Air France – É lotta di classe, bellezza!

Ieri Xavier Broseta, responsabile delle risorse umane di Air France, ha annunciato ai lavoratori della compagnia il nuovo piano di ristrutturazione aziendale, in cui sono previsti 2900 licenziamenti entro il 2018 (300 piloti, 700 hostess e stewards e 1900 operatori a terra). Questa notizia arriva dopo settimane di agitazione da parte dei dipendenti Air France, ma soprattutto dopo tre anni in cui sono stati tagliati già circa novemila posti di lavoro nell’azienda.

Alla notizia dei nuovi tagli, i lavoratori che erano in sciopero davanti ai cancelli hanno fatto irruzione nella sede parigina del gruppo, interrompendo la riunione straordinaria del consiglio di amministrazione al grido di “Dimissioni” e “Noi siamo a casa nostra!” Borseta è scappato mentre gli strappavano i vestiti di dosso, nonostante la protezione della sicurezza. Una scena che rappresenta a pieno quello che intendiamo per odio di classe. La reazione dei lavoratori di Air France è solo l’ultimo di tanti episodi in cui abbiamo visto i vertici manageriali di un’azienda francese pagare, anche fisicamente, lo scotto delle proprie azioni o intenzioni.

La stampa filo padronale è scandalizzata, parla di violenza quando racconta del povero dirigente linciato dalla folla,uscito illeso ma con un bel vestito in meno nel suo guardaroba. Dal nostro punto di vista la violenza è quella dei manager di Air France, pronti a licenziare quasi tremila lavoratori. La violenza è quella del governo Hollande che ha approvato una nuova contro-riforma del mercato del lavoro, la Legge Macron, che tra le tante cose facilita enormemente i datori di lavoro nei licenziamenti collettivi per ragioni economiche.

airfrance2L’azienda ha tentato di legittimare i licenziamenti con la scusa dell’eccesivo costo del lavoro rispetto alla concorrenza, ma è pura ipocrisia, soprattutto se consideriamo gli enormi compensi ottenuti dal gruppo manageriale in questi ultimi anni. Ad esempio Alexander Juniac, presidente e direttore generale di Air France-KLM, nel 2014 ha ricevuto un aumento di stipendio del 72%. I lavoratori più colpiti dai tagli saranno soprattutto i giovani e il personale di terra, cioè quelli con il salario più basso .

Con il Progetto Perform 2020 l’obiettivo è quello di aumentare la produttività e la competitività dell’azienda potenziando la linea low cost, la filiale Transavia. I nuovi contratti low cost costeranno all’azienda il 25% in meno.

La direzione di Air France vuole semplicemente far pagare la crisi aziendale ai lavoratori, storia già vista. Tutta la nostra solidarietà va ai lavoratori di Air France che nello spazio di un pomeriggio sono diventati il punto di riferimento dei loro fratelli di classe in tutto il continente per rabbia e determinazione. Questa rabbia va organizzata sindacalmente e politicamente.

In questo momento Frédéric Gagey, direttore Air France, un po’ spaventato, ha dichiarato che le negoziazioni con i sindacati riprenderanno, a dimostrazione del fatto che per avere i rapporti di forza solo la lotta paga.

Articoli correlati

Francia

31 marzo – Lo sciopero generale blocca la Francia!

Secondo i sindacati un milione e duecentomila persone sono scese in piazza ieri, 31 marzo in circa 250 città del paese. 120mila a Marsiglia, 100mila a Tolosa, decine di migliaia nella capitale, solo per citare i cortei più partecipati.

Francia

Francia – É lotta di classe!

Lo spettro di un nuovo Maggio ’68 inizia ad aleggiare minaccioso sulla classe dominante francese. La riforma del lavoro del ministro El-Khomri, un Jobs Act renziano in salsa francese, ha innescato una mobilitazione di massa della gioventù e della classe lavoratrice.

Francia

Francia: no alla El Khomri, è solo l’inizio!

Lo scorso 9 marzo, giorno in cui era prevista la discussione in parlamento del progetto di legge El Khomri (il ministro del lavoro), mezzo milione di giovani e di lavoratori sono scesi in piazza in tutta la Francia contro la riforma.

Francia

Il PCF e le elezioni presidenziali francesi del 2017

Le elezioni presidenziali del 2017 sono al centro di una nuova e profonda crisi nel Partito comunista francese (PCF). Il segretario nazionale del partito, Pierre Laurent, ha rivolto un appello da diversi mesi per un “candidato comune” delle “forze vive della sinistra”, dicendosi rammaricato delle “divisioni”. In nome di questo approccio, la dirigenza del PCF si è rifiutata di coinvolgere il partito e i suoi attivisti nella campagna per Jean-Luc Mélenchon, che è stato il candidato del Fronte di sinistra nelle elezioni presidenziali del 2012.

Francia

Elezioni in Francia – Contro la destra e tutte le sue varianti

Il primo turno delle elezioni presidenziali francesi si terrà il 10 aprile. Conosciamo il profilo della maggior parte dei candidati, ma è impossibile prevedere chi di loro raggiungerà il secondo turno. Questa incertezza è, di per sé, un’espressione della profonda crisi della democrazia borghese francese.

Francia

Francia: cosa significa lo stato di emergenza

Francois Hollande ha proclamato lo stato di emergenza in Francia, in seguito agli attentati del 13 novembre. La ragione addotta, naturalmente, è quella della difesa della democrazia e della libertà dalla “minaccia del terrorismo”.