Politica generale

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Nazionalizzare per difendere il lavoro!

Ci saranno migliaia di aziende medio-piccole, non solo industriali, che verranno falciate dal crollo dei mercati. Se non vogliamo vedere il patrimonio produttivo spazzato via, la risposta può essere solo una: proprietà pubblica e gestione dei lavoratori. Di fronte alla crisi economica che precipita, alla lotta per la difesa della salute si aggiungerà quella decisiva su “cosa, come e per chi” produrre.

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I padroni vogliono tutto e subito

Sfruttando l’emergenza sanitaria, il padronato vuole utilizzare la “fase 2” per lanciare un attacco senza quartiere ai diritti dei lavoratori. Il tutto in nome della “coesione nazionale” e dello “sforzo collettivo”.
I vertici del movimento operaio invece sono letteralmente terrorizzati dall’intraprendere qualunque azione che non sia quella di nascondersi dietro a Conte.

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La Repubblica della FIAT

Sono bastate poche ore, con una velocità che tradisce impazienza, perché gli assetti di uno dei più grandi gruppi editoriali italiani venissero completamente stravolti. Con un colpo di mano la nuova proprietà del gruppo GEDI, da giovedì 23 aprile controllato direttamente dalla famiglia Agnelli-Elkann, ha imposto un cambio di direzione alle testate più importanti controllate dal gruppo.

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Conte getta la maschera – Il decreto del 26 aprile sulla “fase 2”

Con il Dpcm del 26 aprile e la relativa conferenza, Conte e il suo governo sono definitivamente a nudo. La cosiddetta “fase 2” non è la vittoria sul contagio, è la vittoria di Confindustria.

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La “fase 2” è la lotta di classe!

Lo scontro di classe assume oggi un carattere sempre più nitido e definito, che si rende sempre più chiaro agli occhi dei lavoratori. E con questa rinata consapevolezza le masse affronteranno la prossima fase, quella dello scontro a tutto campo per difendere a salute, il lavoro e tutti gli aspetti della propria condizione di vita che questo sistema marcio sta distruggendo a ritmo accelerato.

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Guido Bertolaso, l’uomo della Provvidenza

Sembrava sul viale del tramonto dopo mille battaglie in difesa del profitto di pochi, ma in questi giorni Guido Bertolaso sembra risorto. Proprio a ridosso della Pasqua lui, uomo vicino all’Opus Dei, è tornato sul campo di battaglia.

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Lo stato sociale nell’emergenza coronavirus: #Restateacasa e #Arrangiatevi

Il distanziamento sociale necessario a contrastare la diffusione del contagio da coronavirus è stato promosso con campagne mediatiche che esaltano la bellezza dello stare in casa: “finalmente ci possiamo dedicare a tutto quello che non riusciamo a fare nel normale tran tran quotidiano”. Ma la realtà è ben diversa.

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CORONAVIRUS – L’epidemia è un’emergenza, ma la catastrofe è il capitalismo

Il contagio del nuovo coronavirus in Italia è in crescita. Questa situazione segna il fallimento delle misure di contenimento messe in campo dal governo nelle scorse settimane.
Il tentativo di creare uno spirito da guerra nazionale, in cui contro un nemico misterioso e fatale ci dobbiamo stringere tutti attorno al governo, altrimenti tradiamo i martiri in prima linea, vuole nascondere le reali responsabilità di questa situazione, il carattere di classe e la confusione della gestione dell’emergenza.

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Coronavirus – Sì alla tutela della salute! No alle misure indiscriminate e al commercio della paura!

Non accettiamo che in nome dell’emergenza a pagare siano sempre gli stessi, mentre il governo premurosamente garantisce che i padroni possano continuare tranquillamente a fare profitti e affari scaricando tutti i costi sulla collettività!

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Lottare contro i salari da fame!

I salari italiani sono crollati, facendo dell’Italia uno dei paesi europei dove la povertà e le diseguaglianze sociali sono esplose ai livelli più alti.
Dobbiamo suonare la sveglia a questi dirigenti sindacali e costringerli a organizzare una vera mobilitazione che abbia al suo centro la conquista di un salario decente per tutti i lavoratori e per prendere quello che ci spetta della ricchezza prodotta in questi anni.