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Catalogna – Lo sciopero generale del 3 ottobre e il discorso reazionario del Re

La sospensione della seduta del Parlamento catalano, decretata ieri, conferma la nostra analisi. Nel contesto del regime spagnolo del 1978, il compito dell’autodeterminazione nazionale diventa un compito rivoluzionario e pertanto non può essere raggiunto dai politici borghesi catalani, ma solo tramite mezzi rivoluzionari e tramite la conquista della classe operaia catalana nel suo complesso alla causa repubblicana. Pubblichiamo l’ultima dichiarazione dei nostri compagni di Lucha de clases, scritta mercoledì 4 ottobre.

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Catalogna in rivolta!

La lotta per i diritti democratici, che i comunisti devono portare avanti risolutamente, oggi è incompatibile con gli interessi del capitalismo. I giovani e i lavoratori catalani lo comprenderanno sempre più chiaramente. Una repubblica socialista catalana, all’interno di una federazione socialista iberica, sarebbe un catalizzatore per la lotta di classe in tutto il continente.

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Dichiarazione della TMI sul referendum per l’indipendenza della Catalogna

Il referendum per l’indipendenza della catalogna rappresenta una sfida nei confronti del regime spagnolo del 1978. È stato oggetto di una grave repressione da parte dello Stato spagnolo. La TMI sostiene il diritto del popolo catalano all’autodeterminazione. Per una Repubblica socialista catalana come scintilla della rivoluzione iberica

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Manifestazioni di massa in tutta la Catalogna

Questa mattina, Domenica 24 settembre, ci sono state manifestazioni di massa in tutta la Catalogna. A Barcellona c’erano migliaia di persone. E’ un evento molto significativo, dal momento che questo era il fine settimana della Mercé, una festività molto importante in Catalogna, per cui era lecito aspettarsi poca partecipazione. E invece, anche durante le celebrazioni e i concerti organizzati per la festa si sentivano cori spontanei scandire “Andremo a votare!” e “Indipendenza!”.

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Catalogna – La repressione contro il referendum per l’indipendenza provoca una mobilitazione di massa

La lotta per una Repubblica catalana è una lotta progressista, e nelle condizioni della Spagna ha implicazioni rivoluzionarie, in quanto può essere raggiunta solo attraverso una mobilitazione di massa dei lavoratori e della gioventù e una chiara rottura con il regime del 1978.

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Catalogna: Il referendum del primo ottobre e il diritto all’autodeterminazione – Un compito rivoluzionario

La posizione dei nostri compagni in Spagna sul referendum del Primo ottobre prossimo per l’indipendenza della Catalogna.

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La marcia di Barcellona contro il terrorismo: uno schiaffo in faccia agli imperialisti e ai guerrafondai

Una settimana fa, due attacchi terroristici hanno scosso le comunità catalana e spagnola a Barcellona e Cambrils. La destra reazionaria ha subito colto l’opportunità di spargere il proprio veleno razzista, seminando la paura e la divisione tra le masse, promuovendo misure repressive e intensificando gli interventi imperialisti all’estero.

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Attacco terroristico a Barcellona: l’imperialismo incoraggia il fanatismo islamista. Socialismo o barbarie!

Come corrente Lucha de Clases – Tendenza Marxista Internazionale condanniamo implacabilmente l’attentato terroristico criminale commesso da membri dell’ISIS a Barcellona. Esprimiamo la nostra solidarietà a tutte le vittime e i loro familiari in questi momenti di sofferenza e dolore.

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La vittoria di Pedro Sanchez – la base del Psoe svolta a sinistra e sconfigge l’apparato

Pedro Sanchez ha ottenuto una vittoria incontestabile alle primarie del Psoe per il ruolo di segretario generale del partito, ottenendo più del 50% dei voti dei militanti, e lo ha fatto difendendo una posizione di sinistra, la sua opposizione al Pp (Partito popolare) e reclamando, a parole, la necessità di una maggioranza di sinistra per cacciare via la destra.

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Spagna – La lotta dei portuali: “Nessun passo indietro!”

Il 6 marzo comincerà uno sciopero di nove giorni contro una riforma del settore portuario promossa dal governo di destra di Rajoy. Questa riforma prevede la distruzione dei diritti e delle condizioni dei portuali, liberalizzando i licenziamenti.