17 Settembre 2022 Coordinamento studentesco ALZIAMO LA TESTA! (ALT!)

Abolire l’alternanza scuola-lavoro con la lotta!

Giuliano de Seta, diciottenne, ha perso la vita ieri durante l’alternanza scuola lavoro.

Stava lavorando per conto della sua scuola presso una ditta specializzata nella lavorazione del metallo a Noventa di Piave quando una pesante lastra di metallo lo ha travolto, rendendo inutili i soccorsi.

È la terza morte in alternanza scuola lavoro e decine sono i giovani feriti gravemente.

Basta, non ne possiamo più.

Siamo arrabbiati e tristi per la notizia, ma purtroppo non ci stupisce: in Italia ci sono state 600 vittime sul lavoro solo nei primi 6 mesi del 2022. Mandare gli studenti a lavorare in quegli stessi posti di lavoro, in quelle stesse condizioni, può solo avere l’effetto di aggiungere all’elenco dei morti anche loro.

I lavoratori si devono unire agli studenti, dobbiamo lottare insieme, contro questa barbarie.

Questo sistema non ha nessun rispetto per la vita umana, non si fanno  distinzioni di età, e oggi si raggiunge il massimo dello sfruttamento con il lavoro gratuito degli studenti, che in un mondo civile dovrebbero studiare e divertirsi, non morire in fabbrica.

Così come non dovrebbe morire in fabbrica chi ci va a lavorare per un salario sempre più magro.

La morte di Giuliano è l’ennesima dimostrazione che parlare di regolamentazione di queste pratiche, nel sistema capitalista, è o una pia illusione, o direttamente una presa in giro. Questi incidenti non avvengono per caso, ma perché chi controlla le aziende non vuole perdere soldi garantendo sicurezza, formazione, o ritmi più umani.

Non possiamo affidarci a governi che hanno sempre dimostrato, anche durante la pandemia, la totale subalternità agli interessi del capitale.

Non si può pensare semplicemente di chiedere “tavoli di trattativa”, come fanno alcune organizzazioni studentesche. Con chi? Con gli stessi che hanno fatto queste leggi e hanno già promesso che le cose sarebbero cambiate dopo le prime morti?

Servono delle rivendicazioni chiare da imporre con la lotta.

Tutti dobbiamo mobilitarci sulla parola d’ordine dell’abolizione del Pcto.

Le aziende in cui si verificano incidenti gravi e mortali perché non si rispettano le norme di sicurezza devono essere espropriate, tolte dalle mani dei loro padroni, e fatte lavorare per l’interesse pubblico in condizioni accettabili, sotto il diretto controllo dei lavoratori.

Mobilitiamoci e organizziamoci, diamo il via ad un movimento studentesco di lotta che fermi questo sistema disumano e spietato.

Studenti e lavoratori, non abbiamo nulla da perdere, e abbiamo tutto da guadagnare!

Articoli correlati

Studenti

Università di Bologna – “Restate a casa”… sì ma solo quella che decide Er.Go!

Ieri mattina a Bologna, Er.Go. (l’organismo responsabile per gli alloggi studenteschi in Emilia Romagna) ha invitato “accoratamente” gli studenti residenti nelle sue strutture a tornare nella propria residenza lasciando libera la stanza dai propri effetti personali.

Studenti

Scuola – Vogliamo poter studiare in sicurezza, per noi e per chi ci sta vicino

Per 6 mesi il governo ha assicurato che avrebbe riaperto le scuole in sicurezza. Ma erano solo chiacchiere. In pratica ci rimandano nelle stesse scuole in cui non si poteva andare a febbraio e marzo, con qualche mascherina in più.
Questo è il volantino che il coordinamento studentesco “Alziamo la testa” distribuirà in tutte le scuole da lunedì 14 settembre.

Studenti

Nello specchio della scuola… il volto di Confindustria

Il nuovo ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi ha dichiarato che il prossimo anno deve essere un anno fondante di una idea diversa di scuola. Vuole un modello in cui tirocini e alternanza scuola-lavoro passino dall’essere singoli progetti a costituire l’essenza della formazione per la maggioranza degli studenti.

Studenti

Università – Costi, caos, svendita ai privati: la misura è colma

Il nostro volantino sulla situazione nell’università italiana. Leggilo e diffondilo nel tuo ateneo!

Studenti

“Dio lo vuole” la crociata della preside del Selmi

“Deus vult!”(Dio lo vuole): queste sono state le parole di Luciana Contri, preside dell’istituto modenese “F. Selmi”, quando ha tentato di impedire che i rappresentanti dell’Arcigay, invitati dagli studenti, potessero

Studenti

La mobilitazione dei dottorandi dell’Università La Sapienza – Non far pagare ai precari le conseguenze dell’emergenza

La pandemia di Coronavirus ha fortemente impattato su molteplici ambiti del mondo del lavoro e della società italiana. Andando spesso ad aggravare contraddizioni già esistenti ed a colpire duramente i soggetti più deboli e più precari. Quello che è accaduto nel mondo dell’università e della ricerca pubblica non sfugge a questo contesto generale.