Comunisti contro Stalin, di Pierre Broué

È disponibile la prima edizione in italiano di Comunisti contro Stalin. Il massacro di una generazione, libro scritto dallo storico marxista Pierre Broué nel 2003. L’argomento centrale del libro è la storia dell’Opposizione di Sinistra in URSS, diretta da Trotskij e da Racovskij, dal 1923 al 1941. È un lavoro unico a livello internazionale e particolarmente utile in Italia. Nel nostro paese, infatti, l’egemonia esercitata nel movimento operaio dal PCI e dai suoi eredi ha cancellato, anche nelle università, l’esistenza stessa di quelle centinaia di migliaia di comunisti che negli anni Venti e Trenta lottarono contro la degenerazione burocratica e nazionalista della rivoluzione d’Ottobre. E lottarono fino a pagare con la fucilazione e la morte nel Gulag la loro battaglia per la democrazia operaia e l’internazionalismo.

La ricerca di Broué è basata su una intensa ricerca negli archivi ex-sovietici durante gli anni ’90, quando il crollo del regime stalinista ne consentì una parziale accessibilità. L’indice biografico di circa 700 nomi in appendice al testo è un’ulteriore testimonianza dello scrupolo filologico col quale è stata condotta la ricerca.

Comunisti contro Stalin propone un quadro approfondito del terribile massacro che fu necessario a Stalin per consolidare il suo regime burocratico e poliziesco e liquidare le conquiste politiche dell’Ottobre passando sui cadaveri del “partito di Lenin”. Questo libro è, dunque, una splendida arma per contrastare ogni interpretazione della storia dell’URSS – che venga dalla borghesia o dalla sinistra – basata sulla continuità tra Lenin e Stalin. In particolare, Broué offre una visione cristallina della svolta seguita da Stalin e dal suo carnefice Ežov nel 1937, quando lo sterminio dei “trotskisti” nei campi venne sistematizzato. Sono straordinarie le pagine nelle quali Broué ricostruisce come i bolscevico-leninisti – così preferivano chiamarsi – siano riusciti a mantenere organizzazione e disciplina anche nei Gulag, conducendo in alcuni casi persino degli scioperi della fame vittoriosi per conquistare migliori condizioni di vita e conservarsi fisicamente, in attesa di un’inversione di tendenza nella lotta di classe in URSS e su scala internazionale.

Broué dimostra che la sconfitta di Trotskij e dell’Opposizione di Sinistra non fu certo dovuta all’intelligenza di Stalin o ad una sua maggiore autorevolezza nel partito – al contrario, nel dicembre del 1923 il testo degli Oppositori conquista la maggioranza a Mosca, nella Gioventù Comunista ecc. – ma alla stanchezza e alla passività della massa lavoratrice, esaurita da anni di guerra civile e dall’isolamento della rivoluzione.

Broué è stato uno storico, autore di studi fondamentali sulla storia del partito bolscevico e della Terza Internazionale, sulla rivoluzione tedesca (1918-1923) e su quella spagnola del 1931-1937, ma soprattutto un militante rivoluzionario e trotskista per tutta la sua vita. La ragion d’essere di Comunisti contro Stalin, dunque, non è accademica, come lui stesso ha scritto: “Dovrebbe essere un’arma contro l’orrore del passato e tutto ciò che oggi vi somiglia; una lezione di coraggio e di dignità, mai inutili; un bilancio di un’esperienza collettiva senza il quale saremmo condannati a ripetere senza fine gli stessi errori ed a subire le medesime sconfitte. E che dopo averlo letto, ogni lettore, quale che sia la sua provenienza, si schieri nel campo degli oppressi e dei combattenti di Vorkuta e di Magadan”. L’Opposizione di Sinistra ha consegnato alle generazioni future la bandiera pulita del comunismo, raccogliamola e facciamola vivere!

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