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L’inferno della guerra civile in Libia

Il punto di partenza per comprendere ciò che sta accadendo in Libia è che la guerra civile è un riflesso degli scontri fra le potenze imperialiste, internazionali e regionali, che in Libia hanno ingaggiato un guerra per procura, fin dal 2011, quando hanno rimosso dal potere e poi ucciso Gheddafi.

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Algeria – Bouteflika se ne va, le masse restano in piazza!

L’Algeria è immersa nel più profondo movimento di contestazione sociale dopo l’indipendenza. L’(ex) onnipotente presidente della repubblica Bouteflika è stato costretto alle dimissioni. Ma la gran parte dei giovani e dei lavoratori sentono l’odore dell’inganno e comprendono che “il sistema” sta provando a confiscargli la vittoria.

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Rivoluzione in Algeria: finita una fase, ne comincia un’altra

Ieri sera, le strade dell’Algeria sono esplose di gioia dopo l’annuncio che l’odiato Bouteflika, di fatto un dittatore a vita, si stava ritirando dalle elezioni presidenziali programmate per aprile. “Nessun quinto mandato per Bouteflika!” È stato il grido di battaglia delle masse per settimane. Ora sembra che abbiano raggiunto il loro obiettivo.

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Tunisia – I giovani insorgono nuovamente contro l’austerità

Negli ultimi giorni abbiamo visto l’inizio di un nuovo movimento della gioventù tunisina, quasi sette anni dopo l’abbattimento dell’odiato regime di Ben Alí nel 2011. Questa volta, a scatenare le proteste in tutta la nazione, è stata la legge finanziaria imposta dal Fmi.

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Marocco – Il Rif insorge di nuovo

Il regime si scaglia duramente contro il Rif ribelle. La primavera marocchina si risveglia ancora.

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Solitarietà con le masse marocchine! Abbasso la dittatura e la repressione!

Dall’ottobre scorso, Al Hoceima e le sue regioni limitrofe hanno assistito un grande movimento di protesta. La ragione immediata dietro allo sviluppo delle mobilitazioni è stata l’omicidio di un giovane pescivendolo (Mouchine Fikri) letteralmente triturato in un camion della raccolta rifiuti

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Tunisia – L’oasi di Jemnah in lotta

Lunedì 24 ottobre un’imponente assemblea di massa si è svolta nella piazza centrale nella piccola cittadina dell’oasi di Jemnah (Tunisia del sud). Ciò che ha scatenato la rabbia e la mobilitazione della popolazione locale è il congelamento dei beni dell’Associazione in difesa dell’oasi di Jemnah, associazione che gestisce le terre e i palmeti di datteri dell’oasi i cui rappresentanti sono eletti democraticamente dalla popolazione locale.

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“Benvenuti in Marocco, qui trituriamo la gente!”

Decine di migliaia di marocchini, indignati, sono scesi in piazza lo fine settimana dopo che un pescivendolo di Al-Hoceima è stato schiacciato a morte all’interno di un camion della spazzatura mentre stava cercando di recuperare il pesce che era stato sequestrato dalla polizia locale.

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Renzi frena sulla Libia

Il fortunoso sbarco a Tripoli del governo libico di “unità nazionale”, presieduto da Fayez Serraj e sponsorizzato dall’Onu, più che rappresentare un passo verso la pacificazione del paese, sembra destinato a ingarbugliare ulteriormente la già caotica situazione libica.

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Vento di “primavera” in Tunisia?

Gli anniversari dei grandi avvenimenti politici sono momenti delicati. Lo sta misurando la classe dominante tunisina con la rivolta giovanile scoppiata a Kasserine e dilagata per alcuni giorni in tutto il paese, proprio in coincidenza del quinto anniversario della cacciata del dittatore Ben Ali nel gennaio 2011.

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