5 Ottobre 2018

Brasile – Le masse scendono in piazza contro Bolsonaro

Le enormi proteste svoltesi lo scorso 29 settembre in tutto il Brasile sono state l’ennesima dimostrazione della mobilitazione che sta crescendo contro il candidato alla presidenza di estrema destra, Bolsonaro. Queste manifestazioni sono state inizialmente convocate e organizzate dal gruppo di Facebook “Mulheres unidas contra Bolsonaro”, ma la notizia si è diffusa rapidamente attraverso internet e l’affluenza ai cortei è stata notevolmente più ampia.

Lo spezzone di Mulheres pelo socialismo a San Paolo

Il movimento “Mulheres pelo socialismo” e i compagni brasiliani di Esquerda marxista hanno partecipato ai cortei in molte città in tutto il paese, agitando lo slogan “# ElesNão” (loro non li vogliamo), rivolto a Bolsonaro e agli altri rappresentanti del capitale (vedi qui il volantino distribuito dai compagni).

Alcuni candidati borghesi “moderati” hanno addirittura dichiarato sostegno a queste dimostrazioni, ma in ultima analisi condividono lo stesso obiettivo: attaccare i diritti conquistati dalla classe operaia. Bolsonaro, che si presenta come un anticonformista, al di fuori del sistema, non è altro che frutto particolarmente putrefatto di quest’ultimo, caduto dall’albero del capitalismo.

Ci sono stati cortei in città grandi e piccole. L’ambiente militante era evidente tra i partecipanti e c’erano molti giovani. Ci sono state manifestazioni spontanee sui trasporti pubblici prima e dopo le cortei. Tuttavia, le espressioni organizzate della classe operaia erano scarse e la responsabilità è da addebitare alla direzione sindacale: sia per la demoralizzazione generata dai ripetuti tradimenti in ​​passato, sia per non aver mobilitato la propria vbase o spiegato chiaramente il carattere di classe della lotta contro Bolsonaro.

Il corteo a Porto Alegre

Queste elezioni sottolineano la polarizzazione sociale che si è sviluppata dal giugno 2013. Le manifestazioni Pro-Bolsonaro, sabato a Rio de Janeiro e la domenica in altre città, sono state significativamente più piccole di quelle contro di lui. La borghesia, spaventata da ciò che hanno visto, ha cercato di diminuire sulla stampa l’importanza delle manifestazioni di massa di sabato e confrontarle con le manifestazioni a favore di Bolsonaro del giorno successivo.

Gli eventi del 29 settembre sono stati un’altra dimostrazione che i giovani e la classe operaia non sono stati sconfitti e che la classe dominante sta quindi entrando in un campo minato. Un passo sbagliato potrebbe portare a un’esplosione della lotta di classe, ancora più imponente di quella del 2013.

Per questa prospettiva, i rivoluzionari devono prepararsi. Le elezioni non cambieranno la situazione attuale. Il prossimo presidente governerà in un periodo di instabilità. In modo che il sentimento anti-establishment non sia strumentalizzato dalla destra, dobbiamo costruire un’alternativa di sinistra, rivoluzionaria e socialista. Questa è la lotta portata avanti da Esquerda Marxista.

Leggi anche:

Articoli correlati

I dipendenti comunali di Florianopolis, esempio di lotta contro gli attacchi!

Dopo 38 giorni di sciopero, di fronte a una pressione brutale da parte dei media, alle minacce di reclusione dei dirigenti del sindacato Sintrasem, e alte giornaliere fino a 100mila reais, i lavoratori hanno imposto un enorme passo indietro al Sindaco e al consiglio comunale di Florianópolis.

L’arresto di Lula – Crisi al vertice, resistenza e i nostri compiti

Esquerda Marxista si oppone alla condanna e all’incarcerazione di Lula senza prove e difende il suo diritto di essere candidato alla Presidenza. Allo stesso tempo ci opponiamo a un “fronte per la democrazia” a scopo elettorale che metterebbe assieme il PSOL, il PT e i partiti borghesi come il PSB o il PDT e che continuerebbe a portare avanti una politica di collaborazione di classe.

Scuole occupate: in Brasile vince la lotta!

Dopo tre mesi di mobilitazioni e diverse settimane di occupazioni scolastiche, gli studenti dello Stato di San Paolo (Brasile) sono riusciti a respingere il piano di “riorganizzazione scolastica” presentato dal governo statale del Psdb, partito della borghesia brasiliana, guidato dal governatore Alckmin.

Brasile – Uno tsunami contro i tagli all’istruzione, il governo Bolsonaro può essere cacciato!

Il 15 maggio in Brasile si è assistito a uno tsunami di manifestanti che si è abbattuto contro i tagli all’istruzione e la controriforma delle pensioni. Più di 1,5 milioni di persone hanno riempito le strade di oltre 200 città in tutto il paese e lo slogan “Fora Bolsonaro” (Via Bolsonaro) ha risuonato ampiamente in tutte le piazze.

Brasile: in difesa delle libertà democratiche e sindacali e dei diritti dei lavoratori

Il Sintrasem, sindacato dei lavoratori municipali di Florianópolis, è sotto l’attacco dell’amministrazione comunale e della magistratura. Serve la solidarietà internazionale!

Brasile – Un hacker minaccia un compagno dirigente di Esquerda marxista e la sua famiglia

La sezione brasiliana della Tendenza Marxista Internazionale ha subito un attacco online da parte di un individuo anonimo, che voleva mettere a tacere le nostre idee rivoluzionarie. La TMI desidera inviare il nostro pieno sostegno e solidarietà ai compagni brasiliani di Esquerda Marxista e al compagno Johannes Halter, che hanno subito minacce personali, nonchè nei confronti della sua famiglia. Chiediamo a tutti i nostri lettori di sostenere la campagna inviando messaggi di solidarietà a [email protected]