2 dicembre 2016

Messina – I politici piangono, ma solo gli operai muoiono

Porto di Messina, 29 novembre 2016. Quattro operai stanno svolgendo lavori di manutenzione nella nave “Sansovino”, imbarcazione che fa la spola tra Messina e Lampedusa. Nel tentare di pulire una cisterna di nafta, quattro operai vengono investiti da esalazioni tossiche provenienti dalla cisterna stessa. Tre di loro, Christian Micalizzi, Gaetano D’Ambra e Santo Parisi, muoiono poco dopo. Il quarto, Ferdinando Puccio, è ancora in ospedale, in condizioni gravissime.

La prima dichiarazione della compagnia proprietaria della nave, la Caronte&Tourist della famiglie Franza e Matacena, lascia molto a desiderare: il responsabile dei rapporti con i media va infatti a affermare davanti agli inviati del TG1 che gli operai non si sarebbero dovuti occupare della manutenzione di una parte così pericolosa della nave senza prendere le dovute precauzioni, e che quindi non si sarebbero dovuti trovare lì. Tuttavia, la compagnia corre subito ai ripari, pubblicando la mattina dopo un comunicato stampa dove si manifesta il proprio cordoglio, e si promette che verranno svolte delle indagini interne, per vedere cosa non ha funzionato quella sfortunata sera.

“Sfortunata”. ”Un tragico incidente”. “Siamo vicini alle famiglie dei defunti in questo momento di lutto”. Lacrime di coccodrillo, condoglianze di circostanza, per cercare di non attirare su di se l’odio di tutti, le famiglie delle vittime per prime. Lacrime di coccodrillo di una compagnia che ormai ha monopolizzato il trasporto marittimo Messinese, alzando vertiginosamente i prezzi e assumendo personale per periodi brevissimi (anche poche settimane), in modo da potersi curare il meno possibile della loro sicurezza. Lacrime di coccodrillo che abbiamo visto rigare le maschere di cordoglio di tanti imprenditori, oggi così come nel resto d’Italia, dove i casi di morte sul posto di lavoro sono incredibilmente frequenti. Lacrime di coccodrillo che sono state versate anche dalla classe politica, da Mattarella a Renzi, che, come sempre, si limita a promettere che si farà di tutto per migliorare le misure di sicurezza sul lavoro, che si farà in modo che cose del genere non succedano più, mentre stringe la mano agli stessi imprenditori che della salute dei lavoratori se ne infischia, in nome del becero guadagno, che cresce così come crescono le vittime. Uomini uccisi dal capitalismo, dal desiderio di arricchimento personale, a discapito di tutto e tutti. Non sono i primi, e non saranno gli ultimi, in questo sistema.

Come Sinistra classe rivoluzione – Messina ci uniamo al cordoglio dei familiari delle vittime. Questa tragedia ci rafforza nella convinzione che oggi sia più che mai necessario organizzarsi e lottare contro la barbarie di questo sistema omicida.

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