America Latina

Perù

Perù – Un appello urgente alla mobilitazione nelle piazze per fermare la destra

Nella giornata di mercoledì. 7 dicembre, la crisi politica in Perù ha subito un’accelerazione. Il Presidente Castillo, eletto nel 2021 sulla base della rabbia delle masse operaie e contadine, ha decretato la chiusura del Congresso, ma è stato subito arrestato dalla polizia. Il Congresso ha votato l’impeachment e ha proclamato il suo vicepresidente come nuovo presidente.
L’articolo dei nostri compagni della CMI-Perù analizza le ragioni della crisi e delinea i compiti del movimento operaio nell’immediato futuro

Brasile

Brasile – Per l’indipendenza del Psol! Contro l’entrata nel governo Lula – Alckmin!

All’interno del Partito Socialismo e Libertà (PSOL) si è aperto un dibattito sull’opportunità di entrare nel governo Lula-Alckmin. La seguente lettera aperta è stata redatta dai nostri compagni brasiliani di Esquerda Marxista (Sinistra Marxista), che chiedono alla direzione nazionale del PSOL di respingere la decisione del suo esecutivo nazionale di entrare nella “squadra” di transizione Lula-Alckmin, un primo passo verso l’ingresso in un governo che si è impegnato a portare avanti attacchi alla classe operaia in nome della “responsabilità di bilancio”.

Haiti

No all’intervento imperialista ad Haiti!

Canada, Stati Uniti e Nazioni Unite (ONU) stanno discutendo apertamente di un nuovo intervento ad Haiti.

Il 7 ottobre, il primo ministro haitiano Ariel Henry ha chiesto ufficialmente un intervento militare straniero nel suo Paese con il pretesto di combattere le bande criminali. Pochi giorni dopo, aerei militari canadesi e americani hanno coordinato l’arrivo di veicoli blindati di fabbricazione canadese per rafforzare la Polizia nazionale haitiana (PNH).

Brasile

Brasile – Fronte unico del movimento operaio, studentesco e popolare per porre fine ai blocchi stradali pro-Bolsonaro

Bolsonaro non ha commentato finora i risultati elettorali perché non vuole accettare la sconfitta, ma non ha trovato alcun sostegno politico per mettere in discussione il risultato. Uno dopo l’altro, i suoi alleati hanno riconosciuto la vittoria di Lula-Alckmin, lasciando Bolsonaro sempre più isolato. Forse ha ancora qualche speranza che i blocchi stradali istituiti dai bolsonaristi radicalizzati possano crescere e fornirgli il sostegno di cui ha bisogno nelle strade per qualche avventura. Ma è una speranza vana.

Brasile

Lula vince, ma Bolsonaro non è morto

Lula ha vinto le elezioni presidenziali in Brasile. Ha sconfitto Bolsonaro, il candidato della destra più reazionaria, con il 50,9% dei voti.

Eppure, una vittoria data per certa, con grande distacco nei sondaggi sino a pochi mesi fa data la gestione criminale della pandemia di Bolsonaro (il Brasile ha contato oltre 700mila morti), è stata ottenuta solo per un’incollatura. Come è stato possibile?

Brasile

Elezioni in Brasile: l’allarme del primo turno e la lotta per sconfiggere Bolsonaro il 30 ottobre

Si è svolto il primo turno delle elezioni brasiliane. Ora la nostra priorità e la nostra lotta centrale è aiutare la classe operaia a sconfiggere Bolsonaro alle urne il 30 ottobre. Per questo, prima di tutto, è necessario capire la reale proporzione dei voti al primo turno. I 57,2 milioni di voti per Lula e i 51 milioni di voti per Bolsonaro corrispondono al 48,4% e al 43,2% dei cosiddetti “voti validi”. Tuttavia, se consideriamo il totale di 156,4 milioni di elettori aventi diritto al voto in Brasile, notiamo che Lula ha ricevuto il voto del 36,6% di loro e Bolsonaro solo del 32,6%, cioè meno di un terzo.

Cile

Cile – Lezioni della sconfitta del referendum per la Costituzione

I risultati del plebiscito di ratifica della proposta di nuova costituzione licenziata dalla Convenzione costituente hanno attribuito un’ampia maggioranza all’opzione del rechazo (rifiuto), con il 62% dei voti. Questo risultato è persino peggiore di quanto previsto dai sondaggi. È necessario spiegare perché.

Brasile

Prospettive per le elezioni presidenziali in Brasile

Da quando è stato rilasciato dalla prigione, l’ex presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva (conosciuto comunemente come Lula), ha visto annullare la sua condanna, è stato dichiarato innocente e sono stati ripristinati i suoi diritti politici. Ora è al primo posto nei sondaggi per le prossime elezioni presidenziali di ottobre, con il 46% contro il 29% dell’attuale presidente, Jair Bolsonaro.

Ecuador

Ecuador – Lezioni dallo sciopero nazionale del giugno 2022

Il grande sciopero nazionale convocato dalla Conaie (Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador) e altre organizzazioni indigeno-contadine dell’Ecuador si è chiuso il 30 giugno, dopo 18 giorni di lotta, con la firma di un accordo contenente importanti concessioni da parte del governo. È necessario analizzare questo straordinario movimento, che ha subito una brutale repressione poliziesca, e trarne gli insegnamenti necessari per continuare ad avanzare.

Ecuador

Ecuador: al grido di “Fuera Lasso”, lo sciopero nazionale arriva nella capitale

Il 22 giugno ha rappresentato il decimo giorno dello sciopero nazionale in Ecuador indetto dalla CONAIE (la Confederazione delle nazioni indigene) contro le politiche del presidente, il banchiere Lasso. La repressione brutale della polizia, che ha causato 2 morti e decine di feriti, non ha fermato il movimento.