21 Ottobre 2016

Almaviva: riprendiamo la lotta contro i licenziamenti!

Il  5 ottobre, dopo 4 mesi dal sofferto accordo stipulato il 31 Maggio, che scongiurava i licenziamenti a fronte di un peggioramento delle condizioni di lavoro e di salario, come un fulmine a ciel sereno, la direzione aziendale comunica contemporaneamente in tutte le sedi la volontà di riaprire le procedure di licenziamento per 2511 lavoratori (1666 a Roma e 845 a Napoli) con conseguente chiusura delle sedi di Napoli e Roma. Un atto gravissimo le cui motivazioni sono nella forma e nella sostanza di carattere economico: come nelle procedure di marzo il margine è ritenuto in questi siti in caduta libera con la differenza che in questi 4 mesi il sito di Palermo è tornato “magicamente” su un indice considerato dall’azienda sostenibile.

Si continua quindi a ragionare singolarmente sede per sede, operando una divisone tra siti e eludendo qualsiasi ragionamento di solidarietà tra lavoratori. Lo stesso atteggiamento l’azienda l’aveva già messo in campo ad aprile, con una proposta di accordo che attraverso il referendum rigettammo e che continuiamo nell’impostazione a rigettare. La stessa sede di Palermo vive inoltre la perdita della commessa Enel, persa a causa delle gare al massimo ribasso: la risposta alla perdita dell’appalto vede Almaviva obbligare i lavoratori a trasferirsi nella sede di Rende dove c’è disponibilità di lavoro, insomma siamo ai trasferimenti coercitivi!

Con la dichiarazione della chiusura delle due sedi la dirigenza aziendale considera saltato l’accordo del 31 maggio, motivando il tutto con la non ottemperanza del punto 5 dell’accordo quadro di 18 mesi che promuoveva le parti sindacali e aziendali a stipular un accordo specifico entro 6 mesi dal 31 maggio sul controllo da remoto e sull’utilizzo aziendale dei dati individuali. Forme di controllo e di competizione tra i lavoratori su cui l’azienda va ripetutamente all’attacco, che necessita di un contrasto a livello di contrattazione nazionale.

L’azienda ritiene praticamente che in questi mesi non si siano verificate modifiche nelle regolamentazione del mercato di settore, tesi vera ma che si scontra con lo stesso comportamento aziendale, considerando che Almaviva ha aperto una nuova sede in Romania per abbassare i costi: dove sono finiti tutti i proclami di Almaviva contro le delocalizzazioni? Insomma la vertenza Almaviva non conosce sosta ma la lotta della scorsa primavera non è passata invano, è stata la lotta a costringere allora Tripi e governo Renzi a ritirare i licenziamenti. Ci apprestiamo a giocare una nuova partita decisiva per migliaia di lavoratori e le loro famiglie. Questa volta sulla base anche dell’esperienza della scorsa vertenza i lavoratori dovranno essere protagonisti non solo della mobilitazione ma anche della direzione e le decisioni da prendere. Agli attacchi dei padroni non possiamo rispondere che con la solidarietà tra lavoratori attraverso la lotta generalizzata del settore. Nessun posto di lavoro può essere perso cosi come nessuna perdita di diritti e salario è più sostenibile, il settore va riconsiderato nella sua interezza, considerando anche che il rinnovo del contratto nazionale delle TLC, già scaduto e la cui unitarietà resta fondamentale, è alle porte.

Articoli correlati

Bonfiglioli, la lotta paga

Nello stabilimento “B7” di Vignola della ditta Bonfiglioli, azienda tra le più importanti a livello mondiale nella produzione di motoriduttori, pochi giorni fa è stata data comunicazione alla Rsu della

Almaviva: la determinazione dei lavoratori è l’arma per vincere!

Dopo mesi di assemblee, presidi, scioperi, fiaccolate, e manifestazioni sotto il Ministero dello sviluppo economico (Mise) i lavoratori di Almaviva sono ancora più determinati e consapevoli della loro forza. Lo

Non un passo indietro. I lavoratori di Gela in lotta!

Lunedì 18 gennaio circa 2500 lavoratori, tra indotto e diretto, hanno proclamato lo sciopero ad oltranza bloccando tutti gli accessi alla raffineria e alla città. Una città che di fatto vive grazie al lavoro della raffineria e che ora progressivamente sta morendo. Ai lavoratori in protesta si sono uniti familiari, negozianti e artigiani, fino al corteo di oggi 26 gennaio, in quella che non è più solo una vertenza aziendale ma è una lotta di tutta la città.

Bormioli – Difendiamo la lotta dei facchini, la lotta di tutti i lavoratori

La manifestazione e lo sciopero organizzati da alcuni funzionari Cgil a Fidenza contro la lotta dei facchini sono cose che mai avremmo voluto vedere.

Poclain (Modena): gli operai alzano la testa!

Da oltre una settimana, alla Poclain di Gaggio in Piano, nella provincia di Modena, gli oltre cento lavoratori sono in lotta per il rinnovo del contratto aziendale, scaduto da tre anni nei quali è stato valido un ormai lunghissimo accordo ‘ponte’.

ATM – La dignità non ha prezzo

Se le “opere” previste per Expo sono in ritardo, l’organizzazione del lavoro di tutto il personale che dovrà operare per il funzionamento stesso dell’evento è, se possibile, ancora più indietro.