7 dicembre 2015

Col Giubileo alle porte,‭ ‬a Roma continuano le mobilitazioni nei trasporti

Dieci giorni di sciopero nei trasporti pubblici a Roma che hanno completamente paralizzato le linee periferiche:‭ ‬92‭ ‬ferme sulle‭ ‬103‭ ‬gestite da‭ ‬Roma TPL‭ (‬la società che gestisce le tratte di periferia‭)‬.

I lavoratori rivendicavano il pagamento degli stipendi degli ultimi tre mesi e le indennità di servizio ricevute in passato che l’azienda aveva deciso di togliere‭ (‬chiedendo indietro gli arretrati‭)‬.

Uno sciopero,‭ ‬convocato dai sindacati confederali insieme ai sindacati di base,‭ ‬che ha avuto un enorme successo,‭ ‬iniziato prima nel deposito di Maglianella,‭ ‬coi primi blocchi il‭ ‬23‭ ‬novembre e poi proseguito nell’altro deposito dove ci sono gli autobus di Roma TPL,‭ ‬quello di Tor Cervara,‭ ‬dove ci sono‭ ‬stati presìdi molto partecipati,‭ ‬che hanno impedito l’uscita degli autobus.

Il primo dicembre è stato firmato un accordo‭ ‬in prefettura:‭ ‬sono stati pagati gli stipendi arretrati,‭ ‬anche quelli di dicembre‭ (‬compresa la Tredicesima‭) ‬e sono state ripristinate le indennità di servizio che erano state sospese.

Il giorno successivo il servizio è ripreso regolare ma le mobilitazioni nei trasporti a Roma continuano.

Il‭ ‬4‭ ‬dicembre mattina si sono fermate le due linee della metro e parecchie linee di superficie per uno sciopero indetto dall’organizzazione sindacale Cambia-Menti.‭ ‬Un sindacato‭ ‬presente anche in Roma TPL,‭ ‬che si riconosce nella figura di Micaela Quintavalle,‭ ‬una autista‭ ‬pasionaria con simpatie grilline che ha costruito un sindacato,‭ ‬che con lei inizia e finisce,‭ ‬e che ha saputo inserirsi nel discredito accumulato dai sindacati confederali e nella scarsa reattività dell’USB che non raccoglie,‭ ‬in termini di adesione alle sue iniziative,‭ ‬quanto potrebbe.

Già questa estate‭ ‬l’USB‭ ‬aveva lasciato spazio ad iniziative convocate dalla CISAL-FAISAL‭ (‬il sindacato protagonista delle cinque giornate di Genova‭) ‬che ha portato gli autisti in piazza con lo slogan‭ ‬né rossi né neri solo liberi tranvieri,‭ ‬uno slogan che la Quintavalle potrebbe tranquillamente sottoscrivere.

Sono‭ ‬ancora vive a Roma‭ ‬le mobilitazioni degli autisti della metro,‭ ‬contro i quali si sono scagliati tutti i giornali e le televisioni queste estate.

Gli autisti della metro lottano contro l’introduzione dei turni a nastro (lo spezzettamento dell’orario di lavoro, ai lavoratori viene richiesto di essere disponibili fino a 11 ore nell’arco della giornata),‭ ‬l’aumento dell’orario di lavoro e l’incremento della parte di salario legata alla produttività,‭ ‬che porta ad un aumento intollerabile dei ritmi di lavoro.

Anche molte delle rivendicazioni dei lavoratori di Roma TPL sono ancora in piedi:‭ ‬dalla richiesta di pagamento diretto da parte del Comune e non dai vari consorzi che appaltano il servizio,‭ ‬fino ad una vera e propria internalizzazione in ATAC.

Il successo dello sciopero del‭ ‬4‭ ‬dicembre,‭ ‬nell’imminenza del Giubileo,‭ ‬ha portato il prefetto Gabrielli‭ (‬che studia,‭ ‬con profitto,‭ ‬da falco di Confindustria‭) ‬a decretare il divieto di sciopero nei trasporti‭ (‬ma,‭ ‬ne siamo certi,‭ ‬ora qualcuno proporrà di estenderlo a medici,‭ ‬maestre,‭ ‬infermieri,‭ ‬netturbini‭) ‬per tutto il periodo di afflusso dei pellegrini a Roma.

Occorre approfondire l’intensità delle mobilitazioni.‭ ‬Le lotte dei lavoratori di Roma TPL,‭ ‬degli autisti della Metro e degli autobus debbono unificarsi e trovare il loro bersaglio comune nel contrasto al più che ventennale processo di‭ ‬privatizzazione dell’ATAC e di tutti i trasporti a Roma,‭ ‬unendo lavoratori e utenti contro i tagli al trasporto pubblico.

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