23 febbraio 2018

4 marzo – Per una Sinistra rivoluzionaria!

L’editoriale del nuovo numero di Rivoluzione

Alle elezioni politiche in gran parte del Paese sarà presente sulla scheda il simbolo della lista “per una Sinistra Rivoluzionaria”. È una conquista importante, risultato di uno sforzo militante da parte di centinaia di compagne e compagni che si sono fatti carico di organizzare banchetti, di raccogliere firme, di far conoscere il nostro programma e il nostro simbolo, di sfidare il “mostro burocratico” garantendo un lavoro scrupoloso per la consegna delle liste. Abbiamo raccolto le firme anche dove i Comuni, a volte a guida Pd, ci negavano le autorizzazioni per i banchetti per poi magari concederle ai fascisti.
È stato uno sforzo notevole ma che ci ha permesso di parlare in poche settimane con decine di migliaia di persone e di toccare con mano una volta di più quanto sia profonda la rabbia accumulata sotto una superficie di calma apparente.

In un paese che, ci dicono, è in piena ripresa economica, si muore andando in fabbrica come è accaduto ai quattro operai della Lamina di Milano. Si muore prendendo un treno per andare al lavoro, come è accaduto alle tre pendolari vittime di un binario privo di manutenzione su una delle linee ferroviarie più importanti d’Italia.
Si muore senza titoli sui giornali quando milioni di persone rinunciano a curarsi per i costi eccessivi e l’assenza di servizi. Si muore di povertà, per gli effetti sociali della crisi scoppiata dieci anni fa.
Ci dicono che non ci sono i soldi per cambiare la situazione. Ebbene, in vent’anni gli italiani hanno ripagato (calcoli di Confartigianato) 1700 miliardi di euro di soli interessi sul debito pubblico. Una “tassa” che attualmente ammonta a quasi 70 miliardi di euro che ogni anno versiamo alle banche e alla finanza. In 19 di questi 20 anni lo Stato italiano ha avuto un saldo primario positivo, eppure il debito non cala.
È un debito che abbiamo già ripagato ampiamente e che va cancellato, riconoscendo solo i diritti dei piccoli risparmiatori!

In campagna elettorale partiti sempre più screditati si sbracciano a fare promesse mirabolanti: chi toglierà la riforma Fornero, chi ci darà l’università gratuita, chi ci abbasserà le tasse… Ma l’unica promessa che manterranno non l’hanno fatta agli elettori, bensì ai capitalisti: la promessa che quel debito verrà pagato e che a pagarlo saranno, come sempre, i lavoratori, i pensionati, le classi popolari.
Il nostro programma, che pubblichiamo integralmente all’interno di questa edizione, è un programma diverso da tutti gli altri perché si fonda su una premessa diversa, anzi opposta. Tutti gli altri partiti discutono se e come sia realizzabile questa o quella proposta all’interno dei vincoli e dei limiti di questo sistema economico. Il nostro programma dice esplicitamente che per rispondere alle esigenze popolari quei vincoli devono essere infranti. Il capitalismo è diventato un sistema incompatibile con un vero progresso sociale, anzi ci porta inesorabilmente verso un futuro di povertà, disgregazione sociale e vera e propria barbarie.

Nella campagna di raccolta firme abbiamo verificato una volta di più il discredito che colpisce tutti i partiti. Tanti, soprattutto fra i giovani, dichiarano che si asterranno. Non stiamo qui a parlare del Pd, che pagherà nelle urne tutte le porcherie che ha portato avanti in questi sette anni dal governo Monti in poi. La rissa per le candidature, con Renzi che blinda i fedelissimi mentre gli altri si scannano come cani, è l’immagine di una sconfitta annunciata.
La destra fa molto rumore, soprattutto Salvini. Ma la memoria non è poi così breve: milioni di persone sanno che la Lega ha tante responsabilità quanto gli altri per decenni di controriforme ed attacchi: dalle pensioni (legge Dini, “scalone Maroni”) alla precarizzazione selvaggia (legge Biagi-Maroni), alla devastazione della scuola pubblica… La coalizione con Forza Italia è più finta di una banconota da tre euro, con un leader inesistente e screditato, e quasi certamente si sfascerà il giorno dopo le elezioni. Centrosinistra e centrodestra sembrano due rottami che tentano di sostenersi a vicenda.
Ancora più significativa è la parabola dei Cinque Stelle, con Luigi Di Maio ormai insediato stabilmente nelle anticamere dei poteri forti dove distribuisce certificati di affidabilità da uomo di Stato: niente uscita dall’euro, riduzioni delle tasse per le imprese, legge e ordine per tutti…
In coda al convoglio delle forze parlamentari arranca la lista di Grasso, Bersani e co.: gli ex del Pd che si alleano con gli ex alleati del Pd per fare una lista che punta ad allearsi col Pd… e qualcuno ci vorrebbe convincere che da lì rinascerà la sinistra!

