3 novembre 2017

Catalogna – Libertà per i prigionieri politici! Respingiamo il 155! Sciopero generale!

Pubblichiamo la traduzione del volantino che i compagni di Revolució, il giornale catalano della Tendenza marxista internazionale, stanno distribuendo in queste ore nelle proteste di massa contro l’arresto di otto ministri del governo catalano. La magistratura spagnola ha chiesto l’estradizione anche per Puidgemont e altri quattro ministri attualmente in Belgio. Anche l’ufficio di presidenza del Parlamento catalano è sotto inchiesta per aver permesso la discussione sulla dichiarazione d’indipendenza.

Nella Spagna del 21° secolo, sostenuta da tutta l’Unione europea, consentire che avvenga un dibattito in parlamento e perseguire la realizzazione di un elementare diritto democratico come quello dell’autodeterminazione è un reato. Tutta l’esperienza di questi ultimi due mesi in Catalogna dimostra che la conquista dei diritti democratici può arrivare solo tramite metodi rivoluzionari e la messa in discussione del sistema economico capitalista.

La reclusione senza cauzione degli otto membri del governo che si erano recati a testimoniare dinanzi all’Alta corte spagnola è uno scandalo assoluto e una grave violazione dei diritti democratici più elementari da parte del regime del ‘78. Ricordiamo che pagano per aver organizzato il referendum dell’indipendenza dal 1 ° ottobre, cioè per l’esercizio di un diritto democratico fondamentale che era stato approvato dal Parlamento della Catalogna.

Le accuse di “ribellione” e “sedizione” sono un retaggio del codice penale Franchista del 1944, mantenute senza modifiche da parte del regime del ‘78. Anche così, perché vi sia un reato di ribellione sarebbe necessaria una “sollevazione violenta”, che il Primo ottobre non si è verificata in nessun caso. Di ciò non sembrano preoccuparsi il procuratore o il giudice dell’Alta Corte nazionale. Si dimostra ancora una volta che stiamo assistendo a un processo politico contro i diritti democratici del popolo catalano e alla difesa di uno dei pilastri fondamentali del regime del 1978: l’unità della Spagna imposta con la forza e garantita dalle Forze Armate.

L’intenzione è chiara: utilizzare la repressione giudiziaria al suo massimo livello per impartire una lezione a coloro che hanno osato sfidarli.
Ogni democratico coerente ha il dovere di difendere senza titubanze gli imputati e chiedere la loro liberazione immediata, con il proscioglimento da tutte le accuse. Siamo radicalmente contro molte delle politiche sociali ed economiche che questo governo ha applicato, tuttavia, gli incarcerati non sono accusati di questo, ma di aver intrapreso misure concrete per esercitare il diritto democratico all’autodeterminazione. Ecco perché li difendiamo incondizionatamente contro la repressione dello Stato spagnolo. Ci riserviamo, naturalmente, il diritto di criticare le loro politiche e la loro inconsistenza nella difesa dei diritti democratici e nazionali della Catalogna, e la loro strategia inefficace di difesa della Repubblica proclamata il 27 ottobre.

Il regime del ‘78 ha dimostrato fermezza nella difesa dei suoi interessi reazionari. Dobbiamo rispondere allo stesso modo. Facciamo appello a partecipare in maniera massiccia alle manifestazioni di protesta che sono state già convocate oggi e domani, e nella cacerolada di questa sera alle 22 (ieri, ndt). Ma questo non basta; pensiamo che dobbiamo proseguire nelle mobilitazioni per chiedere la libertà dei prigionieri politici, respingere il 155 e lottare per rendere la Repubblica catalana una realtà.

È necessaria una risposta che passi attraverso massicce assemblee dei Comitati di Difesa della Repubblica (CDR) e la creazione di nuovi comitati dove ancora non esistano. Assemblee generali nelle università, il blocco delle attività nelle università e nei centri di studio domani, venerdì. Assemblee nei luoghi di lavoro, sempre domani. Lo sciopero generale degli studenti e manifestazioni in tutte le città! Una grande manifestazione nazionale domenica a Barcellona. Lunedi, sciopero generale per fermare il paese. Riunione nazionale del CDR, dei sindacati e delle organizzazioni per discutere una strategia di lotta continua e crescente per ottenere le nostre richieste.

Libertà senza accuse per i prigionieri politici!
Mobilizzazione di massa nelle piazze!
Respingiamo il 155!
Sciopero generale!
Facciamo diventare la Repubblica catalana una realtà con la lotta rivoluzionaria

REVOLUCIÓ – Corriente Marxista Internazionale
2 novembre 2017

Articoli correlati

Lo scioglimento dell’ETA: un passo avanti nella lotta per i diritti democratico-nazionali e per il socialismo nel Paese Basco

La decisione dell’ETA di sciogliersi dopo 60 anni di esistenza, è uno degli avvenimenti più importanti degli ultimi decenni in Spagna. Come marxisti valutiamo positivamente questo passo e siamo contenti di questa decisione, un sentimento condiviso da milioni di persone comuni in tutta la Spagna. D’altra parte, per ovvi motivi, la destra, le associazioni delle vittime del terrorismo ad essa collegate, l’apparato statale, così come i giornalisti e i sostenitori del regime, non nascondono la loro delusione per la notizia.

La questione catalana e la confusione della sinistra

Il movimento delle masse catalane per l’autodeterminazione, straordinario per i numeri, la partecipazione e l’organizzazione messa in campo, non solo incute terrore alle borghesie di tutta Europa, è anche incomprensibile nelle stanze sempre più anguste e misere della sinistra nostrana, che hanno scelto di attaccarlo e demonizzarlo.

Manifestazioni di massa in tutta la Catalogna

Questa mattina, Domenica 24 settembre, ci sono state manifestazioni di massa in tutta la Catalogna. A Barcellona c’erano migliaia di persone. E’ un evento molto significativo, dal momento che questo era il fine settimana della Mercé, una festività molto importante in Catalogna, per cui era lecito aspettarsi poca partecipazione. E invece, anche durante le celebrazioni e i concerti organizzati per la festa si sentivano cori spontanei scandire “Andremo a votare!” e “Indipendenza!”.

Spagna – La lotta dei portuali: “Nessun passo indietro!”

Il 6 marzo comincerà uno sciopero di nove giorni contro una riforma del settore portuario promossa dal governo di destra di Rajoy. Questa riforma prevede la distruzione dei diritti e delle condizioni dei portuali, liberalizzando i licenziamenti.

Spagna – Sciopero per il giorno della donna: “quasi una rivoluzione”

Quello che è successo in Spagna durante la giornata internazionale della donna lavoratrice è stato significativo. Un commentatore del quotidiano di Barcellona el Periodico lo ha definito “più che uno sciopero, quasi una rivoluzione”. Oltre 6 milioni di lavoratori, principalmente donne ma anche uomini, sono scesi in sciopero.

La lotta per la Repubblica catalana entra in una nuova fase

La proclamazione della Repubblica da parte del Parlamento catalano il 27 ottobre è stata di breve durata. Lo stato spagnolo era pronto a schiacciarla in maniera decisa mentre il governo catalano non aveva alcun piano né una strategia per difenderla. Tuttavia, questa, non è la fine del movimento.