28 dicembre 2015

Funzione pubblica: serve una lotta vera!

 

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Il 18 dicembre si è riunito il direttivo nazionale della FP-Cgil. La categorie dell’impiego pubblico è nel pieno del rinnovo del contratto nazionale. Contratto fermo dal 2009. Pubblichiamo l’intervento al direttivo di Mario Iavazzi.

Obiettivamente la manifestazione unitaria del 28 Novembre scorso è andata meglio di quanto si potesse prevedere. E’ un’ulteriore indicazione di quanto, nonostante tutto, le lavoratrici e i lavoratori, o una parte di essi, non abbiano perso la speranza e siano disponibili ancora a seguirci. Da qui a dire che la manifestazione sia stata un successo ne passa. La vediamo e la sentiamo quotidianamente, in tante assemblee, la rassegnazione che c’è ma soprattutto il fatto che non se ne può di queste iniziative definite “mobilitazione” ma che, di lotta, quella vera, non hanno nulla.

Ma soprattutto anche questa iniziativa ha visto un nulla di fatto: il Governo è andato avanti per la sua strada e la Legge di Stabilità sta per passare senza che si sia fatto nulla di serio per contrastarla. Anche i risultati determinano il successo di un’iniziativa.

Oggi la Segretaria Generale ha dichiarato che il 13 Gennaio proporrà a Cisl e Uil un percorso di lotta che prevede scioperi regionali fino ad uno sciopero nazionale. Vedremo quale sarà la decisione e sarà un fatto positivo se si deciderà di procedere in tal senso. Non è mai troppo tardi per cambiare il segno e lanciare la lotta. Mi chiedo cosa farà però la FP Cgil se Cisl e Uil resteranno immobili come sempre.

Tuttavia, se così dovesse effettivamente essere, ancora una volta la mobilitazione verrà proclamata dopo l’approvazione della Legge di Stabilità e senza una piattaforma vera, peraltro mai discussa e votata nei posti di lavoro. Gli scioperi dovrebbero essere affiancati da altre azioni, quali il blocco dello straordinario, per uno stato di agitazione generale. Le stesse iniziative, presidi e cortei dovrebbero porsi l’obiettivo di ostacolare i lavori delle Istituzioni, occupare i palazzi del potere nazionali e locali.

Sulla sanità la nostra categoria, nei fatti, non sta facendo nulla. Eppure lo smantellamento del SSN è sotto gli occhi di tutti. In questo settore l’alleanza con i cittadini sarebbe nelle cose. La stessa campagna per il “Giusto Orario” e la sacrosanta fine della deroghe sull’obbligo delle 11 ore di riposo tra un turno e l’altro rischiano di ricadere sulle condizioni di lavoro e sui servizi se non si mette in campo una lotta vera contro il blocco delle assunzioni in Sanità. Da questo punto di vista risulta incomprensibile che il 16 Dicembre abbiano sciopero solo i Medici. Una lotta giusta che se non diventa di tutti i lavoratori della Sanità rischia di essere vista come corporativa.

Ritengo, inoltre, sia grave che la vicenda del fallimento delle banche, oltre a rivelare ulteriormente il carattere di questo governo che ha deciso di aiutare le banche piuttosto che i piccoli risparmiatori, non riapra una discussione rigorosa in merito al rischio della previdenza complementare per i lavoratori e non interrompa quella campagna che la nostra categoria, e tutta la Cgil, continua a promuovere a favore della pensione integrativa.

La scelta che il Direttivo della FP ha deciso di intraprendere nel regolamento dei Comitati degli Iscritti indica, sul tema dell’autonomia dei gruppi dirigenti della Cgil eletti nei luoghi di lavoro e nell’equilibrio tra posti di lavoro e strutture territoriali, uno squilibrio tutto a favore delle seconde, la cui cosa rappresenta una torsione antidemocratica. Forse l’assenza di un regolamento antidemocratico era anche la ragione per cui i Comitati degli Iscritti non li rinnovava quasi nessuno? Lo stesso criterio che prevede l’autocandidatura del singolo iscritto qualora dovesse raccogliere il 15% delle firme indica che c’è una burocrazia che può decidere chi candidare e chi no, senza percorsi democratici.

Infine, la prima Assemblea Generale convocata per domani 19 Dicembre rappresenta un pessimo inizio. Il peggior modo per valorizzare un organismo che, a tanti di questa categoria ha lasciato perplessi e ha visto contrari il sottoscritto e l’Opposizione in Cgil alla Conferenza di Organizzazione, è esattamente quello che vedremo domani: un’assemblea-show il cui programma è già scritto, gli interventi già precedentemente individuati e senza spazio di dibattito e di discussione vera. Davvero peggio di così non poteva cominciare.

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