19 Giugno 2020 Federico Giugno

Comer di Cavriago (Re): 60 ore di sciopero contro i licenziamenti mascherati

Non sempre lavorare per un’azienda florida è garanzia di stabilità. Non solo i lavoratori delle aziende in crisi possono subire attacchi e peggioramenti delle condizioni lavorative.

Esattamente quello che stanno sperimentando i più di 150 lavoratori della Comer Industries di Cavriago (RE), azienda leader nel settore dei riduttori di forza. La proprietà a inizio giugno ha comunicato che avrebbe spostato l’intero stabilimento a 40 km di distanza, a Reggiolo. Se si considera che la stragrande maggioranza delle maestranze abita nelle zone limitrofe allo stabilimento, si capisce l’enorme disagio che subirebbero a doversi fare, in media, due ore in più di strada al giorno tra andata e ritorno. Senza considerare che il turno del mattino inizia alle 5 di mattina e gli spostamenti in inverno possono essere molto disagevoli tra gelo e nebbia. In pratica un peggioramento sostanziale della vita lavorativa con ovvie ripercussioni su quella privata e familiare.

La proprietà ha argomentato la scelta in termini di risparmio sui costi per rilanciare gli investimenti a Reggiolo. Il fatto che lascia sgomenti e increduli gli operai di Cavriago è che il loro stabilimento è tra i più produttivi del gruppo, e questo non versa certo in cattive condizioni economiche. Sul suo sito la Comer Industries dichiara di aver fatto nel 2019 ricavi netti per oltre 404 milioni di euro, così che negli ultimi 2 anni ha potuto dividere tra i soci azionisti ben 19 milioni di utili! Per questo i lavoratori non hanno creduto alla scusa del risparmio sui capannoni di Cavriago, perché un risparmio di circa 500mila euro, a fronte del giro d’affari dell’azienda, sarebbe irrisorio.

I lavoratori hanno interpretato la mossa come un licenziamento collettivo mascherato. In molti sanno che non tutti i lavoratori saranno disposti ad un cambio così drastico nella loro vita, e per un motivo o per l’altro alcuni certamente saranno portati ad autolicenziarsi. Questo si che sarebbe un bel risparmio per l’azienda, e un modo molto furbesco per aggirare il blocco dei licenziamenti prima che scada il 18 agosto.

Contro l’arroganza padronale i lavoratori hanno subito dimostrato molta combattività. Al tavolo con le rappresentanze sindacali la proprietà non si è mossa dalle sue posizioni facendo muro contro i sindacalisti. Così le 40 ore di sciopero inizialmente dichiarate sono diventate 6o, per dare un segnale all’azienda. Anche perché non ci sono garanzie. La paura di venir licenziati pur accettando il trasferimento è alta. La paura è che accorpando due stabilimento si creino delle figure lavorative doppie, in eccesso, che la proprietà potrebbe eliminare in seguito dichiarando gli esuberi.

Giustamente i lavoratori hanno capito che questa vertenza non può essere risolta a Cavriago, ma deve coinvolgere anche i lavoratori degli altri stabilimenti del gruppo, a Reggiolo e Pegognaga (MN), come una delegazione di operai di Reggiolo ha dichiarato durante il presisio del 16 giugno.

Come SCR durante la vertenza a Cavriago abbiamo portato il nostro sostegno attraverso un volantino di esortazione alla solidarietà operaia come unico argine allo strapotere padronale. Nei prossimi giorni ne stamperemo un altro che distribuiremo a Reggiolo per invitare a sostenere nei fatti la lotta dei colleghi di Cavriago.

Solo attraverso il conflitto si possono difendere i posti di lavoro. Il compito del sindacato è quello di coordinare tutte le lotte delle aziende in crisi nel reggiano e convocare uno sciopero generale a difesa dell’occupazione!”

Articoli correlati

Corrispondenze Operaie

Fincantieri – No all’accordo!

“Non firmate quell’accordo!”, è questo il messaggio che gli operai Fincantieri, in agitazione in tutta Italia, hanno mandato alle organizzazioni sindacali. È partita dal cantiere del Muggiano (La Spezia) la

Corrispondenze Operaie

Vertenza Yamaha/Minarelli Bologna – Una lotta coraggiosa che esige un bilancio onesto e critico

Il 13 dicembre si è conclusa, dopo tre mesi di lotta, la vertenza delle lavoratorici e dei lavoratori della Motori Minarelli di Bologna di proprietà della multinazionale Yamaha.

Corrispondenze Operaie

Lezioni della vertenza FIAC, dopo l’accordo del 16 luglio

BOLOGNA – Dopo 36 giorni di sciopero e 53 di presidio ai cancelli, nella notte di giovedì 16 luglio si è raggiunto l’accordo che mette un punto nella vertenza dei

Corrispondenze Operaie

Trieste – Salvare tutti i posti di lavoro, nazionalizzare la Ferriera!

Sinistra classe rivoluzione Trieste aderisce al presidio dei lavoratori della Ferriera indetto da FIOM e Nidil-CGIL venerdì 5 giugno, ore 10:00, in piazza Unità, e diffonderà questo volantino.

Corrispondenze Operaie

Nella battaglia contro il virus non siamo tutti sulla stessa barca

Se c’è una cosa che l’emergenza sanitaria sta dimostrando è che al governo e ai padroni della salute dei lavoratori interessa ben poco, bisogna fermare l’epidemia, ma nello stesso tempo garantire la continuità produttiva. “Giù le mani dalle aziende!”, come dice Bauli, presidente di Confindustria Verona.

Corrispondenze Operaie

Modena – Le lotte operaie non si processano!

Sabato 3 ottobre saremo in piazza a Modena alla manifestazione nazionale convocata dal Si-Cobas contro la repressione e la criminalizzazione di importanti lotte operaie scoppiate negli ultimi anni nella nostra provincia. Mentre invitiamo tutti a partecipare, questo è il testo del volantino che diffonderemo.