23 Gennaio 2016

Bormioli – Difendiamo la lotta dei facchini, la lotta di tutti i lavoratori

La manifestazione e lo sciopero organizzati da alcuni funzionari Cgil a Fidenza contro la lotta dei facchini sono cose che mai avremmo voluto vedere.
Che la Cgil alimenti una guerra tra poveri dividendo i lavoratori, e quindi indebolendoli tutti a beneficio dei padroni, è qualcosa di davvero indecoroso. Non a caso, all’iniziativa del gruppo dirigente della Cgil hanno applaudito non solo il sindaco e i parlamentari Pd, ma anche la Lega Nord e Fratelli d’Italia che della divisione dei lavoratori, della guerra tra poveri e del razzismo (tutti i facchini della Bormioli sono lavoratori migranti) hanno fatto le loro bandiere.

Ruolo dei funzionari sindacali dovrebbe essere difendere i diritti di chi lavora, farsi portavoce delle loro rivendicazioni. E questo dovrebbe valere a maggior ragione quando si ha un cambio d’appalto in cui la cooperativa che subentra non vuole garantire tutti quei diritti che erano in vigore fino al giorno prima. Un accordo peggiorativo che i facchini hanno rifiutato!

Come è possibile che la metà (se non di più) dei lavoratori coinvolti nella vertenza siano ancora in lotta per mantenere le precedenti condizioni di lavoro e la Cgil non si preoccupi nemmeno di confrontarsi con loro, puntando invece ad isolarli e a dividerli? Contrapporre i lavoratori significa indebolire la forza della classe lavoratrice, renderli tutti maggiormente ricattabili agli occhi del padrone.

Con quale coerenza la più grande organizzazione sindacale italiana può promuovere una “Carta dei diritti universali del lavoro”, ponendo l’attenzione anche sulle tutele nel caso di appalti e subappalti, per poi, sul territorio, ignorare i diritti acquisiti durante un cambio d’appalto e mettere in piedi una manifestazione contro quei lavoratori che quei diritti li rivendicano?
La manifestazione di venerdi 22 Gennaio è stata rivendicata come presidio democratico. Ci chiediamo perchè la Cgil quando il presidio dei facchini veniva sgomberato e caricato dalle forze dell’ordine, non abbia espresso una sola parola a difesa del diritto democratico di “quei”lavoratori a manifestare e lottare.
E’ irresponsabile la strumentalizzazione che il gruppo dirigente della Cgil sta facendo di questa lotta, incolpando i lavoratori e gli attivisti politici solidali di mettere in pericolo il futuro lavorativo di tutti gli altri lavoratori della Bormioli. Squalificare la sforzo di questa lotta e di chi la sostiene è grave.

I lavoratori tutti meritano un gruppo dirigente all’altezza dello scontro che pone questa fase. Dobbiamo lavorare e lottare per cambiare questo gruppo dirigente ormai poco credibile, che si riempie la bocca di democrazia e che non si fa scrupoli nel fare il gioco del padrone, perchè il sindacato faccia sue le parole d’ordine dell’unità e del protagonismo dei lavoratori, tutti!
La lotta dei facchini oggi è domani la lotta di tutti i lavoratori della Bormioli e di tutta la classe lavoratrice.

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