Politica generale

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La crisi della sinistra e le elezioni in Friuli-Venezia Giulia

Nel grande libro dei fallimenti della sinistra riformista in Italia, le elezioni del 4 marzo avrebbero dovuto rappresentare un’utile postfazione per chiudere un prodotto editoriale da cui nemmeno gli stessi autori hanno tratto nessuna lezione. Le elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia del 29 aprile si preannunciano però come una quarta di copertina dai tratti tragicomici.

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Italia senza governo?

Poco prima delle elezioni spagnole del 2015 Felipe Gonzales aveva previsto “un parlamento all’italiana, ma senza politici italiani capaci di gestirlo”, riferendosi alla mancanza di una chiara maggioranza parlamentare e alla difficoltà a trovare un accordo per dar luce a un governo. Il risultato del 4 marzo sta però mettendo alla prova anche la consolidata esperienza italiana.

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Torino – Due anni di giunta Cinquestelle, due anni di ipocrisie!

Pubblichiamo il volantino prodotto dai nostri compagni di Sinistra classe rivoluzione Torino, che fa un bilancio (del tutto negativo) della prima metà di mandato della giunta Appendino.

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Le basi sociali e politiche del successo della Lega

Le elezioni del 4 marzo sono state segnate, oltre che dal successo del Movimento 5 Stelle, anche da una netta affermazione della destra a trazione leghista. L ’ aumento della Lega è di circa 4 milioni e 300mila voti. Tale successo necessita di una chiave di lettura articolata che non può essere ricondotta alla sola motivazione xenofoba.

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5 Stelle a un passo dal governo

Un punto è inaggirabile: Di Maio e i suoi sono a un passo dal governo del Paese, e lo sono perché una parte consistente degli sfruttati ha voluto credere alle loro promesse e vi ha letto la speranza di un futuro migliore. E la pazienza popolare può durare per una fase, ma non è infinita.

Elezioni 2018

La Lega – Da sempre forti con i deboli e deboli con i forti

In queste settimane preelettorali la Lega per raccattare voti si propone come paladina a difesa dei lavoratori e degli interessi del made in Italy nella lotta contro l’austerità imposta dall’Ue. Sotto la veste del severo padre di famiglia (o della patria, padana o italica essa sia) che lotta per il bene degli italiani (prima il bene era riservato solo ai padani…), il programma di Salvini è reazionario ed intriso di razzismo.

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Cinque Stelle nell’anticamera dei padroni

Partiti incendiari, i grillini sono arrivati pompieri come tanti altri prima di loro, che rifiutando di riconoscere la differenza tra destra e sinistra e, più importante negando il fatto che i “cittadini” si dividono più che mai in sfruttatori e sfruttati, finiscono per diventare lo strumento della classe dominante.

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Boicottiamo il referendum truffa di Zaia e Maroni!

Il prossimo 22 ottobre i residenti in Lombardia e Veneto sono chiamati a votare un “referendum per l’Autonomia” delle rispettive regioni. La propaganda dei due presidenti leghisti usa toni roboanti: secondo il veneto Zaia addirittura “il 22 ottobre possiamo riscrivere la storia”.

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L’estate dei manganelli

Non basteranno né le menzogne, né i manganelli per far regnare la pace sociale. La crisi ha accorciato troppo la coperta, milioni di persone hanno ormai capito che il loro futuro è già stato distrutto. È verso di loro che dobbiamo rivolgerci, per fare di questo autunno una stagione di lotta e della prossima campagna elettorale il momento dello smascheramento del sistema politico di questo paese.

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L’appello di Falcone-Montanari e l’ipocrisia riformista

L’appello lanciato da Anna Falcone e Tommaso Montanari sul Manifesto del 6 giugno: “Un’alleanza popolare per la democrazie e l’uguaglianza” è l’ennesima operazione destinata al fallimento che ci viene riproposta dalla sinistra riformista da almeno 10 anni a questa parte con una dose se possibile anche maggiore di ipocrisia rispetto a quelle che tristemente l’hanno preceduta.