La nostra lista è nata grazie a una precisa battaglia politica: abbiamo lavorato per convincere organizzazioni e militanti della sinistra di classe a presentare una lista chiaramente anticapitalista. Ne è nata questa lista promossa da Sinistra classe rivoluzione e dal Partito comunista dei lavoratori. La nostra storia politica è pulita, diciamo quello che facciamo e facciamo quello che diciamo!
A sinistra esiste anche la lista di Potere al popolo: abbiamo avuto qualche difficoltà inizialmente a identificarla, dato che si presentava come una specie di lista nata per immacolata concezione, dal nulla (o “dal basso”) all’ultimo momento: poi abbiamo visto i segretari di Rifondazione e del Pci candidati capilista e un programma che ripercorre per la millesima volte le illusioni del riformismo e dell’europeismo “di sinistra” e abbiamo ritrovato l’orientamento… non è esatto dire che sono i nostri principali avversari, ma il trasformismo è una malattia micidiale e non la vogliamo contrarre, così come l’incapacità di apprendere dagli errori passati.

Vi chiediamo quindi un voto per la Sinistra rivoluzionaria, ma soprattutto vi chiediamo un impegno attivo e militante. Alziamo questa bandiera e questo programma nella campagna elettorale avendo a mente un fine molto più grande: costruire nel nostro paese un partito di massa dei lavoratori, dei giovani, di tutti gli sfruttati, un partito che sia strumento delle lotte future per rovesciare questo sistema marcio e costruire una società socialista, nella quale “il libero sviluppo di ciascuno sia condizione del libero sviluppo di tutti”.
50 anni fa, nel ’68, la grande rivolta degli operai e dei giovani fece tremare i padroni di tutto il mondo. Facciamo rivivere quella voglia di cambiare in questa battaglia elettorale e nel nostro impegno futuro!

* Portavoce lista “per una Sinistra Rivoluzionaria”

Articoli correlati

Ripetere “popolo” e “unità” è facile – Costruire il partito di classe è difficile

La natura fallimentare delle liste “unitarie” a sinistra del Pd. La nostra sfida per la costruzione di un partito di classe e una prospettiva rivoluzionaria.

La borghesia cambia cavallo

Le elezioni del 4 marzo consegnano alla classe dominante un quadro politico devastato e per certi aspetti inedito. Dovranno fare di necessità virtù e governare con forze politiche che per anni hanno definito antisistema e che proprio per questo sono uscite trionfatrici dalle urne.

PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA – Il nostro programma

Il programma completo della nostra lista “Per una sinistra rivoluzionaria”

Sinistra rivoluzionaria – Quale prospettiva?

Il 4 marzo ha segnato un terremoto politico, ma non ci vorrà molto perché ne arrivino altri. I lavoratori, i giovani, gli sfruttati dovranno cercare altre strade, un tentativo dopo l’altro, e questo riaprirà uno spazio per sviluppi importanti anche a sinistra. La forza che avrà accumulato la prospettiva rivoluzionaria in termini di chiarezza di idee, di sviluppo di quadri, di organizzazione militante farà la differenza sull’esito di questo processo.

Un terremoto politico – Primo bilancio del voto del 4 marzo

Il voto del 4 marzo costituisce un nuovo terremoto nella politica italiana, sia pure visto attraverso le lenti deformanti di una campagna elettorale.

Perché non abbiamo aderito all’appello di Je so’ pazzo. Per una sinistra rivoluzionaria alle prossime elezioni!

Vogliamo risollevare quella bandiera rossa, gettata nel fango dai riformisti e tornare a sventolarla con orgoglio ricostruendo una sinistra di classe, schierata sempre e dovunque dalla parte dei lavoratori, impegnata nella unificazione delle loro lotte e resistenze sociali, a partire dalle rivendicazioni più semplici; ma soprattutto impegnata a ricondurre ogni lotta di opposizione e di resistenza all’unica prospettiva di alternativa vera: un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, basato sulla loro organizzazione e la loro forza, che rompa col capitalismo e riorganizzi da cima a fondo la società.