26 Giugno 2020

Bartolini – Il focolaio provocato dai padroni

Quando il Covid-19 sembrava essere stato debellato, almeno per i mass-media nazionali e locali, ieri è giunta la notizia di un focolaio alla Bartolini, nella sua sede alla periferia di Bologna. I positivi sono 64, tra i magazzinieri, familiari e conoscenti. Ma il numero inevitabilmente crescerà.

L’azienda alza le mani e spiega di essere intervenuta subito. Ma, scavando un poco sotto la superficie, emerge la verità. È stata solo la mobilitazione dei lavoratori, con uno sciopero proclamato dal SiCobas dopo che due lavoratori erano risultati positivi, a far chiudere il magazzino, lo scorso 18 giugno. L’intervento a sorpresa dell’Asl, sempre conseguente alla denuncia del SiCobas, ha rilevato mancanze e violazioni delle prescrizioni anti-covid.

Non tutti portavano la mascherina – riferisce Pandolfi, dirigente Ausl all’agenzia Dire – non era sempre garantito il rispetto delle distanze e c’erano alcune mancanza anche sulla gestione dei locali in termini di pulizia”. Il tutto è riassunto dalle parole: “Il problema è che le regole vanno rispettate”.

Ma chi è che non rispetta le regole? Quali sono le condizioni di lavoro nei magazzini della logistica o per i fattorini? Da anni vengono denunciate dai lavoratori l’estremo sfruttamento e la precarietà in questo settore mentre i profitti sono schizzati alle stelle: nel solo 2019 l’e-commerce ha visto una crescita del fatturato del 17% e nel mese di aprile 2020 c’è stata un’impennata del settore nell’85% rispetto all’anno precedente.

Bartolini si difende nella maniera più classica da manuale dei padroni della logistica, spiegando che i lavoratori contagiati “non erano dipendenti diretti”. Come se la pratica di dividere i lavoratori tra appalti e subappalti di finte cooperative, non fosse stata avviata dai padroni stessi per sfruttare al massimo la manodopera!

Il problema non è solo bolognese, secondo l’Inail nei primi 15 giorni di giugno sono 2mila i nuovi contagi sul lavoro. Ma sicuramente il caso Bartolini è emblematico della strategia adottata dal Presidente della Regione Bonaccini, fra i principali fautori del “riapriamo tutto” a livello nazionale. Per comprendere quanto la priorità della salute pubblica sia stata dimenticata dai governi e dai padroni del vapore, oggi tutti i titoli dei principali quotidiani locali esprimevano preoccupazioni per “il ritardo nelle consegne”, conseguente alla scoperta del focolaio, e solo in caratteri molto piccoli dava conto delle condizioni sanitarie dei lavoratori colpiti.

D’altra parte, la sede di Bartolini non è mai stata chiusa completamente. Ad oggi è clamorosamente chiuso solo il magazzino, ma autisti e impiegati continuano a lavorare, con l’aggiunta di una cooperativa di supporto per garantire le consegne. L’Ausl al momento del controllo a sorpresa non ha applicato alcuna sanzione all’azienda, ma solo qualche bonaria “prescrizione”.

La vicenda insegna due cose: se oggi è venuto alla luce un focolaio in città è solo grazie al protagonismo e alla lotta dei lavoratori, dobbiamo restare vigili a tutela della nostra salute, nessuno lo farà al posto nostro; secondo, ma non per importanza, che da quando la pandemia è scoppiata, il capitalismo ha dimostrato di essere più interessato al profitto che alla salute dei lavoratori, delle loro famiglie e della popolazione intera.

È un sistema che mette a rischio le nostre vite e che deve essere cambiato!

Articoli correlati

Rinnovo contratto merci e logistica – Fermiamo l’attacco padronale!

Il volantino che i militanti di Sinistra classe rivoluzione diffonderanno il 30 e 31 ottobre nei presidi e nei cortei dei lavoratori del settore Merci e Logistica, in sciopero per il rinnovo del contratto!

Col Giubileo alle porte,‭ ‬a Roma continuano le mobilitazioni nei trasporti

Dieci giorni di sciopero nei trasporti pubblici a Roma che hanno completamente paralizzato le linee periferiche:‭ ‬92‭ ‬ferme sulle‭ ‬103‭ ‬gestite da‭ ‬Roma TPL‭ (‬la società che gestisce le tratte di periferia‭)‬.

Gls Piacenza – I padroni forzano il picchetto, operaio muore investito: avanti con la lotta!

La notte scorsa a Montale in provincia di Piacenza un tir, con l’intento di forzare un picchetto, ha travolto e ucciso uno dei lavoratori in lotta, ferendone un altro.

Strage di Viareggio – Intervista a Riccardo Antonini

Martedì 31 gennaio c’è stata la sentenza di 1° grado per la strage ferroviaria del 29 giugno 2009 in cui persero la vita 32 persone. 7 anni e mezzo per la prima condanna. Abbiamo intervistato Riccardo Antonini, ferroviere addetto alla manutenzione, licenziato il 7 novembre 2011 per l’impegno a fianco dei familiari.

L’impotenza dell’OMS e le relazioni tra Cina e Stati Uniti

La crisi del COVID-19 sta mettendo in luce i limiti delle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e l’OMS, intrappolati tra gli interessi dell’imperialismo statunitense e cinese in competizione tra loro. Come un ombrello pieno di buchi, sono inutili proprio quando sarebbero più necessarie.

Logistica – Lo sciopero è stato un successo: ora la parola ai lavoratori!

Che lo sciopero di Cgil, Cisl e Uil del 30 e 31 ottobre per il rinnovo del contratto merci e logistica sia andato bene lo si capisce anche dalle dichiarazioni delle associazioni padronali che la sera del 31 ottobre hanno fatto sapere di “essere disponibili a riaprire il confronto per trovare al più presto un accordo”. Considerando l’arroganza precedente è evidente che hanno subìto il colpo.