10 Maggio 2016

Almaviva – I lavoratori bocciano sonoramente l’accordo!

Il primo ministro Renzi aveva promesso che avrebbe risolto al più presto il grave problema occupazionale di Almaviva, azienda di servizi call-center con 9mila dipendenti che a marzo ha annunciato 3mila esuberi.

Detto fatto, all’inizio di maggio Almaviva e governo hanno partorito un’ipotesi d’accordo. Accordo sonoramente bocciato dai lavoratori, a Palermo, dove si concentrano più della metà dei licenziamenti, i No sono stati 2.519  (il 95 per cento) contro appena 110 Sì. Anche a Roma (900 esuberi) e a Napoli (400 esuberi) il No vince con percentuali bulgare.

Un voto contro un accordo che dice che Almaviva farà finta di non cacciare i lavoratori in esubero per altri sei mesi applicando i contratti di solidarietà. Ovvero condannando la stragrande maggioranza dei lavoratori, che hanno contratti part-time di quattro ore, a morire di fame.

Le mobilitazione che hanno espresso rabbia e determinazione nei mesi scorsi dicono che i lavoratori non sono più disposti a farsi prendere in giro e vogliono vincere questa battaglia.

Le cause degli esuberi sono tutte da addebitare al governo che grazie a una vergognosa legge sugli appalti permette alle aziende di acquisire commesse a costi inferiori al costo del lavoro. Ai padroni che dopo aver spremuto questi lavoratori per anni, ora li sbattono sulla strada.

I sindacati hanno esultato per la bocciatura dell’accordo, ma ora è arrivato il momento di mettere in campo una mobilitazione adeguata all’ultimatum che hanno mandato i lavoratori. È evidente che gli scioperi messi in campo fin ora non sono stati sufficienti. La lotta deve proseguire rivendicando che questi lavoratori che offrono servizi alla cittadinanza devono essere internalizzati nelle società pubbliche per cui lavorano, i più importanti committenti sono aziende pubbliche come Poste e Enel.

Articoli correlati

Viadana: la lotta dei facchini del gruppo Saviola

Il 17 maggio ha avuto inizio una lotta del tutto inedita e importante per Viadana, un piccolo territorio nella provincia mantovana: i facchini impiegati alla Composad sono scesi in sciopero con presidio permanente davanti ai cancelli, la rivendicazione è il mantenimento delle loro condizioni di lavoro.

Reggio Emilia: le coop sociali attaccano i lavoratori

Alla fine del mese di settembre è stato disdetto da parte di Lega Coop e Confcooperative il contratto integrativo territoriale per i lavoratori delle cooperative sociali di Reggio Emilia e provincia. È un atto molto grave, considerando il già elevatissimo sfruttamento che pesa sulle spalle dei lavoratori del settore.

Almaviva: l’unico esubero è Tripi

Non c’è pace per i lavoratori di Almaviva. Dopo la vertenza della scorsa estate, conclusa col ritiro di 3mila esuberi in cambio di nuovi ammortizzatori sociali per l’azienda, ecco che a settembre si è aperta una nuova ristrutturazione.

Solidarietà ai lavoratori Si.Cobas

Esprimiamo la massima solidarietà e partecipazione al movimento di lotta dei lavoratori nella difesa dei loro diritti e della propria organizzazione, che in questo momento manifestano sotto al carcere di Modena chiedendo il rilascio immediato di Aldo Milani.

Modena, vertenza Italpizza: in lotta contro un sistema schiavista!

Nella lotta della Italpizza stiamo rivedendo un film già visto alla Castelfrigo negli scorsi anni. Un sistema di ipersfruttamento ad opera di aziende con giri d’affari esorbitanti che, approfittando della Legge Biagi, macinano profitti sulla pelle di lavoratori per lo più stranieri sottoposti a condizioni disumane tramite il gioco delle finte cooperative e della intermediazione di manodopera.

Accordo Saeco – Era l’unica soluzione possibile?

Il 9 febbraio si è chiusa la vertenza contro i 243 licenziamenti alla Saeco annunciati dalla proprietà Philips. Dopo 73 giorni di presidio e di blocco delle merci ai cancelli della fabbrica, le lavoratrici e i lavoratori protagonisti della lotta hanno approvato l’accordo raggiunto il 5 febbraio.