14 gennaio 2016

Bormioli – Contro la repressione, allargare il fronte della lotta!

Fidenza (Pr) – Dal 23 dicembre i facchini dello stabilimento Bormioli sono scesi in sciopero, con presidio all’ingresso della fabbrica. La lotta dei facchini è iniziata per rivendicare, di fronte al cambio di cooperativa presso la quale sono assunti, il mantenimento delle loro condizioni di lavoro.

La cooperativa subentrante non vuole riconoscere l’attuale inquadramento di livello dei lavoratori e la loro anzianità di servizio. Tutto azzerato. Pretende inoltre la completa disponibilità al trasferimento degli addetti, anche fuori provincia.

La risposta ai facchini in lotta è stato un brutale atto repressivo da parte della polizia. I lavoratori e gli attivisti presenti al picchetto davanti allo stabilimento sono stati prelevati dalla celere per essere portati in questura, identificati e denunciati per occupazione di proprietà privata.

Il giorno precedente allo sgombero, la cooperativa è giunta all’accordo con CGIL e CISL, i confederali hanno sottoscritto il contratto che mette nero su bianco le pretese della cooperativa, contratto ritenuto invece inaccettabile dal SI COBAS, sindacato a cui i facchini in mobilitazione fanno riferimento.

Nei giorni seguenti la RSU della Bormioli di Fidenza ha prodotto un comunicato in cui la lotta dei facchini viene ritenuta assurda e scriteriata. La realtà è che di fronte all’arroganza padronale non sempre si può abbassare la testa, alimentare una contrapposizione tra lavoratori può essere utile solo solo ai padroni, non certo agli stessi lavoratori, nemmeno a quelli più tutelati che da un momento all’altro potrebbero vedersi togliere diritti con il ricatto che c’è chi è meno garantito di loro.

L’azione repressiva messa in campo rappresenta un attacco alla legittimità della lotte dei lavoratori per il miglioramento (o mantenimento, come in questo caso) delle condizioni di lavoro. La repressione va contrastata allargando il fronte della lotta. Da ogni sindacato e da ogni attivista sindacale sul territorio dovrebbe esserci la condanna di atti repressivi come questo. Ci deve essere il ritiro delle denunce e la piena solidarietà alla mobilitazione in corso.

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