Almaviva – L’appello dei lavoratori per uno sciopero nazionale

Riceviamo e pubblichiamo l’appello dei lavoratori Almaviva per uno sciopero nazionale a Roma di tutti i siti in concomitanza con l’incontro al ministero.

Il 5 maggio i lavoratori Almaviva hanno sonoramente bocciato l’ipotesi d’accordo proposta dal governo Renzi azienda, che a loro dire avrebbe dovuto a scongiurare i 3mila licenziamenti annunciati.

Sulle ragioni per cui i lavoratori hanno bocciato l’accordo rimandiamo all’articolo pubblicato negli scorsi giorni.

Anche siti come Milano, molto marginalmente toccato dalla ristrutturazione, hanno in solidarietà coi colleghi del centro sud bocciato nettamente l’accordo, a riprova dell’unità e della determinazione che i lavoratori tutti stanno mostrando in questa lotta.

Il voto dei lavoratori e gli scioperi che sono seguiti a Palermo, Napoli e Roma mostrano che è necessaria più decisione nell’affrontare la vertenza nei prossimi giorni. Per questo motivo i lavoratori Almaviva stanno promuovendo un appello che chiede ai sindacati di far si che la giornata dell’incontro al ministero, il 24 maggio, coincida con lo sciopero nazionale e una manifestazione a Roma.

FIRMALO, E’ TUO!

I lavoratori Almaviva in lotta per il proprio lavoro, i propri diritti e il proprio salario ritengono sempre più stringente la proclamazione di uno sciopero nazionale con unica manifestazione a Roma in contemporanea all’incontro al ministero tra azienda, governo e parti sociali. Continuiamo a pensare che la data individuata ovvero martedì 24 maggio sia troppo lontana visto che il tempo a nostra disposizione sta per scadere, pertanto chiediamo che venga anticipata al più presto possibile.

Qualsiasi proposta o ipotesi d’accordo deve perentoriamente e necessariamente prevedere la consultazione certificata dei lavoratori al fine di rendere praticabile tale intesa.

Qualsiasi eventuale accordo, pertanto, dovrà essere stipulato in tempi brevi per garantire la partecipazione di cui sopra e dovrà tener conto della volontà espressa dai lavoratori nello scorso referendum che ha rigettato le ultime proposte aziendali; a tal fine i lavoratori ritengono fondamentale che l’accordo preveda tali linee guida:

  • ritiro immediato dei licenziamenti;

  • garanzie occupazionali per tutte le lavoratrici e i lavoratori;

  • l’immediata applicazione di norme in contrasto alle delocalizzazioni e alle gare al massimo ribasso;

  • una prospettiva industriale che metta al centro il lavoro e i lavoratori;

  • equilibrio delle percentuali di solidarietà tra i vari siti e le relative commesse;

  • le flessibilità operative non devono toccare il salario e la vita dei lavoratori

Scarica l’appello in formato .pdf

Articoli correlati

Trieste – Con le lavoratrici e i lavoratori delle mense scolastiche

Sono circa 150 i lavoratori dei servizi mensa comunali che rischiano di ritrovarsi un salario sotto la soglia di povertà.
Di questi 150, 143 sono lavoratrici tra cuoche, aiuto cuoche, personale di servizio, ecc.

Dalla parte dei lavoratori Almaviva in lotta!

Il volantino che abbiamo distribuito oggi al presidio di Napoli e che diffonderemo domani allo sciopero dei lavoratori Almaviva.

Solidarietà ai facchini Bormioli!

Piena solidarietà ai facchini Bormioli di Fidenza (Pr) e agli attivisti della Rete Diritti in Casa, sgomberati dalla polizia e trattenuti un pomeriggio in questura per l’identificazione e l’avvio di un’indagine.

Almaviva: riprendiamo la lotta contro i licenziamenti!

Il 5 ottobre, la direzione aziendale di Almaviva ha comunicato la volontà di riaprire le procedure di licenziamento per 2511 lavoratori (1666 a Roma e 845 a Napoli) con conseguente chiusura delle sedi di Napoli e Roma.

Trieste – No agli esuberi in Wartsila!

L’azienda annuncia 90 esuberi, i lavoratori rispondono con uno sciopero che ha visto il 100% della forza lavoro incrociare le braccia il 26 aprile.

Almaviva – I lavoratori bocciano sonoramente l’accordo!

L’accordo è sonoramente bocciato dai lavoratori, a Palermo, dove si concentrano più della metà dei licenziamenti, i No sono stati 2.519 (il 95 per cento) contro appena 110 Sì. Anche a Roma (900 esuberi) e a Napoli (400 esuberi) il No vince con percentuali bulgare.