Asia

Kazakhstan

Giù le mani dalla rivoluzione in Kazakhstan!

Pubblichiamo la traduzione di una dichiarazione, scritta ieri, 8 gennaio, dai compagni russi della Tendenza Marxista sulla situazione attuale in Kazakistan.

Kazakhstan

Kazakhstan – Quali prospettive per il movimento di protesta?

Ieri (giovedì 6, ndt), l’esercito kazako e le forze di sicurezza sostenute dalle forze speciali russe sono intervenute per reprimere con la forza quello che era diventato il più grande movimento di massa in Kazakhstan dal crollo dell’Unione Sovietica.

Kazakhstan

Kazakhstan – Esplode l’insurrezione dopo le proteste per l’aumento del gas

Ieri sera abbiamo ricevuto questo resoconto da un corrispondente in Kazakhstan dopo un blackout di internet durato sette ore. Durante la notte, le proteste iniziate contro l’aumento del prezzo del gas si sono trasformate in una rivolta che ha già portato alle dimissioni del governo, ma che non mostra segni di cedimento.

India

India: i contadini sconfiggono Modi!

Dopo una battaglia durata un anno, i contadini indiani alla fine hanno avuto la meglio sul governo di destra di Modi e su tutti i suoi protettori capitalisti, ottenendo un ritiro delle tre leggi reazionarie che erano state approvate sull’agricoltura. È una grande vittoria per i contadini, ottenuta grazie a una lotta coraggiosa tenuta viva con tenacia dal settembre del 2020.

Internazionale

Crisi dell’Aukus: l’imperialismo Usa continua a guardare a Est

Il recente accordo concluso fra Australia, Regno Unito e Stati Uniti ha provocato una crisi nelle relazioni internazionali. Tra la Francia che ha richiamato temporaneamente il suo ambasciatore a Washington e la protesta ufficiale diramata dalla Cina, il nuovo accordo ha irritato tutte le parti in causa. Tutto questo è avvenuto nonostante che il patto costituisca semplicemente un nuovo passo nel riallineamento più generale delle potenze imperialiste.

Cina

Cina: la classe dominante in preda all’angoscia

Negli ultimi due mesi, il regime del Partito comunista cinese (Pcc) ha preso una serie di misure drastiche che hanno messo in subbuglio la società e suscitato congetture a non finire: lo Stato ha infatti punito alcune grandi aziende private ed introdotto regolamentazioni generalizzate per l’industria dello spettacolo.
Ma è vero che il Pcc sta guidando una trasformazione sociale? O queste misure hanno piuttosto come obiettivo la difesa delle basi del capitalismo in Cina?

Afghanistan

Afghanistan – Tra la sconfitta epocale degli Usa e la vittoria dei talebani

“Uno straordinario successo”. Così il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha commentato il 31 agosto scorso l’evacuazione dall’Afghanistan dei militari e dei civili statunitensi. Come si possa descrivere in termini entusiasti una fuga disperata da un paese occupato vent’anni prima per cacciare quelle milizie talebane che ora sono di nuovo al potere, è una delle meraviglie della propaganda.

Giappone

Giappone: le dimissioni del primo ministro Suga e la fine della stabilità politica

Venerdì 3 settembre, il primo ministro giapponese Yoshihide Suga ha annunciato che non si sarebbe candidato alle primarie per la guida del Partito Liberal Democratico (LDP) prevista per la fine del mese.
Tuttavia, data la crisi generale del capitalismo giapponese, ciò che stiamo vedendo non è solo la fine della carriera politica di Suga, ma la fine della relativa stabilità politica che la classe dominante è riuscita a mantenere nell’ultimo decennio. In Giappone si sta inaugurando una nuova, turbolenta epoca di instabilità politica.

Pakistan

Pakistan: grande manifestazione di protesta dei lavoratori dell’industria a Karachi

Il 28 agosto, promossa dal Comitato di solidarietà dei lavoratori (Workers’ Solidarity Committee), si è tenuta una grande manifestazione di protesta di oltre mille operai delle aree industriali di Korangi e Landhi a Karachi.

Afghanistan

Afganistan – La sconfitta umiliante degli Usa, il ritorno dei talebani e la minaccia di una guerra civile

Questo articolo è stato scritto all’inizio di luglio, quando la sconfitta degli Usa era ormai certa ma, naturalmente, non poteva prevedere nei dettagli l’evoluzione degli avvenimenti di queste settimane. Adam Pal traccia la storia degli intervento imperialista in Afghanistan in questi ultimi vent’anni, il comportamento dei suoi alleati principali, come il Pakistan, e le ragioni dell’avanzata dei talebani. Lo scenario prefigurato è nelle linee fondamentali quello che si sta realizzando e, soprattutto, la prospettiva di classe e internazionalista da adottare per i marxisti e l’unica alternativa possibile per uscire dalla barbarie creata dall’imperialismo e dal fondamentalismo.