27 Agosto 2020

BlackLivesMatter – Il ferimento di Jacob Blake riaccende la rabbia che covava sotto la brace

Un altro uomo di colore disarmato è stato ferito con colpi d’arma da fuoco dalla polizia, questa volta a Kenosha, nel Wisconsin. Il video della sparatoria, divenuto ormai virale, inizia con Jacob Blake che cammina intorno alla sua macchina per aprire la portiera dalla parte del conducente per salire, seguito immediatamente da due poliziotti. Uno dei poliziotti afferra da dietro la maglietta di Blake, tirandolo per impedirgli di entrare nel suo veicolo, e quasi immediatamente inizia a sparare a distanza ravvicinata, sparando sette colpi alla schiena di Blake. Non sono stati mostrati nel video i bambini piccoli di Blake seduti sul sedile posteriore. Blake è stato ricoverato in ospedale e suo padre afferma che rimarrà paralizzato dalla vita in giù.

Quella stessa notte sono scoppiate le proteste a Kenosha, una piccola città situata sul lago Michigan tra Chicago e Milwaukee, con una popolazione di poco più di 100mila persone. La rabbia si è intensificata quando automobili, piccoli negozi ed edifici governativi sono stati dati alle fiamme durante due notti di proteste. In risposta, la polizia ha eretto barricate, lanciato gas lacrimogeni e caricato con violenza i manifestanti.

Fino a poco tempo fa, sarebbe stato difficile immaginare una simile esplosione sociale in questa sonnolenta cittadina di pendolari. Ma quest’estate le massicce proteste di Black Lives Matter hanno svelato la rabbia intensa provata da milioni di persone per la grave iniquità del mondo in cui viviamo.

Il divario tra città e campagna in America, che un tempo sembrava insormontabile, si sta incrinando mentre la violenza del capitalismo e del suo stato emerge in ogni angolo del paese. Scene di brutale repressione, che in precedenza erano in gran parte ignorate dai media, sono ora sempre più vissute direttamente o filmate affinché tutti ne possano essere testimoni. Dopo mesi di pandemia mal gestita, associata a una crisi economica paralizzante, Washington rimane paralizzata e ci sono pochi sentimenti positivi nei confronti del governo degli Stati Uniti da trovare ovunque nel paese.

Ai manifestanti di Kenosha si sono aggiunti si sono aggiunti nelle 48 ore seguenti manifestazioni a Madison, New York e Minneapolis, dove sono stati arrestati cinque manifestanti. A Minneapolis, le piccole proteste che continuano per la morte di George Floyd sono andate avanti per settimane senza arresti, violenze o danni alla proprietà. La ricomparsa della polizia a queste proteste e l’immediata repressione a Kenosha indicano che vogliono disperatamente reprimere il movimento prima che decolli di nuovo.

Nella terza notte di proteste, la posta in gioco si è fatta più alta quando un piccolo gruppo di uomini armati “a guardia” di una stazione di servizio ha sparato ai manifestanti, uccidendo due persone e ferendone un’altra, dopo che la folla si era per lo più dispersa per la notte,.

Questi vigilantes isolati non hanno assolutamente nulla a che fare con i comitati e le pattuglie di difesa del quartiere sorti a Minneapolis all’indomani delle proteste per George Floyd. Quei comitati sono nati per proteggere organicamente le attività da cui dipendono i lavoratori nei loro quartieri, in particolare nei quartieri poveri e neri. Nonostante queste pattuglie fossero in molti casi armate, l’unica sparatoria avvenuta durante le proteste di Minneapolis è avvenuta prima che queste stesse pattuglie fossero costituite. Al contrario, le “guardie” a Kenosha erano individui di destra che volevano aiutare Trump a imporre “legge e ordine” attraverso la logica del giustiziere in stile selvaggio West.

In risposta, il governatore del Wisconsin Tony Evers vuole raddoppiare il numero delle truppe della Guardia Nazionale nelle strade. Tuttavia, se l’esperienza passata serve a qualcosa, eventuali forze dell’ordine statali aggiuntive verranno utilizzate per reprimere ancor di più i manifestanti, non certo gli estremisti di destra. Dovremmo ricordare che l’ascesa dell’alt-right (destra alternativa) non è solo in funzione dell’operato di Donald Trump, ma anche di quello di Clinton, Obama e Biden. Trump è una conseguenza della polarizzazione politica generale e del decadimento del sistema capitalista.

Non è un dettaglio senza importanza che questo attacco sia avvenuto molto tempo dopo che la folla in strada si era ridotta di numero. Questi codardi reazionari armati sanno che non avrebbero alcuna possibilità – armati o no – contro una protesta nel suo momento più alto.

Come a Minneapolis e altrove, la questione della difesa delle mobilitazioni contro gli organi repressivi ufficiali e non ufficiali dello Stato capitalista, attraverso l’azione collettiva dei lavoratori, sta diventando sempre più importante. Il potenziale per la creazione di comitati di difesa di quartiere per proteggere e forgiare l’unità della classe operaia a Kenosha è enorme. Ma non possiamo dipendere dal movimento per creare spontaneamente queste strutture, come a Minneapolis. Anche lì, la loro comparsa non è stata del tutto spontanea. Gruppi piccoli ma strutturati come NAACP (National Association for the Advancement of Colored People) e AIM (American Indian Movement), che godevano della fiducia dei manifestanti, erano già presenti e hanno preso l’iniziativa di formare o espandere i comitati esistenti. Questo è il motivo per cui disporre di una direzione rivoluzionaria, preparata in anticipo, con un impegno implacabile per l’indipendenza di classe è così importante.

