America Latina

Ecuador

Ecuador: al grido di “Fuera Lasso”, lo sciopero nazionale arriva nella capitale

Il 22 giugno ha rappresentato il decimo giorno dello sciopero nazionale in Ecuador indetto dalla CONAIE (la Confederazione delle nazioni indigene) contro le politiche del presidente, il banchiere Lasso. La repressione brutale della polizia, che ha causato 2 morti e decine di feriti, non ha fermato il movimento.

Colombia

Colombia, Petro conquista una vittoria storica: ora lottiamo per il socialismo!

Con il 50,48% dei voti, Gustavo Petro e Francia Marquez hanno vinto le elezioni presidenziali in Colombia contro il demagogo di destra Rodolfo Hernandez. L’importanza storica della vittoria di Petro, Marquez e del Pacto Histórico non può essere sottovalutata. Gustavo Petro è diventato il primo presidente di sinistra nella storia della Colombia. La sua presidenza rappresenta un punto di svolta nella lotta di classe di un paese in cui l’oligarchia capitalista ha sempre svolto impunemente il ruolo di carnefice.

Ecuador

Nuova sollevazione in Ecuador – Sciopero nazionale contro il banchiere Lasso

Il 13 giugno è iniziato in Ecuador un nuovo sciopero nazionale per rivendicare migliori condizioni economiche, come annunciato dalla CONAIE (Confederazione delle nazioni indigene). Tra le richieste figurano il congelamento del prezzo della benzina, il controllo dei prezzi dei prodotti di consumo di massa e l’opposizione a un piano di privatizzazioni, tutte legate, secondo i manifestanti, alle imposizioni del Fondo Monetario Internazionale (FMI ).

Colombia

Colombia, bilancio delle elezioni – Vota Petro e lotta per il socialismo

Proprio come anticipato da tutti i sondaggi  degli scorsi tre mesi, Gustavo Petro è arrivato in testa nel primo turno delle elezioni presidenziali colombiane, ottenendo la cifra sorprendente di 8,5 milioni di voti (40%). Purtroppo, nonostante quanto Pedro stesso aveva previsto, non è riuscito a vincere con una maggioranza del 50%, o più ampia, già al primo turno. E nonostante le previsioni di molti, Rodolfo Hernández, il demagogo di destra che ha fatto campagna elettorale soprattutto attraverso i social network, è riuscito a sorpassare Federico “Fico” Gutierrez, il candidato del sistema capitalista sostenuto dai padroni e dalla destra.

Argentina

Argentina – L’accordo con l’FMI evita il default ma prepara un’esplosione sociale

Il recente accordo tra il FMI e l’Argentina, approvato sullo sfondo di proteste di massa, evita quello che sarebbe stato un default imminente rispetto al prestito del 2018, attraverso il meccanismo del rinvio. I termini dell’accordo implicheranno un duro programma di austerità, l’ulteriore sottomissione del paese al FMI attraverso ispezioni trimestrali e, in realtà, è altamente improbabile che raggiunga i suoi obiettivi dichiarati. L’approvazione dell’accordo con l’FMI ha aperto profonde spaccature all’interno della coalizione di governo Frente de Todos e sta esercitando una forte pressione per l’unità nazionale al vertice al fine evitare un’esplosione sociale dal basso.

Storia e Memoria

Cile, Le lezioni della storia – 1970-73: Dall’Unidad Popular al golpe di Pinochet

Dopo la vittoria del candidato di sinistra Gabriel Boric alle elezioni presidenziali del dicembre 2021, il Cile è tornato al centro del dibattito politico. Durante la campagna elettorale ci sono stati molti riferimenti sia al governo di Salvador Allende che alla dittatura sanguinaria del generale Pinochet.
Si trattò di eventi decisivi per il Cile e per il movimento operaio internazionale, che è necessario ripercorrere oggi.

Cuba

Cuba – Come difendere la rivoluzione?

La rivoluzione cubana è uno degli avvenimenti più importanti della storia degli sfruttati. Un esempio di come sia possibile una rivoluzione vittoriosa in quello che era considerato il cortile di casa degli Usa. Oggi la rivoluzione è minacciata non solo dalla Cia o dalla borghesia cubana di Miami, ma anche da un pericolo più insidioso: quello di una restaurazione capitalista sul modello cinese o, per usare un termine comune a Cuba, sul modello vietnamita.

Cile

Cile – La mobilitazione del voto operaio e popolare sconfigge il candidato pinochettista

Il candidato di Apruebo Dignidad, Gabriel Boric ha vinto le elezioni presidenziali con il 56% dei voti. In termini assoluti, si tratta di una maggioranza record, con circa 4,6 milioni di voti per Boric, che lo pone quasi 1 milione di voti davanti al candidato filo-Pinochet, Juan Antonio Kast, che ha ottenuto il 44%.

Honduras

Honduras – Storica vittoria elettorale delle masse a 12 anni dal golpe

Xiomara Castro, candidata del partito Libre (Partito della libertà e della rifondazione), forza trainante della coalizione d’opposizione, ha vinto le elezioni in Honduras. Il regime instaurato dal golpe del 2009 è stato rovesciato. Con il 40% dei voti conteggiati, Xiomara è in testa con il 53,61% contro il 33,87% di Nasry Afura (soprannominato “Papi a la orden” – il “Papi dell’ordine”) del Partito nazionale, il candidato che rappresenta la continuità del golpe.

Cile

Elezioni in Cile – La destra pinochettista alza la testa: come si può fermare Kast?

Il candidato di estrema destra, Jose Antonio Kast, va al secondo turno con una maggioranza relativa del 28%. Gabriel Boric, di Apruebo Dignidad (coalizione del Frente Amplio con il Partito Comunista) ha ottenuto il 26%, una differenza di 150.000 voti. Perchè la destra è cresciuta, e come fermarla?