24 Settembre 2018

Argentina – Via Macri e il Fondo monetario internazionale!

Dichiarazione della Corriente Socialista Militante verso lo sciopero generale del 25 settembre

Le mense popolari sono pericolose. Intorno ad esse si intrecciano legami di empatia, di vicinanza, si guarda all’altro o all’altra negli occhi e riconosce così la stessa fame, la stessa rabbia o lo stesso dolore.
Le mense popolari odorano di rivoluzione. E davvero. A quella verità che vogliono nascondere con bulldozer, quaderni e discorsi registrati, ma che sfugge loro ogni volta che alcune mani tendono un piatto e altre mani lo riempiono, e si scambiano le occhiate fra le pentole e dicono che No, che così non va, che con la fame non si scherza e con la dignità tantomeno.”* Cecilia Solà

Siamo di fronte a un colossale trasferimento di reddito dalle nostre tasche a quelle di un pugno di capitalisti. Pertanto, la formidabile capacità creativa di milioni di lavoratori prende il volo attraverso una serie di meccanismi a beneficio di un pugni di imprenditori. Questa gigantesca operazione ha luogo sotto la stretta supervisione e gestione del Fondo Monetario Internazionale.

I capitalisti attraverso una serie di meccanismi hanno trasferito fuori dal paese 13.6 miliardi di dollari, solo nel 2018. Il debito pubblico e privato dell’Argentina è superiore al 78% del PIL, una percentuale raggiunta in soli 32 mesi.
Dall’inizio del suo mandato nel 2015, il governo di Cambiemos ha permesso una fuga di capitali, sommati agli utili delle multinazionali straniere, pari a 56,9 miliardi di dollari

L’economia si è contratta del 4,2% nel secondo trimestre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, colpita dal crollo delle esportazioni a causa della siccità nei campi e dal calo dei consumi, come ha riportato l’Indec (Istituto nazionale di Statistica, ndt) ieri. È il peggior risultato dal terzo trimestre 2014. (Pagina 12 20/09/18)

Mentre si stima che il salario si ridurranno nel 2018 del 16%, (sommato alle migliaia di licenziamenti e al peggioramento condizioni di lavoro), Paolo Rocca (amministratore delegato di Techint, ndt) esige che i salari diminuiscano ancora di più, chiedendo ai dirigenti sindacali un’assunzione di responsabilità.

La legge di bilancio proposta per il 2019 contiene un offensiva capitalista con pochi precedenti nei confronti dei lavoratori e dei settori popolari. Dobbiamo essere pienamente consapevoli che affinché ciò succeda, i capitalisti e il loro Stato devono infliggere una sconfitta al movimento di massa, alla classe operaia, ai settori popolari e ai giovani, in modo che in seguito ad essa accettiamo senza batter ciglio le peggiori condizioni di vita e di lavoro, e allo stesso modo accettiamo senza battere ciglio che un pugno di capitalisti sempre più ricchi ci dicano come vivere e lavorare.

Il governo reazionario di Macri e il regime politico nel suo complesso hanno rivelato la loro bancarotta e un’incapacità completa di risolvere la profonda crisi del capitalismo argentino, che minaccia di far precipitare milioni di persone nella povertà e nella miseria.
Ma abbiamo un altro fattore a cui dovremmo prestare attenzione. Questa grande operazione si basa un Grande Accordo Nazionale fra tutti i partiti del regime politico per sostenere il governo Macri in modo che arrivi alla scadenza naturale del 2019 e solo in seguito “lo si sconfigga” alle urne.

Perché ciò succede? C’è una grande paura da parte della classe dominante che si produca un nuovo 2001 .
La differenza con il 2001 è che la sconfitta degli anni novanta non gioca più alcun ruolo.
Contro l’offensiva attuale assistiamo oggi a centinaia di lotte, intraprese sin dalla riforma delle pensioni, mobilitazioni che assediano la città di Buenos Aires quotidianamente; la lotta della comunità universitaria, che ha dimostrato per il suo carattere e la sua portata nazionale di potere indicare la strada per fornire una risposta unitaria ai problemi nazionali.

Così come i lavoratori di Astilleros Rio Santiago (Cantieri navali Rio Santiago, ndt) che si sono mobilitati e hanno dimostrato con i metodi della nostra classe che si possono strappare o imporre conquiste ai padroni o al governo. I lavoratori del settore dell’istruzione di Moreno che a partire dalle “ollas populares” (mense popolari) organizzano il resto della comunità.
Abbiamo bisogno della più ampia unità, dal momento che le centinaia di lotte in corso sono ora disconnesse l’una dalle altre, e dato che quello che è in gioco è la salute, l’istruzione elementare e superiore, l’alloggio, il lavoro di milioni di lavoratori.

Il Triunvirato Cegetista (dal 2016 la CGT si è riunificata sotto la direzione Carlos Acuña
Héctor Daer e Juan Carlos Schmidt che ne rappresentano le tre correnti principali, ndt) dopo mesi di offensiva patronale e governativa si è degnato di convocare per il 25 settembre uno sciopero generale dal carattere “domenicale” senza alcuna mobilitazione. Mentre i lavoratori, i giovani e settori popolari sono pronti a lottare, i leader sindacali cercano di disinnescare il conflitto in vista del 2019. Ad esempio, la sospensione dello sciopero nelle università da parte CONADU (Confederazione nazionale dei docenti universitari) nelle mani della dirigenza Kirchner, in cambio di aumenti salariali ridicoli, che tuttavia saranno di nuovo in discussione quando si tratterà di discutere i fondi destinati all’università. O come spiega un altro dirigente Sergio Palazzo, della Corriente federal della CGT, “Ha vinto la destra perché abbiamo perso la guerra culturale. Dobbiamo farcene carico e fare un’autocritica a questo rispetto, perché è inspiegabile che un lavoratore voti per il proprio carnefice , questa è la peggiore delle sconfitte.” Una dichiarazione che rivela la propria sconfitta politica e sindacale, ben lontana dal pensiero e dal sentimento operaio.

Quindi si tratta di diffondere l’esperienza della lotta e delle assemblee, estendendole e coordinandole. Questo è il compito. Dobbiamo fare un passo avanti e prendere in mano la convocazione di queste assemblee da parte delle organizzazioni di base, dei consigli interni, dei delegati, e permettere che compiano un passo ulteriore estendendosi ad altri settori di lavoratori, così come ai giovani per discutere e definire un piano di lotta per sconfiggere il governo di Macri e il Fondo monetario internazionale.

Non è Macri, è il capitalismo
Fuori il FMI!
No al parlamento dei tagli!
Per un governo dei lavoratori!

* Con il termine “Ollas” (pentola) in Argentina si fa riferimento alle mense popolari all’aperto nate in molti quartieri negli ultimi anni, ma anche alle proteste spontanee che stanno dilagando nel paese.

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