Brasile – Le masse scendono in piazza contro Bolsonaro

Le enormi proteste svoltesi lo scorso 29 settembre in tutto il Brasile sono state l’ennesima dimostrazione della mobilitazione che sta crescendo contro il candidato alla presidenza di estrema destra, Bolsonaro. Queste manifestazioni sono state inizialmente convocate e organizzate dal gruppo di Facebook “Mulheres unidas contra Bolsonaro”, ma la notizia si è diffusa rapidamente attraverso internet e l’affluenza ai cortei è stata notevolmente più ampia.

Lo spezzone di Mulheres pelo socialismo a San Paolo

Il movimento “Mulheres pelo socialismo” e i compagni brasiliani di Esquerda marxista hanno partecipato ai cortei in molte città in tutto il paese, agitando lo slogan “# ElesNão” (loro non li vogliamo), rivolto a Bolsonaro e agli altri rappresentanti del capitale (vedi qui il volantino distribuito dai compagni).

Alcuni candidati borghesi “moderati” hanno addirittura dichiarato sostegno a queste dimostrazioni, ma in ultima analisi condividono lo stesso obiettivo: attaccare i diritti conquistati dalla classe operaia. Bolsonaro, che si presenta come un anticonformista, al di fuori del sistema, non è altro che frutto particolarmente putrefatto di quest’ultimo, caduto dall’albero del capitalismo.

Ci sono stati cortei in città grandi e piccole. L’ambiente militante era evidente tra i partecipanti e c’erano molti giovani. Ci sono state manifestazioni spontanee sui trasporti pubblici prima e dopo le cortei. Tuttavia, le espressioni organizzate della classe operaia erano scarse e la responsabilità è da addebitare alla direzione sindacale: sia per la demoralizzazione generata dai ripetuti tradimenti in ​​passato, sia per non aver mobilitato la propria vbase o spiegato chiaramente il carattere di classe della lotta contro Bolsonaro.

Il corteo a Porto Alegre

Queste elezioni sottolineano la polarizzazione sociale che si è sviluppata dal giugno 2013. Le manifestazioni Pro-Bolsonaro, sabato a Rio de Janeiro e la domenica in altre città, sono state significativamente più piccole di quelle contro di lui. La borghesia, spaventata da ciò che hanno visto, ha cercato di diminuire sulla stampa l’importanza delle manifestazioni di massa di sabato e confrontarle con le manifestazioni a favore di Bolsonaro del giorno successivo.

Gli eventi del 29 settembre sono stati un’altra dimostrazione che i giovani e la classe operaia non sono stati sconfitti e che la classe dominante sta quindi entrando in un campo minato. Un passo sbagliato potrebbe portare a un’esplosione della lotta di classe, ancora più imponente di quella del 2013.

Per questa prospettiva, i rivoluzionari devono prepararsi. Le elezioni non cambieranno la situazione attuale. Il prossimo presidente governerà in un periodo di instabilità. In modo che il sentimento anti-establishment non sia strumentalizzato dalla destra, dobbiamo costruire un’alternativa di sinistra, rivoluzionaria e socialista. Questa è la lotta portata avanti da Esquerda Marxista.

Leggi anche:

Articoli correlati

Senza categoria

Brasile: Unità in difesa dei diritti e delle conquiste dei lavoratori! Indipendenza e lotta di classe!

Il volantino diffuso da Esquerda marxista, la sezione brasiliana della Tmi, nel corteo dello scorso 31 marzo a San Paolo.

Brasile

Sciopero generale in Brasile: i lavoratori lottano contro il governo corrotto di Temer

Venerdì 28 aprile, i lavoratori e i sindacati brasiliani hanno realizzato il primo sciopero generale dopo oltre due decenni, protestando contro le misure di austerità e in particolare contro il drastico taglio delle pensioni portato avanti dal corrotto governo di Temer.

Brasile

Brasile – Lula, le elezioni e la lotta di classe nel 2018

In Brasile, contrariamente alla propaganda del governo, la crisi economica continua ad approfondirsi e l’unica soluzione per i capitalisti è quella di intensificare i loro attacchi contro la classe operaia. La crisi politica è profonda. Il governo di Temer ha raggiunto livelli record di impopolarità, le istituzioni sono screditate; i politici sono demoralizzati, la classe dominante è divisa.

Brasile

Brasile – Esquerda marxista chiede di aderire al PSOL

Nell’aprile scorso Esquerda marxista, la sezione brasiliana della Tendenza marxista internazionale, ha deciso, nella sua Conferenza Nazionale, di rompere con il PT (Partido do Trabalhadores), a fronte del processo irreversibile ed accelerato di liquidazione del partito come partito di classe.

Brasile

Lula – L’azione della Polizia Federale, del potere giudiziario e della stampa borghese e i loro obiettivi reazionari.

Esquerda Marxista condanna la misura coercitiva effettuata nei confronti di Lula affinchè deponesse in giudizio, verificatasi questo venerdì mattina (4 marzo), organizzata dalla Polizia Federale, insieme ai media borghesi, e la considera un attacco alle libertà democratiche.

Brasile

Brasile – Dopo l’impeachment, quali prospettive?

Con 61 voti a favore e 20 contro, è stato approvato da un Senato federale marcio l’impeachment di Dilma, e di conseguenza, il suo allontanamento definitivo dall’incarico. É il capitolo finale di questo processo iniziato a dicembre 2015, dall’ex-presidente della Camera dei Deputati, Eduardo Cunha.