11 Aprile 2016

 La discussione nella sinistra Cgil

Nella riunione dell’esecutivo nazionale dell’area “Il sindacato è un’altra cosa”, che si è tenuta oggi a Roma, si è prodotta una divisione su due testi conclusivi votati in alternativa.
Il dispositivo presentato dai compagni Grassi, Iavazzi, Brini ha raccolto 5 voti, contro i 13 del portavoce, Sergio Bellavita.
Al centro della discussione, oltre alla revoca del distacco da funzionario Fiom del compagno Bellavita, la sua presa di posizione, pubblicata il 10 aprile sul sito dell’area: “La Cgil e la Fiom chiudono l’opposizione interna“, nella quale si avanza neanche tanto velatamente l’idea di una scissione dalla Cgil.
Pubblichiamo l’Ordine del Giorno presentato dai nostri compagni. Rendiamo disponibile anche il dispositivo di maggioranza, in formato pdf.
Pubblicheremo inoltre un breve resoconto dei lavori e un testo più approfondito dei compagni Grassi, Iavazzi e Brini.

—-

ODG Esecutivo nazionale dell’area: “Il sindacato è un’altra cosa”

L’esecutivo riunitosi in Cgil nazionale, oggi 11 aprile 2016, ribadisce la solidarietà al portavoce a cui è stato revocato il distacco da funzionario.
Giudica l’atto della segreteria Fiom una prevaricazione delle più elementari regole democratiche dell’organizzazione col solo fine di intimidire chi in Cgil si oppone alle scelte sbagliate della maggioranza.
Chiediamo con forza alla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, di intervenire per sanare la decisione della segreteria Fiom.
L’Esecutivo inoltre dichiara che questo attacco all’area non farà arretrare di un millimetro la nostra battaglia in Cgil per difendere le istanze dei lavoratori, e che proseguiremo convintamente la nostra battaglia d’opposizione.
Le ragioni della nostra opposizione in Cgil e in tutte le categorie restano intatte, e anzi, si intensificano.
Pertanto l’esecutivo nazionale invita tutti i compagni e le compagne, i delegati, i lavoratori e le lavoratrici che si riconoscono nel dissenso sempre più ampio alle posizioni della maggioranza, perchè non abbandonino questa battaglia e continuino a costruire l’opposizione in Cgil.

Paolo Grassi, Mario Iavazzi, Paolo Brini.
respinto con 5 voti a favore

Articoli correlati

Bologna, 21 aprile – Coordinamento nazionale lavoratori di Sinistra classe rivoluzione

Sabato 21 aprile si terrà il Coordinamento nazionale dei lavoratori di Scr.

Rinnovo contratto del turismo – Un accordo da respingere!

Il 9 febbraio 2018 Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con le associazioni padronali l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto della ristorazione collettiva e commerciale, dei pubblici esercizi e turismo. Si tratta di una resa incondizionata alle pretese dei padroni e alle compatibilità del mercato, mascherata dal ricorso a qualche ora di sciopero senza strategia e dal solito richiamo al senso di responsabilità sulla pelle dei lavoratori.

Assemblea nazionale “Rilanciamo la battaglia di opposizione in Cgil!”

Assemblea nazionale  “Rilanciamo la battaglia di opposizione in Cgil!” – Il Sindacato è un’altra cosa Parma 11 giugno 2016 Per informazioni e adesioni paolo.grass@gmail.com L’uscita del coordinatore Sergio Bellavita e

Fiom: sul contratto nazionale adottata una linea confusa e pericolosa

“Un negoziato per la realizzazione di un Contratto nazionale capace di coniugare il miglioramento della competitività delle imprese con il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro di tutte

Sindacati di base divisi allo sciopero

I sindacati di base convocano ben due scioperi generali di 24 ore in quindici giorni. Il primo sarà il 27 ottobre di Cub, Sgb, Si Cobas, Usi e Slai Cobas, mentre il 10 novembre sarà la volta di Usb, Confederazione Cobas e Uni Cobas. Quali sono le ragioni di questa divisione?

Il congresso dell’USB: I nodi aperti nella costruzione del sindacato di classe

Il 9, 10 e 11 giugno si è svolto a Tivoli il secondo congresso nazionale confederale dell’Unione Sindacale di Base (USB).
Il congresso si svolge in una fase in cui il sindacalismo è sempre più vissuto dai lavoratori come inadeguato e colluso e in cui, malgrado la rabbia crescente e la disponibilità alla lotta la mobilitazione fatica a generalizzarsi perché la crisi, la frammentazione occupazionale e sociale e l’assenza di un’alternativa politica a sinistra non permettono ancora a questo potenziale di esplosione sociale di esprimersi.