24 aprile 2017

Francia: La reazionaria e il banchiere al secondo turno – Mobilitiamoci per fermarli nelle piazze e alle elezioni politiche!

La dichiarazione di Révolution, la sezione francese della Tendenza Marxista Internazionale, pubblicata non appena sono stati resi noti i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali.


I risultati del primo turno delle elezioni presidenziali aprono una nuova fase della crisi politica in Francia. Come
già accaduto nell’aprile 2002, il secondo turno sarà tra la destra e l’estrema destra. Ma da allora molto è cambiato. C’è stata la crisi economica del 2008. La probabile vittoria di Emmanuel Macron, fra due settimane, non porterà alla relativa stabilità politica di Chirac aveva beneficiato in seguito alla vittoria nel maggio 2002. La ricomposizione in atto di tutto il quadro politico apre un periodo di grande incertezza e instabilità. Le elezioni politiche a giugno ne forniranno una prima fotografia. Non c’è alcuna garanzia che esse forniscano al futuro Presidente una chiara maggioranza parlamentare.

La borghesia, i suoi politici e i mass-media hanno tutti tirato un sospiro di sollievo: dal loro punto di vista, hanno evitato il “male peggiore” al secondo turno, vale a dire Jean-Luc Mélenchon . Ora formeranno un grande fronte “repubblicano” che chiederà il voto a Macron perfermare il Fronte Nazionale”. Molti politici “di sinistra” proporranno lo stesso slogan. Noi invece lo rifiutiamo perché è assurdo e controproducente. Sono la crisi del capitalismo, la crescita della disoccupazione di massa e le politiche reazionarie degli ultimi governi che si sono succeduti, che spiegano il crescente successo della demagogia “anti-sistema” del Fronte Nazionale (FN). Macron propone di continuare e aggravare la politica di regressione sociale portata avanti da Hollande e Sarkozy: la distruzione massiccia dei posti di lavoro pubblici, la cancellazione delle leggi a favore dei lavoratori, lo smantellamento dei servizi pubblici, la diminuzione delle imposte e l’introduzione di sovvenzioni di tutti i tipi ai grandi capitalisti, ecc. Durante tutta la campagna elettorale, Macron ha nascosto il suo programma sotto un velo “centrista” e molte parole vuote. Ma è un candidato totalmente devoto agli interessi della classe dominante, che richiede politiche drastiche di austerità.

Il FN è un nemico pericoloso che deve essere combattuto. Ma non si spegne un fuoco votando per chi l’ha appiccato. Il movimento operaio deve lottare contro il FN con i propri metodi e sulla base di un programma radicalmente di sinistra che affronti la radice dei problemi: il controllo dell’economia da parte di una manciata di ricchi parassiti. Nei prossimi giorni, le organizzazioni politiche e sindacali del movimento operaio devono mobilitarsi in maniera massiccia nelle piazze contro la destra e l’estrema destra. Il Primo maggio si deve manifestare sulla base di uno slogan comune: la lotta contro il programma reazionario di Le Pen e Macron. I leader dei sindacati dovrebbero porre all’ordine del giorno la proposta di uno sciopero generale di 24 ore.

Infine, dobbiamo mobilitarci per far sì che France insoumise (Francia ribelle) abbia la più ampia rappresentanza dell’Assemblea Nazionale alle elezioni politiche di giugno. Il passaggio al secondo turno di Macron e Le Pen non deve oscurare l’avvenimento più importante di queste elezioni presidenziali, vale a dire l’enorme successo della campagna di Jean-Luc Mélenchon. La sua performance si pone in perfetta continuità con la serie di sconvolgimenti che hanno recentemente segnato l’Europa (Syriza, Podemos, Corbyn) e la sinistra americana (Sanders). Si tratta di un fenomeno internazionale con un significato chiaro: un numero crescente di giovani e lavoratori stanno cercando un’alternativa di sinistra al capitalismo in crisi e ai politici che sono stati al potere da decenni senza cambiare nulla o, anzi, peggiorando le cose . La profonda crisi del sistema capitalistico porta alla polarizzazione politica – a destra, come dimostra il risultato della FN, ma anche a sinistra.

Il crollo elettorale del Partito Socialista (PS) è una dimostrazione lampante di questo processo. Benoit Hamon ha pagato il prezzo per l’introduzione della Loi Travail e per le politiche di austerità del governo Hollande. Inoltre paga per le sue politiche moderate e per due anni di partecipazione al governo. Alla conclusione delle primarie del Partito socialista, Hamon avrebbe potuto basarsi sulla sua netta vittoria per lanciare un’offensiva contro la destra del partito. Ha preferito porsi in una posizione di “centro” nel Partito. Di conseguenza, si è trovato in mezzo al guado.

La campagna di Mélenchon ha generato un enorme entusiasmo tra ampi settori della popolazione. In particolare, il numero di giovani presenti ai comizi della Francia ribelle era impressionante. Questa radicalizzazione dei giovani – che è anche un fenomeno internazionale – avrà un impatto profondo e positivo sul futuro della sinistra. Una delle sfide dei prossimi mesi è quella di organizzare la massa dei “ribelli” in un partito strutturato in maniera democratica.
È il modo migliore per consolidare e sviluppare “France insoumise”, e di attrarre attorno ad essa gli elementi più combattivi dei giovani e del movimento operaio.


Mob
ilitiamoci massicciamente nelle piazze contro Le Pen e Macron!
Per uno sciopero generale di 24 ore!
Mobilit
iamoci per avere per un’Assemblea Nazionale “insoumise“!

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