America Latina

Cile

Cile, protestare è un reato. E la sinistra vota a favore

Il presidente Piñera, davanti all’insurrezione di massa di queste settimane in Cile, ha deciso di mostrare due facce. Da una parte promuove “l’accordo di pace” con lo scopo di approvare… Leggi tutto

Cile

Cile: la rivoluzione è iniziata! Assemblee a Roma, Bologna e Milano

Da oltre un mese il Cile è attraversato da un’immensa rivolta popolare, iniziata per l’aumento dei biglietti del trasporto pubblico. il governo ha reagito in maniera disperata e violenta per… Leggi tutto

Cile

Insurrezione di massa in Cile

Da oltre un mese il Cile è attraversato da manifestazioni di massa come non se ne vedevano da decenni.
La scintilla è stata un episodio apparentemente di poca importanza, come accaduto in Libano per un’imposta sulle chiamate via whatsapp o in Ecuador per l’aumento della benzina. In Cile il casus belli è stato un aumento di 30 pesos (il 4%) del biglietto della metropolitana di Santiago.

Bolivia

Bolivia – Prospettive di resistenza al golpe

Pubblichiamo questa analisi scritta lunedì scorso dai compagni della sezione boliviana della Tendenza marxista internazionale. Le prospettive delineate in questo articolo si sono confermate nelle loro linee fondamentali. La repressione continua, mentre due giorni fa il gruppo parlamentare del MAS ha stretto un accordo con il governo golpista di Añez per eleggere una nuova presidenza della camera e ha proposto un progetto di legge per la convocazione di nuove elezioni (senza Evo), che inizia con il riconoscimento della legittimità del governo golpista.

Cile

Cile – L’accordo tra governo e opposizione è una trappola costituzionale

Un accordo tra il partito al potere e tutti i partiti dell’opposizione (ad eccezione del Partito comunista) sul percorso per una nuova costituzione è stato annunciato stamattina presto. Tutti (dai Democratici Cristiani, al Partito Socialista e al Frente Amplio) sono stati d’accordo a stare dentro il gioco dell ‘”unità nazionale” e hanno acconsentito a una “via d’uscita istituzionale”, comparendo nella stessa foto, tutti assieme, per le prime pagine dei giornali.

Bolivia

Bolivia – Un colpo di stato reazionario costringe Evo Morales alle dimissioni

Il 10 novembre alle 4.50 del pomeriggio, il presidente boliviano Evo Morales ha annunciato le sue dimissioni. È stato il culmine di un colpo di stato che si stava preparando da tempo. I lavoratori e i contadini in Bolivia dovranno organizzare una risposta di lotta, e per farlo è necessario imparare le lezioni del governo del MAS.

Cile

Nè la repressione, nè le false concessioni hanno fermato l’insurrezione cilena!

Più di un milione di persone hanno manifestato a Santiago del Cile lo scorso venerdì, 24 ottobre, in quella che è stata chiamata #LaMarchaMásGrandedeChile (la più grande marcia del Cile). I lavoratori nelle strade stanno già creando le proprie organizzazioni di contropotere in questo movimento che ha assunto i connotati di una vera e propria insurrezione.

Cile

Cile – L’aumento del biglietto scatena un’insurrezione popolare

Il governo del capitale in Cile ha dichiarato guerra ai poveri. Ha dichiarato lo stato di emergenza e il coprifuoco nelle principali città, una misura che non era stata vista dal 1987, ai tempi della dittatura. Ci sono già stati undici morti. L’immensa rivolta popolare ha messo gravemente in difficoltà il governo che reagisce in maniera disperata. È in atto una mobilitazione storica mai vista dalle proteste che portarono alla caduta del dittatore Pinochet.

Ecuador

Ecuador: abbasso Moreno e il Fondo Monetario – Tutto il potere all’Assemblea Popolare!

Il presidente Lenin Moreno ha annunciato ieri notte, ora italiana, in un discorso alla Tv la revoca del Decreto 883, che aboliva i sussidi ai carburanti. É una prima grande vittoria per il movimento delle masse ecuadoregne. Ora è necessario rovesciare il governo e i giovani e i lavoratori hanno dimostrato che è possibile, come spiega in questo articolo Jorge Martin, da marxist.com.

Ecuador

Ecuador: rivolta operaio-contadina, il governo fugge dalla capitale

Il movimento in Ecuador contro il pacchetto di austerità (paquetazo) di Lenín Moreno ispirato dal Fondo Monetario Internazionale, iniziato il 2 ottobre, ha raggiunto proporzioni insurrezionali. Lo stato di emergenza dichiarato giovedì scorso e l’uso della polizia e dell’esercito (lasciando un morto, decine di feriti e provocando centinaia di arresti) non hanno fermato il movimento di lavoratori, giovani e contadini.