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Stati Uniti: Insegnanti – Scioperiamo per le nostre vite contro il disastro del capitalismo!

Nonostante questa estate ci sia stato un numero record di nuovi casi di Covid-19, Donald Trump e il segretario all’istruzione Betsy DeVos hanno premuto con forza affinché le scuole riaprano in presenza questo autunno. Gli insegnanti hanno subito risposto con la lotta.
Un articolo dei nostri compagni di Socialist revolution, dagli Stati uniti.

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BlackLivesMatter – Il ferimento di Jacob Blake riaccende la rabbia che covava sotto la brace

Un altro uomo di colore disarmato, Jacob Blake, è stato ferito con colpi d’arma da fuoco dalla polizia, questa volta a Kenosha, nel Wisconsin. Subito si è scatenata la protesta. I sindacati in Wisconsin e Illinois devono prendere l’iniziativa: dovrebbero iniziare immediatamente la preparazione di uno sciopero generale in tutto lo stato.

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“È solo l’inizio”. La zona occupata di Seattle e lo sciopero dei portuali del 19 giugno

Il 19 giugno, l’International Longshore and Warehouse Workers Union (ILWU, il sindacato dei portuali), un sindacato combattivo di 42.000 membri, ha chiuso 29 porti lungo la costa occidentale degli Stati Uniti e del Canada, per mezzo di uno sciopero di 8 ore dei lavoratori.

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Stati Uniti: cosa deve fare la classe operaia per mettere fine al terrore poliziesco?

Nelle ultime settimane, gli Stati Uniti si sono avvicinati più che in qualsiasi altro momento a un chiaro sconvolgimento rivoluzionario. L’omicidio razzista di George Floyd da parte della polizia di Minneapolis ha innescato un movimento di proporzioni enormi, liberando decenni di malcontento che si era accumulato e giungendo perfino a livelli insurrezionali in molte città.

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Usa – Quando gli scioperi si uniscono a #Blacklivesmatter

Il movimento negli Stati uniti, esploso dopo l’omicidio di George Floyd, non ha alcuna intenzione di fermarsi e una delle caratteristiche più interessanti degli ultimi giorni è l’esplosione degli scioperi

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La rivolta scuote gli USA: raccogliendo tempesta

Alan Woods commenta la sollevazione in corso negli USA, scatenata dall’omicidio di George Floyd da parte di agenti della polizia, un evento che ha catalizzato un’esplosione di rabbia da parte degli oppressi in America che è divampata in tutto il mondo. Cosa accadrà ora?

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Usa: che fare dopo che la frusta della reazione non è riuscita a intimidire le masse?

Nei 10 giorni successivi all’omicidio da parte della polizia di George Floyd a Minneapolis, gli Stati Uniti sono stati scossi da cima a fondo da un movimento di massa di proporzioni senza precedenti. Il movimento è partito dal basso in modo spontaneo ed è cresciuto resistendo non solo alla brutale repressione ma anche ad altri omicidi compiuti dalla polizia. Oltre 200 città hanno dichiarato il coprifuoco e sono stati schierati più di 20.000 soldati della Guardia nazionale in 28 stati.

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ASSEMBLEA – “It aint a riot, it’s a revolution” in collegamento da Minneapolis

L’assassinio di George Floyd da parte della polizia di Minneapolis ha scatenato una furiosa ondata di proteste in tutti gli Stati Uniti. Trump ha attaccato e provocato il movimento, ma le forze repressive hanno perso il controllo in diverse città. Nel centro del capitalismo mondiale, le fondamenta del sistema sono scosse dalla lotta di massa.

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Un’ondata di rabbia insurrezionale travolge gli Stati Uniti

L’assassinio da parte della polizia di George Floyd ha scatenato un’ondata di proteste in tutto il paese, che sono sfuggite al controllo delle forze dell’ordine in diverse città. La necessità si è espressa attraverso il caso – anche se l’omicidio di Floyd non è stato certo una casualità.
“Questa non è una rivolta, è una rivoluzione”, è il sentire comune che riecheggia per le strade di Menneapolis.

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Minneapolis – L’omicidio della polizia fa esplodere la rabbia

Il sistema capitalista razzista ha prodotto ancora una volta la medesima tragedia, fino alle ultime parole, di supplica,  proferite sia da George Floyd che da Eric Garner a Staten Island, “I can’t breathe” (non riesco a respirare). Ciò ha scatenato alcune delle più grandi proteste che l’area di Minneapolis abbia mai visto. Mobilitazioni simili si sono già estese in altre città come Los Angeles e Memphis.