Gli agenti di polizia che hanno usato il taser e poi sparato a Jacob Blake, hanno 30 giorni di tempo per presentare un rapporto, in attesa che diminuisca il clamore, il tutto comodamente mentre sono stati sospesi. Ma la brace è ancora calda per le proteste di questa estate. La notte prima che Blake venisse ferito, sono iniziate le proteste per un’altra sparatoria ad opera della polizia a Lafayette, in Louisiana, dopo che i poliziotti avevano ucciso Trayford Pellerin davanti a un minimarket. Nel frattempo, le proteste a Louisville, Portland e Minneapolis continuano a radunare piccole folle.

Le autorità chiedono continuamente alle persone di aspettare che il processo legale faccia il suo corso. Ciò significa riporre la nostra fiducia nello stesso apparato statale che ha commesso il crimine. Derek Chauvin, l’ufficiale che ha ucciso George Floyd, ha un’udienza fissata davanti al tribunale per l’8 marzo 2021: un sacco di tempo, sperano, perché la gente possa dimenticare e farsi prendere dalla routine quotidiana. Ma quando ogni settimana emergono nuove vittime del terrore della polizia, non possono fare continuamente appelli alla pazienza e sperare che la gente li segua. L’appello del sindacato di polizia ad “aspettare fino a quando non avremo tutti i fatti” potrebbe anche essere rivolto a una donna incinta che è entrata in travaglio. La necessità di cambiare la società è attesa da tempo e il semplice ripetere la parola “aspetta” non può fermare le convulsioni o il corso della natura.

Molti democratici hanno twittato la loro condanna della sparatoria. Joe Biden ha chiesto un’indagine. Anche prima che Blake fosse colpito, il sindaco democratico di Kenosha ha dichiarato che il razzismo è una questione di salute pubblica. Ma le persone in tutto il paese hanno visto esattamente come il governo affronta le questioni di salute pubblica come il COVID-19 – in modo bipartisan, rilasciando grandi dichiarazioni senza fare nulla di sostanziale.

La miriade di crisi industriali e occupazionali che colpiscono duramente lavoratori e poveri ha portato a esplosioni sociali in una città dopo l’altra negli ultimi mesi. Ora la piccola città Kenosha è all’epicentro, con auto ed edifici in fiamme, e una grandinata di lacrimogeni e proiettili di gomma.

Il presidente Trump ha rimproverato il governatore dell’Oregon per non aver richiesto l’arrivo della Guardia Nazionale per reprimere il “Wall of Moms” (gruppi di madri e di donne fra le protagoniste dei cortei di Blacklivesmatter, ndt) di Portland. Ma il governatore democratico del Wisconsin non ha perso tempo a richiamare la stessa Guardia Nazionale per “mantenere l’ordine”. Entrambe le parti concordano, in pratica, sul mantenimento di una forza armata ben finanziata e sempre disponibile da utilizzare contro la classe operaia in caso di rivolta.

Martin Luther King, Jr. una volta ha detto che “una rivolta è il linguaggio di chi non è ascoltato”. Finché le grida di “Non riesco a respirare!” sono ignorate dal Partito Democratico capitalista, che offre solo modifiche di facciata, esplosioni di rabbia di massa saranno la nuova normalità.

Ma finché il movimento rimane senza una direzione, sarà senza una prospettiva. Senza uno sbocco per sfogare in maniera produttiva la rabbia repressa, la disorganizzazione lascia spazio alle azioni individuali, a cricche che non rendono conto a nessuno delle proprie azioni e provocatori che confondono ulteriormente le cose tramite la distruzione di piccole proprietà. Come marxisti, non difendiamo la proprietà privata dal vandalismo come fanno i capitalisti. Un’auto o una banca in fiamme non si possono paragonare in alcun modo agli orrori inflitti in maniera sistematica a miliardi di persone dal sistema basato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione. Ma tali metodi non possono offrire una via d’uscita dall’impasse sociale che minaccia di trascinare l’intera umanità nell’abisso.

I sindacati in Wisconsin e Illinois devono prendere l’iniziativa. Solo in questi due stati, ci sono oltre un milione di lavoratori iscritti ai sindacati. I vertici sindacali dovrebbero sfruttare questa grande base militante e le loro risorse per coordinare la formazione dei comitati di autodifesa dei lavoratori locali, da collegare a livello regionale e poi nazionale. Dovrebbero iniziare immediatamente la preparazione di uno sciopero generale in tutto lo stato. Tali misure potrebbero permettere un controllo reale sull’uso della violenza da parte dello Stato. I lavoratori nel Minnesota, nell’Oregon e in altre parti del paese risponderebbero con entusiasmo un invito all’azione del genere. Ciò preparerebbe il terreno per uno sciopero generale a livello nazionale che metterebbe in discussione l’intero status quo.

Invece, la direzione dei sindacati sta cercando disperatamente di incanalare l’energia del movimento verso il voto per i democratici come Joe Biden, un “riformatore” del welfare favorevole alla segregazione che si è schierato apertamente contro la modesta richiesta di diminuire anche solo parzialmente i fondi destinati alla polizia. Per non parlare della sua compagna nella competizione elettorale, Kamala Harris, l’ex “capo poliziotto” della California. I lavoratori di tutto il paese si sono riversati nelle strade a milioni, spinti dalla convinzione che un’offesa a uno sia un’offesa a tutti: è tempo che la leadership sindacale si metta al passo col movimento!

Combattiamo il ​​razzismo con la solidarietà della classe operaia: prepariamo lo sciopero generale!

Rompiamo con entrambi i partiti capitalisti razzisti – per un partito socialista di massa della classe operaia!

 

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