1 Aprile 2016

31 marzo – Lo sciopero generale blocca la Francia!

Secondo i sindacati un milione e duecentomila persone sono scese in piazza ieri, 31 marzo in circa 250 città del paese. 120mila a Marsiglia, 100mila a Tolosa, decine di migliaia nella capitale, solo per citare i cortei più partecipati.

Non sono mancate provocazioni e violenze da parte delle forze dell’ordine; causando 77 fermi, 22 solo a Lione. In molti centri come Parigi e Marsiglia, i cortei si sono prolungati per diverse ore nonostante la repressione da parte della polizia e si sono conclusi con presidi nelle piazze, assemblee, concerti e proiezioni durante tutta la serata. Una giornata importante per il movimento contro il progetto di legge El Khomri e possiamo dire per tutti i giovani e i lavoratori europei che in questo momento osservano con attenzione ciò che sta accadendo in Francia. I protagonisti sono chiaramente i giovani, anzi i giovanissimi, universitari, liceali, precari, disoccupati, circa un terzo dei manifestanti. Questo dato conferma il sondaggio che dopo il 9 marzo ha fatto il giro dei media, secondo cui l’80% dei giovani francesi è contro la nuova riforma del lavoro.

francia_31marzo_2Questa manifestazione arriva dopo settimane di crescita della mobilitazione. Infatti già il 17 e il 24 marzo migliaia di studenti medi e universitari sono scesi in piazza a seguito di blocchi, occupazioni e Assemblee generali (AG) che continuano a svolgersi nelle scuole, nelle facoltà e in alcuni quartieri delle città principali. L’aria che si respirava ieri in questi cortei era emozionante. Vari striscioni improvvisati recitavano “Alzarsi la mattina per 1200 euro è un insulto”, mentre tra gli slogan più intonati c’era “  “Nessuna, nessuna, nessun’esitazione, è la, è la, è la Rivoluzione” oppure “No , no, no alla legge dei padroni, sì, sì, sì alla rivoluzione!”.

È evidente che il movimento contro la “Loi travail” sta andando ben oltre ad un no sacrosanto alla precarietà e sta mettendo in discussione il sistema economico esistente. Non c’è miglior risposta a tutti quei pessimisti che dilagano negli ambienti “progressisti” e di “sinistra” secondo cui la Francia, dopo il successo del Front national alle amministrative di dicembre, si era spostata irrimediabilmente a destra. Dopo solo tre mesi, tutto è cambiato!

francia_31marzo_3Il governo teme molto la mobilitazione giovanile perchè questa ha una natura incontrollabile e può giocare un ruolo importante nel processo di radicalizzazione dell’intera società e in primo luogo, ovviamente, dei lavoratori. Abbiamo diversi esempi della storia del movimento operaio francese dove il movimento studentesco ha fatto da apripista alla lotta operaia: il Maggio 68 e la lotta contro il CPE (Contratto di primo impiego) del 2006 sono solo alcuni di questi. Ciò spiega la violenta repressione da parte della polizia, specialmente nei confronti degli studenti medi, con meno esperienza di movimento, allo scopo di intimidire e allontanare i più giovani dalla lotta.

Nonostante le false dichiarazioni sul numero di partecipanti (390mila secondo le autorità) il governo dopo il 31 marzo ha chiaro che il movimento è destinato a continuare: infatti sono già previste altre giornate d’azione a partire dal 5 aprile. Hollande e Valls contano sul fatto che le giornate d’azione, così organizzate dalle burocrazie sindacali, alla fine stancheranno i lavoratori e provocheranno un riflusso del movimento come è già successo nel 2010 per la mobilitazione contro la riforma delle pensioni. Questo rischio esiste è la responsabilità è tutta delle direzioni sindacali.

francia_31marzo_4La parola d’ordine da avanzare in questo momento è una sola, bisogna proclamare lo sciopero generale ad oltranza per arrivare al blocco totale del paese fino al ritiro del progetto di legge. Per costruire questa mobilitazione è necessaria l’unità d’azione tra studenti e lavoratori, attraverso un coordinamento nazionale delle AG. Nonostante i limiti evidenti da parte delle direzioni sindacali, che sono molto lontane da questa prospettiva, la base dei lavoratori la comprende istintivamente. È per questo che in tutte le manifestazioni giovanili che abbiamo visto in queste settimane, migliaia di lavoratori sono scesi in piazza a livello locale con gli studenti, anche senza un’adesione formale a livello nazionale da parte della CGT e degli altri sindacati.

Sconfiggere la El Khomri non sarà cosa facile, ma oggi è totalmente possibile. Una cosa tuttavia è chiara, le nuove generazioni saranno segnate da quest’esperienza sia in Francia che negli altri paesi del continente. Per il momento la lutte continue!

Articoli correlati

Francia: dopo cinque settimane di proteste, dove vanno i gilet gialli?

Per il quinto sabato consecutivo, il 15 dicembre i manifestanti con i gilet gialli sono scesi in piazza in quello che veniva chiamato l’”Atto quinto” del movimento. A che stadio si trova il movimento e quali sono le sue prospettive?

Melenchon e “Francia ribelle” dicono no al banchiere!

Dopo non aver superato il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, Jean Luc Melenchon, a differenza di altri candidati perdenti, ha deciso di non sostenere direttamente Emmanuel Macron al secondo turno.

Francia: cosa significa lo stato di emergenza

Francois Hollande ha proclamato lo stato di emergenza in Francia, in seguito agli attentati del 13 novembre. La ragione addotta, naturalmente, è quella della difesa della democrazia e della libertà dalla “minaccia del terrorismo”.

Il movimento delle “Notti in piedi” – un incubo per “l’uno per cento”

Fin dal loro lancio a Parigi il 31 marzo, il movimento delle “Notti in piedi” (#NuitDebout) è stato un enorme successo. Si è diffuso molto rapidamente in altre città francesi.

Francia – Gli studenti di Nanterre in sciopero solidarizzano con i gilet gialli!

Dopo la mozione (presentata dai nostri compagni) che è stata approvata a grande maggioranza dalle assemblee studentesche presso l’université Paul-Valéry-Montpellier e Tolosa, un’altra risoluzione estremamente radicale è stata adottata dall’Università di Paris Nanterre.

La France Insoumise e il “populismo di sinistra” di J-L Mélenchon

Con un risultato del 20% al primo turno delle ultime elezioni presidenziali, (30% tra i giovani dai 18 ai 24 anni), con più di 2500 gruppi di sostegno nati in pochi mesi dal lancio del movimento, la France Insoumise (La Francia Indomita) di Jean-Luc Mélenchon è una delle nuove organizzazioni della sinistra che ha avuto la maggior crescita a livello europeo. Com’è potuto succedere ?