Politica generale

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Giornata mondiale contro l’omofobia: tenetevi l’ipocrisia, noi vinceremo con la lotta!

Dal 2004 è stata istituita per il 17 maggio la giornata mondiale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. La data rimanda al 17 maggio 1990 quando, solo 27 anni fa, l’omosessualità è stata tolta dall’elenco delle malattie mentali dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

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Macron – Un altro burattino dei padroni

L’uomo della Provvidenza, il favorito dai Mercati, Emmanuel Macron, ha vinto le presidenziali francesi. Un ottimismo primaverile contagia le classi dominanti di tutta Europa, ma questa “riscossa liberale” non porterà nulla di buono ai lavoratori del Vecchio continente.

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Gratis non si lavora!

L’editoriale del nuovo numero di Rivoluzione
“Lavorare gratis, lavorare tutti!” questo il titolo di un libro del sociologo Domenico De Masi. Non è uno scherzo e nemmeno una malriuscita parodia dello slogan tradizionale del movimento operaio “Lavorare meno, lavorare tutti”. De Masi è terribilmente serio e non è un cane sciolto: è uno degli intellettuali di riferimento del Movimento 5 stelle

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Decreto Minniti-Orlando: la logica reazionaria del Pd contro i migranti

Il Partito Democratico non smentisce il suo orientamento reazionario che, come in molte altre materie, si conferma nell’ambito delle politiche migratorie. Il Decreto Minniti-Orlando aggiunge infatti un ulteriore tassello alle misure di repressione delle migrazioni che hanno avuto inizio venti anni fa proprio con un altra legge targata centro-sinistra: la Turco-Napolitano.

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8 marzo, migliaia in piazza – Riparte la lotta, riprendiamoci tutto!

Davanti allo stillicidio di soprusi e angherie quotidiane, alle provocazioni crescenti, alle vite negate la rabbia che covava da tempo sotto la superficie è emersa con forza, visibile a tutti, l’8 marzo. In questa giornata abbiamo assistito a una reazione decisa proprio da parte di quella medesima parte della società maggiormente sotto attacco, le donne, a cui si sono aggregati i settori oppressi della società.

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Cosa sono le assemblee popolari?

Da più parti in Italia si comincia a parlare delle Assemblee popolari come strumento di organizzazione e di lotta. Lo sviluppo di assemblee popolari come strumento di coordinamento delle lotte, fino a prefigurare elementi di contropotere non sono affatto casi eccezionali, o costruzioni astratte che i marxisti intendono imporre al movimento reale ma ne hanno costituito in molteplici occasioni un lievito essenziale.

Politica generale

Se non se ne vanno con le urne, cacciamoli con le lotte!

Non sappiamo come finiranno i balletti parlamentari di questi giorni, se il governo durerà o se alla fine si andrà a elezioni. Una cosa però ce l’abbiamo chiara: se riusciranno a rinviare le elezioni sine die l’impegno deve essere quello di contribuire alla costruzione di un movimento di lotta, di massa, contro il Governo, contro le politiche di austerità e contro l’Europa del capitale.

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Roma – La crisi della giunta Raggi svela la natura del M5S

La relativa calma che ha attraversato il Comune di Roma negli scorsi due-tre mesi preannunciava solamente una nuova esplosione di contraddizioni tutte all’interno del M5S che, alla prova dell’amministrazione di Roma, sta mostrando sempre di più i suoi limiti politici.

Sinistra

Elezioni subito! L’alternativa necessaria

Non sosterremo alle elezioni quella sinistra fallimentare, che oggi è orfana del Pd, ma che in fondo la pensa come Pisapia e alla prima occasione è pronta a tornare al governo con il Pd. Lavoriamo per qualcosa di completamente diverso. Investiamo tutte le nostre energie su un progetto alternativo e non si presenterà alle noiose ed inutili riunioncine in cui si discuterà l’ennesimo cartello elettorale di sinistra votato al disastro.

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È saltato il tappo

Dopo il 4 dicembre il tappo è saltato. Quel tappo di un’apparente invincibilità di Renzi e del Partito democratico che rendeva ardua l’idea nella mente di migliaia di attivisti, di lavoratori e di giovani che fosse possibile resistere e rispondere agli attacchi di governo e padronato. La crisi politica italiana entra dunque in una nuova fase, turbolenta, ma lo fa a un livello superiore. La classe operaia italiana ha compiuto il primo passo.