Bonfiglioli, la lotta paga

Nello stabilimento “B7” di Vignola della ditta Bonfiglioli, azienda tra le più importanti a livello mondiale nella produzione di motoriduttori, pochi giorni fa è stata data comunicazione alla Rsu della rimozione e sostituzione del Direttore di stabilimento (Ds). Tale scelta da parte aziendale è avvenuta dopo alcuni gravi episodi di comportamento anti-sindacale da parte del direttore cui i lavoratori hanno risposto con la adesione totale a diverse iniziative di sciopero proclamate dalla Rsu.
 
L’episodio più grave è avvenuto quando durante l’assemblea annuale sulla sicurezza il Ds, alle obiezioni sollevate dal Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza, aveva risposto insultandolo di fronte a tutti con l’epiteto di “mafioso”. A questo erano seguiti altri episodi di palese provocazione ed intimidazione nei confronti dei componenti della Rsu culminati con l’ingresso in fabbrica di un pool di avvocati aziendali che si erano permessi di “chiedere” a diversi lavoratori singolarmente di rilasciare deposizioni scritte e firmate in merito al “clima aziendale” senza che ne fossero chiare le finalità, ma con l’evidente intento di trovare un pretesto per poter licenziare o reprimere o intimidire i delegati sindacali.

Ad ogni episodio di tal genere i lavoratori hanno risposto con scioperi immediati cui ha aderito il 90-95 per cento degli operai. Il clima di unità e compattezza dei lavoratori nel sostenere i propri delegati sindacali ha infine indotto l’azienda a cedere all’unica rivendicazione fin dall’inizio avanzata da Rsu e Fiom: appunto rimuovere il Direttore.
Questo episodio dimostra che ogni delegato che si sente solo e sotto pressione nella propria azienda ha una sola, vera ed efficace arma di difesa per rispondere agli abusi ed all’arroganza padronale. 
Quest’arma sono i lavoratori uniti nella lotta.

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