15 agosto 2017

Aggressione fascista a Crema!

Lunedì notte, tra l’una e mezza e le due, a Ombriano, quartiere di Crema, c’è stata un’aggressione fascista.

Due individui su una macchina grigia hanno atteso l’orario di chiusura e hanno aspettato che i soci lasciassero il circolo.

A quel punto hanno inseguito il barista imboccando una strada nel senso opposto a quello di marcia e affiancando il volontario che rientrava verso casa. Uno dei due è sceso dall’auto e ha colpito più volte al volto il volontario dell’Arci mentre lo insultava per la sua militanza antifascista. Il tutto si è svolto in pochi istanti.

Poco dopo è salito in macchina e i due si sono dati alla fuga.

L’aggressore è stato riconosciuto come fascista sia per la retorica che per l’abbigliamento. Il compagno sta bene.

Ma il fatto è grave per due motivi:

1) l’aggressione era premeditata, mirata e codarda (in pieno stile fascista). Il compagno dell’arci è stato seguito e aggredito quando i due avevano la certezza di essere soli.

2) l’aggressione non colpisce solo un socio del circolo, ma tenta di colpire e intimidire un punto di riferimento per i giovani, le organizzazioni di sinistra e gli antirazzisti di tutto il cremasco.

L’aggressione è avvenuta il giorno dopo l’attentato nazista di Charlottesville e si inserisce in un clima in cui la Lega nord soffia sul fuoco del razzismo e si allea con organizzazione neonaziste e in cui il partito di governo stringe accordi col governo libico per internare i migranti ed impedirgli di raggiungere l’Europa e vara leggi come il decreto Minniti. Un clima in cui idee e metodi del fascismo vengono tollerati come un opinione, quando in realtà sono uno strumento per reprimere chi si oppone alle politiche della classe dominante.

Come Sinistra Classe Rivoluzione esprimiamo tutta la nostra solidarietà al compagno aggredito e al circolo, che anche per noi è punto di riferimento e luogo di agibilità.

La nostra solidarietà sarà spendersi in prima linea nell’organizzare una mobilitazione antifascista che sia capace di crearsi un consenso di massa tra i giovani e i lavoratori, evidenziando che il fascismo e i suoi metodi non sono una parentesi storica, ma uno strumento pronto all’uso nelle mani della classe dominante. L’unico modo per farla finita col fascismo è, pertanto, farla finita col capitalismo.

 

Articoli correlati

Volantino: Solidarietà ai delegati Fiom Fonderia di Torbole

Nelle scorse settimane sono apparsi nella Fonderia di Torbole volantini firmati Forza nuova, inneggianti a una nuova rivoluzione “contro i sindacati nemici della patria e dei lavoratori”, i delegati sono stati minacciati con ripetute telefonate anonime alle loro famiglie e le loro auto danneggiate e deturpate da scritte oscene.

Unione Europea – Turchia: l’accordo della vergogna

Il 19 marzo è stato firmato l’accordo sui rifugiati tra Turchia ed Unione Europea che, nelle speranze della borghesia europea, dovrebbe avere l’effetto di ridurre l’afflusso dei migranti, appaltando di fatti la gestione dei rifugiati e richiedenti asilo all’autoritario stato turco.

La lotta dei rifugiati e la solidarietà della classe operaia alle porte dell’Europa – 3 giorni a Horgos

“Quando vendi il sogno americano, o europeo, al resto del mondo, e nel frattempo rendi la vita di tutti quelli che sono fuori da quei continenti un incubo insopportabile, non puoi davvero sorprenderti se a un certo punto inizia un movimento di massa verso quelle autoproclamate terre promesse.”

A chi piace il reazionario Orban?

Nell’attuale crisi umanitaria dei migranti, è balzata agli onori della cronaca l’Ungheria di Viktor Orban, per il ruolo che si è trovata ad assumere e per il modo disumano e

Pavia: i fascisti aggrediscono ma i compagni si difendono

A Pavia nella notte tra venerdì 14 e sabato 15 luglio, il capo provinciale di CasaPound, Lorenzo Cafarchio, ha prima insultato e poi attaccato con un pugno il responsabile di Sinistra Classe Rivoluzione a Pavia, il nostro compagno Mauro Vanetti.

Immigrazione – Nella guerra fra poveri, vincono i padroni!

Orrore senza fine. Uomini, donne, bambini che muoiono soffocati all’interno di un camion nel cuore dell’Europa; che affogano nel Mar Mediterraneo, che vengono picchiati come bestie dalle polizie di mezza Europa o marchiati con un numero come nei campi di concentramento nazisti.