28 Aprile 2015

CCNL Terziario – La Filcams ritiri la firma!

Il 31 marzo è stata firmata improvvisamente l’ipotesi d’accordo tra sindacati e Confcommercio dopo che gli incontri erano stati ufficialmente sospesi. Cosa positiva, direte voi, ma i contenuti di questo contratto sono, purtroppo, la piena applicazione del Jobs act e della lettera della Bce del 2011.
Il testo riparte dal Ccnl che la Filcams non aveva firmato nello scorso rinnovo, accettando ora tutto ciò che aveva contrastato in passato: malattie non pagate, discriminazioni per i neo-assunti, lavoro domenicale, solo per dirne alcune, in cambio di un rafforzamento della parte relativa agli enti bilaterali, fondi pensione e sanità integrativa che ormai sono la fonte di entrata predominante all’interno dei sindacati. Ma la strategia della Cgil per contrastare il Jobs act non aveva come base proprio la contrattazione collettiva? Invece in questa ipotesi d’accordo la Filcams sottoscrive la possibilità di sottoinquadrare i contratti trasformati a tempo indeterminato per i lavoratori disagiati (come i disoccupati) di due livelli per 6 mesi e di un livello per ulteriori 6 mesi estendibile per ulteriori 24.

Ci sono altri punti critici nel testo come la flessibilità oraria a 44 ore per 16 settimane da recuperare quando e come vorrà il padrone, mentre per il part-time sono contemplati contratti a 8 ore settimanali e per l’apprendistato la percentuale di conferma passa dall’80 al 20 per cento, terminando con la chicca per le località turistiche, dove non ci sarà più limitazione all’uso dei contratti a termine.

Chiudono il quadro di un contratto pessimo gli inquadramenti sottostimati per il settore Itc (informatica e comunicazioni) e un aumento a regime di 85 euro al quarto livello e nessun una tantum a coprire il periodo di vacanza contrattuale durata più di un anno.

Questo contratto non è assolutamente accettabile e sarà l’apripista per gli altri contratti del commercio in attesa di rinnovo. Per queste ragioni la Filcams deve ritirare la firma come primo passo per puntare a riconquistare la fiducia dei lavoratori persa negli anni e per poter costruire veri e solidi rapporti di forza da contrapporre agli attacchi di padroni e governo. Non è certo firmando questi accordi per avere i soldi facili degli enti bilaterali che riuscirà a tutelare e riavvicinare i lavoratori.

Articoli correlati

Fincantieri – No all’accordo!

“Non firmate quell’accordo!”, è questo il messaggio che gli operai Fincantieri, in agitazione in tutta Italia, hanno mandato alle organizzazioni sindacali. È partita dal cantiere del Muggiano (La Spezia) la

Almaviva non si tocca e neanche si piega!

Il volantino che Sinistra classe rivoluzione sta distribuendo oggi allo sciopero dei lavoratori Almaviva!

Ieri in Dema, domani tutta Finmeccanica

L’azienda dell’indotto aeronautico di Finmeccanica nel 2013, dopo denuncia della FIOM, ha dovuto ammettere debiti per 130 milioni, per mala gestione clientelare. Da allora la Dema cercato di scaricare i costi dei debiti accumulati sulla pelle dei lavoratori, con un metodo ormai molto diffuso nella classe padronale: i tagli al personale.

Messina – I politici piangono, ma solo gli operai muoiono

Porto di Messina, 29 novembre 2016. Quattro operai stanno svolgendo lavori di manutenzione nella nave “Sansovino”, imbarcazione che fa la spola tra Messina e Lampedusa.

Monfalcone – Non chiamatela fatalità, chiamatela strage!

Un altra vittima del profitto, un altro operaio morto sul lavoro.
Questa mattina ai cantieri di Monfalcone un giovanissimo operaio di 19 anni è rimasto schiacciato da un blocco di cemento di 700 kg. Immediato lo sciopero di tutte le maestranze del cantiere.

Solidarietà ai facchini Bormioli!

Piena solidarietà ai facchini Bormioli di Fidenza (Pr) e agli attivisti della Rete Diritti in Casa, sgomberati dalla polizia e trattenuti un pomeriggio in questura per l’identificazione e l’avvio di un’indagine.