Bormioli – Difendiamo la lotta dei facchini, la lotta di tutti i lavoratori

La manifestazione e lo sciopero organizzati da alcuni funzionari Cgil a Fidenza contro la lotta dei facchini sono cose che mai avremmo voluto vedere.
Che la Cgil alimenti una guerra tra poveri dividendo i lavoratori, e quindi indebolendoli tutti a beneficio dei padroni, è qualcosa di davvero indecoroso. Non a caso, all’iniziativa del gruppo dirigente della Cgil hanno applaudito non solo il sindaco e i parlamentari Pd, ma anche la Lega Nord e Fratelli d’Italia che della divisione dei lavoratori, della guerra tra poveri e del razzismo (tutti i facchini della Bormioli sono lavoratori migranti) hanno fatto le loro bandiere.

Ruolo dei funzionari sindacali dovrebbe essere difendere i diritti di chi lavora, farsi portavoce delle loro rivendicazioni. E questo dovrebbe valere a maggior ragione quando si ha un cambio d’appalto in cui la cooperativa che subentra non vuole garantire tutti quei diritti che erano in vigore fino al giorno prima. Un accordo peggiorativo che i facchini hanno rifiutato!

Come è possibile che la metà (se non di più) dei lavoratori coinvolti nella vertenza siano ancora in lotta per mantenere le precedenti condizioni di lavoro e la Cgil non si preoccupi nemmeno di confrontarsi con loro, puntando invece ad isolarli e a dividerli? Contrapporre i lavoratori significa indebolire la forza della classe lavoratrice, renderli tutti maggiormente ricattabili agli occhi del padrone.

Con quale coerenza la più grande organizzazione sindacale italiana può promuovere una “Carta dei diritti universali del lavoro”, ponendo l’attenzione anche sulle tutele nel caso di appalti e subappalti, per poi, sul territorio, ignorare i diritti acquisiti durante un cambio d’appalto e mettere in piedi una manifestazione contro quei lavoratori che quei diritti li rivendicano?
La manifestazione di venerdi 22 Gennaio è stata rivendicata come presidio democratico. Ci chiediamo perchè la Cgil quando il presidio dei facchini veniva sgomberato e caricato dalle forze dell’ordine, non abbia espresso una sola parola a difesa del diritto democratico di “quei”lavoratori a manifestare e lottare.
E’ irresponsabile la strumentalizzazione che il gruppo dirigente della Cgil sta facendo di questa lotta, incolpando i lavoratori e gli attivisti politici solidali di mettere in pericolo il futuro lavorativo di tutti gli altri lavoratori della Bormioli. Squalificare la sforzo di questa lotta e di chi la sostiene è grave.

I lavoratori tutti meritano un gruppo dirigente all’altezza dello scontro che pone questa fase. Dobbiamo lavorare e lottare per cambiare questo gruppo dirigente ormai poco credibile, che si riempie la bocca di democrazia e che non si fa scrupoli nel fare il gioco del padrone, perchè il sindacato faccia sue le parole d’ordine dell’unità e del protagonismo dei lavoratori, tutti!
La lotta dei facchini oggi è domani la lotta di tutti i lavoratori della Bormioli e di tutta la classe lavoratrice.

Articoli correlati

Corrispondenze Operaie

Castelfrigo: le cariche e le intimidazioni non fermano la lotta

Alla Castelfrigo è ripreso lo sciopero ad oltranza con presidio, dopo che l’azienda ha interrotto in maniera unilaterale le trattative.

Corrispondenze Operaie

Vertenza MA.CA. : vince il protagonismo dei lavoratori!

Reintegrati tutti gli operai licenziati da MA.CA nella ex RMC ed ex RMB!

Corrispondenze Operaie

Cronache dalla Crisi – ISEM di Vigevano: flessibilità, esternalizzazioni e cassa integrazione

Pubblichiamo volentieri un’intervista a un delegato sindacale della Isem di Vigevano fatta dai nostri compagni di Sinistra Classe Rivoluzione di Pavia. È un esempio di sfruttamento della classe lavoratrice da parte di una proprietà senza scrupoli.

Corrispondenze Operaie

A proposito della lotta all’outlet di Serravalle Scrivia

C’è un luogo dove la vertenza contro la liberalizzazione degli orari è salita alla ribalta nazionale e i lavoratori hanno preteso a gran voce dai sindacati che per Pasqua lo sciopero fosse uno sciopero vero. Questo posto è l’outlet di Serravalle Scrivia, un immenso centro commerciale, il più grande d’Europa con 2.500 dipendenti di proprietà di una multinazionale americana.

Corrispondenze Operaie

MODENA – Gli operai non sono “carne da macello”, e nemmeno criminali!

Anche a Modena, come nel resto d’Italia, nelle fabbriche e nei magazzini cresce la rabbia operaia contro la mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro. In questo contesto, è gravissimo che all’Emiliana Serbatoi di Campogalliano, durante uno sciopero per rivendicare condizioni minime di sicurezza, la polizia sia intervenuta in anti-sommossa, portando in Questura il coordinatore provinciale del Si-Cobas, Enrico Semprini, ed altri sette lavoratori di quell’azienda.

Corrispondenze Operaie

Proges – Come perdere una lotta senza sparare un colpo

Quando una cooperativa perde un appalto in favore di un’altra, quella subentrante è obbligata per legge all’assunzione dei lavoratori che sono impiegati in quel cantiere alle stesse condizioni a cui