari, che travalichino i confini degli attivisti e dei settori organizzati diventando espressione reale di un movimento di massa; nell’ipotesi probabile di elezioni anticipate, facciamo appello ad un fronte comune elettorale con quelle forze anticapitaliste disponibili all’opposizione di classe al Pd, all’austerità e all’Unione europea capitalista.

Da ultimo, ma non per importanza, abbiamo lanciato la nostra campagna per il centesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre: il più grande evento di emancipazione della storia dell’umanità, che proprio per la sua portata è stato oggetto di denigrazione e falsificazione da parte della borghesia, dei riformisti, e degli stalinisti. Abbiamo già pubblicato un volume sulla Guerra civile spagnola del 1936 (Rivoluzione e controrivoluzione in Spagna, di F. Morrow) e uno sulla generazione di rivoluzionari che negli anni trenta ha lottato contro la degenerazione stalinista (Comunisti contro Stalin, di P.Brouè). Il prossimo anno daremo alle stampe Stalin di Lev Trotskij, l’opera che il grande rivoluzionario stava scrivendo quando è stato assassinato da un sicario di Stalin e che  vedrà la luce, per la prima volta, nella sua versione più compiuta.

Per dare gambe e consistenza a tutti questi nostri impegni abbiamo lanciato una colletta speciale che si concluderà il prossimo 15 febbraio e che già nei giorni del congresso è arrivata alla strabiliante cifra di 13.800 euro. La ragione è dalla nostra parte, la fiducia nella nostra classe anche, il futuro è nostro!

Coordinamento nazionale Sinistra Classe Rivoluzione

Franco Bavila, Giacomo Banducci , Grazia Bellamente, Claudio Bellotti, Paolo Brini, Serena Capodicasa, Margherita Colella, Andrea Davolo, Antonio Erpice, Lucia Erpice, Muntsa Escobar, Francesco Favalli, Christian Febbraro, Franco Ferrara, Davide Fiorini, Antonio Forlano, Irene Forno, Alessandro Giardiello, Francesco Giliani, Paolo Grassi, Mario Iavazzi, Luca Ibattici, Marzia Ippolito, Simona Leri, Davide Lissoni, Mimmo Loffredo, Davide Longo, Nico Maman
Alessio Marconi, Domenico Minadeo, Ugo Muraca, Luca Paltrinieri, Sonia Previato, Jacopo Renda, Arturo Rodriguez, Francesco Salmeri, Vittorio Saldutti, Roberto Sarti, Miguel Suescun,Mauro Usuelli, Ilic Vezzosi, Alessio Vittori

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